Grandi manovre vaticane.
Dalla Santa Sede è stato appena comunicato un cambio al vertice dello strategico Dicastero per la Comunicazione vaticana a partire dal prossimo 1 novembre.
Il testimone, infatti, passa da Paolo Ruffini a Maria Montserrat Alvarado, detta Montse.
Un cambio di rotta a 180 gradi che apre nuovi scenari e pone degli interrogativi. Alcuni non poco inquietanti.
Vediamo di cosa si tratta, partendo dall’identikit della neo Capa del Dicastero.
40 anni, originaria di Città del Messico e con passaporto americano dal 2008, laica, una giornalista-manager a tutto tondo la Alvarado, laurea in Scienze Politiche alla Florida International University e poi un master alla George Washington University. Per ben 14 anni si è rimboccata le maniche con l’associazione non-profit ‘Becket Fund for Religious Liberty’ che si batte per la tutela costituzionale della libertà religiosa davanti alla Corte Suprema Usa. Ha ‘curato’ una marea di cause, soprattutto durante la presidenza di Barack Obama.
Ma il suo lancio come star internazionale della comunicazione avviene cinque anni fa, nel 2021, quando entra a vele spiegate nel più grosso network statunitense sul fronte della comunicazione cattolica, ‘Eternal World Television Network’, EWTN per i suoi tanti fans.
Venne fondato da Madre Angelica, una suora dell’ordine delle Clarisse Sacramentarie, nel 1980, in un garage all’interno del monastero della Madonna degli Angeli ad Irondale, nell’Alabama.
Oggi, dopo quasi mezzo secolo, è un vero colosso dell’etere cattolico, e non solo: EWTN, infatti, è seguita da oltre 400 milioni di famiglie in ben 160 paesi e gestisce produzioni radiofoniche per oltre 500 emittenti sparse in tutto il mondo. Il gruppo si definisce “la più grande organizzazione comunicativa cattolica al mondo che produce contenuti in inglese, spagnolo, francese, tedesco, portoghese e italiano”.
Miss Alvarado ne è presto diventata la numero uno, in qualità di direttore giornalistico e operativo. Ed ha avuto la supervisione su tutta una serie di attività collegate, come la ‘Catholic New Agency’, il ‘National Catholic Register’, il gruppo ‘ACI’.
A quanto pare il cambio al timone (anche per i sopraggiunti limiti di età dell’ex numero uno Ruffini) è dovuto ai risultati ‘non strepitosi’ fatti segnare negli ultimi anni, nonostante i massicci investimenti effettuati, una bella fetta delle Spese della Santa Sede, come pubblicato nel bilancio consolidato della Segreteria per l’Economia (Spe, anno 2024).
Il Dicastero, non va dimenticato, ha sotto il suo controllo una sfilza di sigle e attività: Vatican News, Radio Vaticana, L’Osservatore Romano, Vatican Media, la Sala Stampa della Santa Sede, la Libreria Editrice Vaticana, la Tipografia Vaticana, la Filmoteca Vaticana.
Secondo alcune fonti vaticane, papa Prevost vuole imprimere un’accelerazione alla fase comunicativa, tenuto soprattutto conto della sua fresca enciclica ‘Magnifica Humanitas’. E non pochi che contano nelle alte sfere vaticane avrebbero caldeggiato il nome della più che rampante Alvarado.
Eccoci alle ombre, tutte da verificare. Però avanzate da un sito considerato ‘ultracattolico’, ossia ‘La Nuova Bussola Quotidiana’.
Così scrive nel suo pezzo: “La discontinuità è evidente. Soprattutto visto che Papa Francesco aveva addirittura indicato EWTN come la tivvù che trama contro la Santa Sede”.
Un’accusa da novanta. Non si trovano notizie in merito, navigando via internet. Ma la cosa desta non poca inquietudine.
Ecco il link dell’articolo, per una maggior completezza, Comunicazione vaticana, papa Leone inizia la rivoluzione
Finiamo con alcune note biografiche dell’uscente Ruffini. E’ figlio dell’ex ministro DC alla Difesa Attilio Ruffini, e fratello di Ernesto Maria Ruffini, da anni al vertice delle strategiche Entrate (le tasse) di casa nostra e da mesi accreditato come possibile federatore del ‘Campolargo’. Il pedigree di Paolo è lungo mezzo chilometro: è stato direttore dei quotidiani del gruppo Caltagirone ‘Il Mattino e ‘il Messaggero’, poi direttore del Giornale Radio Rai, di Rai Radio Uno, di RAI3, infine della tv cattolica TV 2000, per poi approdare, appunto, al vertice del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede.
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