Giorgio Gaber: …“la libertà non è star sopra un albero, non è neanche avere un’opinione, la libertà non è uno spazio libero, la libertà è partecipazione”. Sono solo parole di una canzone, ma più sferzanti di una sentenza contro chi “se ne frega”, diserta, delega, inventa scuse per non partecipare afflitto da nostalgiche motivazioni del Ventennio. L’eurodeputata Salis ne fa un proclama la contrario, invita ad abolire la tradizionale parata militare e la giustificazione non è poi una provocazione priva di senso se con guerre e massacri in corso si giudica inopportuna la sfilata di armi e di armati. Comunque la festa del 2 giugno è nell’agenda delle manifestazioni istituzionali al massimo livello e disertarla è un grave sgarbo istituzionale. Se ha starne fuori è il presidente del Senato e seconda carica dello Stato, alter ego di Mattarella, è di più, è un’indegna, antidemocratica assenza. Contestato, Larussa s’è trincerato dietro un irricevibile “avevo altro da fare” e ha tirato in ballo il non esserci dei capigruppo dell’opposizione. Avesse ragione le critiche si stenderebbero ai citati esponenti del “campo largo”, alla mancata presenza di De Luca, riconfermato sindaco di Salerno alla cerimonia della sua città, alla scelta di Mario Orfeo, direttore di la Repubblica, che ieri 2 giugno, non ha celebrato la festa con un titolo adeguatamente vistoso in prima pagina (gli avremmo suggerito “I NOSTRI 80 ANNI”, a caratteri cubitali). Non sorprende una nuova gaffe di Tajani, che a supporto di Salvini ha censurato le assenze di Schlein e Conte, solo perché ignora che alla manifestazione partecipa solo chi ha incarichi istituzionali. A prescindere dal 2 giugno: assolto per motivi di salute, De Gregori, che si era rifiutato di condannare il genicidio di Gaza, merita elogi per la sua canzone “Viva l’Italia’, ‘inno’ al Bel Paese di chi lavora e “resiste”. Alla voce fuori dal coro della Salis si sovrappone quella autorevole di Tommaso Montanari, storico dell’arte e docente universitario. che il veleno della destra definisce “utopia ideologica, livore contro le Forze Armate”. Montanari, come la Salis, ipotizza una manifestazione all’insegna della pace, l’abolizione della parata militare e al loro posto bandiere arcobaleno, attivisti degli aiuti umanitari e pro Pal. Utopia? Ma certo, con la destra al governo che altro può rappresentare.
Scopri di più da La voce Delle Voci
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.























