Ormai il governo nazista di Tel Aviv, guidato dal boia Bibi Netanyahu, si sta macchiando dei più orrendi crimini contro l’umanità.
Arrivano infatti terrificanti news circa l’uso del fosforo bianco contro la popolazione civile del Libano meridionale, tanto per una variazione sul tema dei bombardamenti a tappeto che raggiungono e massacrano anche la popolazione di Beirut. Nel più assordante – e totalmente colluso – silenzio internazionale.
Ecco le news.
FOSFORO BIANCO KILLER SUI CIVILI LIBANESI
Un paio di giorni fa il ‘New York Times’ e diverse organizzazioni umanitarie hanno documentato e denunciato i vertici politici e militari di Tel Aviv per l’uso indiscriminato di fosforo bianco contro la popolazione civile libanese. Ultimo caso, il 30 maggio scorso, quello di Nahatieh, una cittadina di 40 mila abitanti. E fa seguito ad altri centri colpiti nei giorni precedenti, come Tiro, Khiam e Qlayaa.
L’uso del fosforo bianco sulle aree civili è espressamente vietato dalla Convenzione internazionale sull’uso delle armi chimiche. Ma non è certo la prima volta che i governi killer israeliani vi hanno fatto ricorso negli ultimi decenni: ad esempio già nel 1982, poi in varie riprese negli anni Duemila (2004, 2006, 2009), senza che mai le Nazioni Unite né altri organismi internazionali abbiano mosso un dito.
Come adesso. E’ infatti dall’ottobre 2023 ad oggi che il governo libanese ha lanciato ben 4 appelli indirizzati ai vertici del Palazzo di Vetro: ma si è regolarmente ascoltato un assordante silenzio. Così come da parte di tutti i governi occidentali, UE in testa. Tutti complici e collusi nei genocidi perpetrati in modo efferato e continuo dalle autorità nazi di Tel Aviv.
In una denuncia datata 3 luglio 2024, i vertici di Beirut hanno documentato ben 600 incendi divampati nelle settimane precedenti e causati dall’uso del fosforo bianco killer.
Che provoca devastanti effetti sulle vittime. Sottolinea il ricercatore di una Ong, Ramazi Kaiss: “Provoca ferite atroci, ferite che durano tutta la vita. Oppure possono causare subito la morte”. O la padella o la brace.
Un altro ricercatore indipendente, Ahmad Begdoum, documenta che negli ultimi mesi Tel Aviv ha usato il fosforo bianco per oltre 200 volte. E lo fa in modo ‘scientifico’: ha infatti realizzato un database, con dati precisi e tanto di illustrazioni fotografiche e visive, contenente le sue segnalazioni alle autorità libanesi e non solo.
E mentre proseguono gli attacchi contro l’Iran, i vertici nazisti non dimenticano certo di continuare nei rastrellamenti della Striscia di Gaza, per raggiungere al più presto la quota prefissata del 75 per cento di territorio occupato e totalmente distrutto. A questo punto la popolazione sopravvissuta non potrà che finire i suoi giorni nei deserti, fino al Sinai.
Nell’area nord, d’altro canto, prosegue come un rullo compressore l’occupazione abusiva di quel che resta della Cisgiordania da parte dei coloni killer israeliani: e non manca giorno in cui non si registrino massacri della popolazione palestinese che ancora non vuole arrendersi e abbandonare le proprie abitazioni.
ECCO IL FOSFORO DI PULITZER CAPEZZONE
Passiamo a casa nostra e vediamo, su questo fronte, il Tempo che fa.
Il quotidiano della capitale, ‘Il Tempo’, è infatti in trepida attesa del prossimo Pulitzer che verrà assegnato al suo direttore, al secolo Daniele Capezzone.
Ecco come viene auto-lanciata la prestigiosa candidatura. Da leggere tutta d’un fiato.
“Capezzone: scoop sulla rete italiana di soldi ad Hamas”. E poi la motivazione: “Trovate un’inchiesta esclusiva, documentata e inquietante, di Alessandro Bertoldi sulla rete di soldi dall’Italia ad Hamas. Anche a livello internazionale non si era mai letto un dossier così accurato nel ricostruire nomi, intrecci, relazioni. E’ la prima puntata di un lavoro investigativo che letteralmente ‘chiama’ interrogazioni parlamentari e integra quanto sta già emergendo a livello giudiziario sul giro di Hannoun e dei suoi amici”.
