Massimiliano Gallo, amatissimo attore, condanna la strage di palestinesi, la disumanità di Netanyahu e del suo governo e chi “Ha paura di parlare, di non lavorare più” (complice in regime monolitico della destra meloniana). Gallo prova imbarazzo per il silenzio dei colleghi che negano il genocidio israeliano di Gaza: “Non esistono più i Fo, Pasolini, Gaber”. Condividono in tanti: i registi Matteo Garrone, Carlo Verdone, Marco Bellocchio, Valeria Golino, gli attori Alessandro Gassmann, Teresa Saponangelo, premio Donatello, Moni Ovada, Lina Sastri, Patrizio Rispo, Gianfelice Imparato Marisa Laurito e Zero Calcare, Elodie, Fiorella Mannoia, Tosca, Piero Pelù, il rapper Ghali, Ilaria d’Amico, giornalisti non asserviti al neofascismo e tanti altri.
È diffuso j’accuse per le dichiarazioni di De Gregori Vasco Rossi, ‘afoni’ su Gaza con l’alibi dell’incompatibilità arte-valutazioni del massacro di palestinesi. Netta condanna per Erri De Luca e il suo “Sono sionista e a non è genocidio quanto accade a Gaza”. Un paio di noti scrittori lo hanno giustificato invocando la libertà di parola, negata contemporaneamente censurando chi ha criticato De Luca. De Giovanni ha corretto il tiro. Il prima: condanna di Israele per lo sterminio di palestinesi, ma diritto di De Luca a negare il genocidio (diritto alla libertà di espressione). Il poi: lo scrittore napoletano si associa con convinzione allo sdegno per la disumanità di Netanyahu. Meglio tardi che mai. Meritano ammirazione Daniele Silvestri e la sua riconosciuta qualità di cantautore che non esita a schierarsi: “De Gregori? Penso che abbia perso una buona occasione per non dichiarare nulla. Non penso è un obbligo per un artista prendere posizione per forza, ma per come sono fatto io, per quello che ho sempre pensato, nel descrivere il mondo, non sono capace di non dare un’interpretazione”. E titola una delle sue ultime composizioni, nata nei giorni del referendum, “Sana e robusta Costituzione”. Una delle strofe: “Un Paese di sana e robusta costituzione è fatto di grandi principi e di condivisione. Non solo non sceglie la guerra: la ripudia per definizione, difende i diritti di tutti, senza alcuna eccezione. E mostra le sue cicatrici con orgoglio a chi vuole vedere quali furono quei sacrifici e in che modo si diede equilibrio al potere”.
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