IL CASO “ERRI”

Desta perplessità e di più timore, per il fondamentale ruolo dell’informazione, il disimpegno del gruppo editoriale Gedi, venduto al potente armatore greco che rumors attendibili aggettivano con il significativo “amico di Trump”. E si alimenta il sospetto di una ‘manina” della Casa Bianca a monte dell’operazione ‘svendita’ di Elkann: emigrazione forzata di La Repubblica,  Radio DeejayRadio Capital e m2oHuffPost ItaliaLimes e National Geographic Italia, ovvero di testate dell’opposizione a regimi autocratici, antidemocratici (del tycoon americano, della destra di Palazzo Chigi). Per non peccare di genericità è utile parcellizzare la riflessione e trarre presagi sul futuro dell’ex Gedi. Non a caso la redazione ha condannato l’abbandono di Elkann con un eloquente “Non sentiremo la sua mancanza”.

Citiamo due ‘casi spia’ di quanto la nuova proprietà potrebbe sottrarre all’informazione democratica: il 2 giugno festa della Repubblica nata dall’antifascismo in prima pagina del quotidiano fondato da Scalfari l’incomprensibile assenza di un titolo a caratteri cubitali sull’evento e neppure un rigo del direttore.

Oggi lo sconcerto per un paio di risposte di Merlo a missive dei lettori. Una sospetta che l’esclusione di Erri De Luca dal Festival della letteratura di Salerno (lo scrittore ha ripetutamente negato il genocidio di Netanyahu) sia un “odioso episodio di antisemitismo”. Il commento di Merlo: “Ma no, fiutano la piazza (ma non evidenzia l’indignazione per l’assoluzione dall’accusa alla destra israeliana, ndr) e si buttano sul conformismo, che sta spacciando Erri De Luca per nemico dei palestinesi (falso, lo scrittore non è contestato per questo). Pare una gran figata pubblicitaria escludere De Luca”. Altra lettera, sulla patrimoniale “che Elly Schlein vorrebbe imporre (imporre? Ndr) ai super ricchi, ai miliardari. Toglierebbe voti alla sinistra?” Risposta, in antitesi al principio della proporzionalità fiscale, dello stop all’evasione, totale o anche solo parziale dei Paperon dei Paperoni’: “Penso che farebbe perdere voti perché  invece di mettere paura  ai grandi capitalisti, che saprebbero comunque dove rifugiarsi, (ammesso che non l’abbiano già fatto)  spaventerebbero tutti gli altri (al contrario, corrisponderebbero alla domanda di un fisco riequilibrato, ndr) sentirebbero, anche se a torto, il nuovo stile fiscale  (stile? ndr)  come una minaccia agli investimenti e al risparmio” (succederebbe esattamente il contrario, ndr). A proposito di De Luca un esempio di confusione redazionale: la risposta di Merlo al lettore e l’articolo a pagina 35 che ricorda il passato di Lotta Continua dello scrittore, la rivendicazione di ‘sionista’ che nessuno gli ha mai contestato, la definizione di genocidio “a distorsione storica e verbale della guerra di Gaza”. I responsabili del Festival: “Quelle parole di De Luca ci hanno messo in uno stato di sconcerto. Posizioni irricevibili”. E De Luca? Si dice abbastanza contento di risparmiarsi qualche trasferta (!) e commenta: “Non sono stato escluso, è il Festival che si è escluso da me”. Beata presupponenza. Comunque, contento lui…


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