Siamo in trepida attesa sia dei fiumi di interrogazioni che delle prossime puntate al cardiopalma. E soprattutto, poi, di una telefonatina in arrivo da Oslo alla redazione del Tempo per i dettagli sull’incoronazione del suo super direttore.
Qualche notizia sul caso di Mohamad Hannoun, che da mesi vede impegnati sul fronte gli 007 dell’antico quotidiano capitolino, i quali ne sfornano ogni giorno una nuova.
Pochi giorni fa la Corte di Cassazione ha annullato l’arresto di Hannoun, l’attivista e architetto palestinese accusato con altre sei persone di aver finanziato Hamas tramite l’Associazione Benefica di Solidarietà con il Popolo Palestinese (ABSPP). Era stato arrestato lo scorso dicembre insieme agli altri sei appartenenti all’associazione, appunto.
Ora, il fresco annullamento dell’arresto non comporta automaticamente la scarcerazione di Hannoun: tutto, infatti, resta in sospeso. La Cassazione, infatti, ha ‘annullato con rinvio’, in attesa cioè di una rivalutazione del caso da parte del Tribunale del Riesame. Con ogni probabilità, la Suprema Corte capitolina ha giudicato inutilizzabili i file israeliani citati dalla Procura di Genova come fonte di prova.
Un caso tutto aperto quindi.
Ma le colossali rivelazioni garantite dagli scoop a raffica de ‘Il Tempo’ serviranno certo a chiarire le oscure trame ordine dalla gang palestinese attiva in Italia, come vera cellula del terrorismo internazionale e, soprattutto, come fonte strategica per finanziare le attività di Hamas.
Capito?
I MAXI FONDI DI TEL AVIV AD HAMAS, VIA QATAR
Sorge spontanea la domanda: ma il prossimo Pulitzer de noantri, Capezzone, avrà mai letto qualcosa circa i maxi finanziamenti erogati, soprattutto via Qatar, dai vertici di Tel Aviv ad Hamas da oltre 10 anni, e cioè a partire dal 2015? O le sue attenzioni sono esclusivamente focalizzate sul fronte italico, tutto da dimostrare (con ogni probabilità si tratta di bufale eterodirette da Tel Aviv, come ha fatto intendere la Cassazione) e del tutto risibile come eventuale entità di fondi, rispetto alla montagne di dollari transitate per CERTO dal governo di Tel Aviv nelle casse di Hamas, via Qatar?
Ma ci è o ci fa, Vate Capezzone?
Al prossimo Pulitzer consigliamo quindi caldamente di verificare la palate miliardarie, il cui flusso è cominciato, come detto, nel 2015: sempre per la regia del governo killer griffato Netanyahu, che – tranne poche interruzioni – va avanti indisturbato fin dal lontano 2009.
Addirittura, durante il Congresso 2019 del Likud, il partito di estrema destra sionista capeggiato da Bibi, si parlò espressamente di continuare nella strategica erogazione di fondi ad Hamas. E sapete il motivo? In funzione anti Autorità Nazionale Palestinese, l’ANP storicamente fautrice della creazione dei 2 Stati, che Tel Aviv vede come il fumo negli occhi.
Hamas, quindi, è ottima e abbondante per sostituire, di fatto, l’ANP e far in modo che la guerra continui all’infinito. Perché, in soldoni, killer Bibi avrà sempre un pretesto – l’esistenza stessa della ‘sua’ Hamas – per portare a termine il GENOCIDIO scientifico della popolazione palestinese.
Del resto, uno dei tanti processi che deve fronteggiare Netanyahu (ma non va avanti per l’emergenza nazionale continua causata dai conflitti su svariati fronti), a parte quelli per 3 colossali casi di corruzione, riguarda proprio quei fondi finiti nelle casse di Hamas, grazie alla gentile intermediazione del Qatar.
Ma tutto questo il prossimo Pulitzer de noatri non lo sa. Lo ignora. O fa finta di ignorarlo.
Per favore, nessuno faccia una soffiatina ad Oslo…
P.S. La Voce, negli ultimi anni, ha scritto e messo in rete decine e decine di articoli e inchieste sui finanziamenti criminali di Tel Aviv ad Hamas. Basta andare alla casella CERCA che si trova ai alto a destra della nostra home page e digitare HAMAS, QATAR o parole chiave simili per ritrovarne a bizzeffe.
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