GENOCIDIO?  MACCHÉ: “DISTORSIONE STORICO-VERBALE”

Quasi centomila morti, palestinesi uccisi da missili, bombe, cecchini. Quasi trentamila bambini ‘eliminati’ con il sottinteso e a tratti esplicito intento di eliminare potenziali ‘nemici di Israele una volta divenuti adulti. E il progetto della definitiva, totale scomparsa dell’etnia palestinese, esternato a più riprese da Netanyahu e dai criminali di guerra che lo supportano, determinati a completare lo sterminio di chi sopravvive al massacro nella Striscia di Gaza. Il blocco degli aiuti umanitari, di cibo, acqua, farmaci, il trattamento disumano dei prigionieri, l’incentivo ‘istituzionale’ alla violenza selvaggia contro i palestinesi in Cisgiordania. Ospedali e scuole rasi al suolo. Tutto questo con la delinquenziale complicità di Trump, del sovranismo che si diffonde pericolosamente, dell’amichettismo del governo italiano. Questa tragica sintesi nega altre definizioni per l’accusa a Israele di genocidio (ovvero “sistematica distruzione di una popolazione, una stirpe, un’etnia o una comunità religiosa”). Esplode la polemica.

Dichiara pubblicamente Erri De Luca (il suo esordio politico è avvenuto con Lotta Continua): “Sono un Sionista e a Gaza non c’è nessun genocidio. So benissimo cosa sia, applicarlo a Gaza è una distorsione storica e verbale. Quanto è accaduto (e continua ad accadere, nrd) è una guerra brutale e moderna”.  (Moderno il massacro di un popolo? ndr)” Con toni e parole non contigue, Vasco Rossi e Francesco De Gregori sostengono la tesi De Luca’. Rifiutano di esprimersi sullo sterminio genocida di Gaza “perché siamo artisti” (come se gli artisti non fossero partecipi come e più di altri di quanto accade nel mondo, ndr).  La solidarietà a De Luca non manca, in nome della libertà di pensiero e di parola, anche se in questo caso contestarlo è un dovere-diritto etico di chi crede nella giustizia obiettiva, sociale, politica. Condannano la censura anche scrittori di sinistra, per esempio Recalcati, Cotroneo, si accoda Maurizio De Giovanni, neo portavoce del Pd. Vasco Rossi disconosce quanto ha detto su Gaza, De Gregori proprio no. L’autodifesa dei no-genocidio non è di agevole interpretazione: “È parola unica, realtà orwelliana, in cui siamo catapultati dopo due anni di lavaggio del cervello collettivo su Gaza, Israele e gli ebrei. La narrazione da faziosa si è fatta settaria, da settaria fanatica e da fanatica totalitaria”. E il funambolico commento di chi contesta il binomio Israele-genocidio: la parola genocidio sequestrata da apparati di propaganda sovietica (???), è stata scientificamente appiccicata al capitalismo, dipinto come genocida per definizione. Quindi con la Guerra dei Sei giorni è stata associata a Israele.


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