Si è appena aperta a Torino l’edizione 2026 di Archivissima, il Festival degli Archivi che andrà avanti fino al 7 giugno. Quest’anno la rassegna va alla ricerca di “quello che non c’è”, interrogando gli archivi e gli enti, per capire che rumore fanno il silenzio e le assenze.
Sono oltre 500 gli enti partecipanti quest’anno, il 25% in più di nuove adesioni, 20 reti territoriali e tematiche e circa 250 eventi in presenza sul territorio. Insomma, un interno palinsesto dal vivo a Torino con centinaia di contenuti digitali inediti, a conferma che ancora una volta che la Notte degli Archivi rappresenta un cammino di valorizzazione e promozione degli enti e dei patrimoni storici, unico in Italia e in Europa.
Come tutti gli anni, fra i partecipanti spicca il gruppo di Nocera Inferiore. Il Centro Studi di Documentazione Storia e Ricerche della Salute Mentale-DSM ASL Salerno, in continuità con la Fondazione Onlus CeRPS, partecipa al festival nazionale degli archivi presentando il Podcast “DA BIELLA A NOCERA INFERIORE: UN PERCORSO PER LA GUARIGIONE”. Realizzato in collaborazione con Francesco Gafforio – Kalamos Napoli Associazione Promozione Sociale, il podcast è scritto da Giuseppina Salomone e Francesco Gafforio con le voci di Claudia Della Corte e Francesco Gafforio.
Nell’archivio del manicomio consortile “Vittorio Emanuele II” di Nocera Inferiore per anni è stato sommerso, nascosto e negato alla conoscenza e allo studio, un trattamento psicoanalitico completo, autografo fatto da Marco Levi Bianchini, primo traduttore italiano delle opere di Sigmund Freud. La paziente veniva da Biella ed era stata indirizzata all’esperto Levi Bianchini da un medico viennese, dal quale la signora si era recata per sottoporsi alla terapia freudiana. La terapia avviene, nello studio del professore a Nocera Inferiore (Salerno), dal 21 Novembre 1932 al 27 gennaio 1933 per 48 sedute e gran parte del lavoro psicoanalitico viene effettuato con la tecnica dell’interpretazione dei sogni. L’ultimo sogno è quello della normalità riconquistata con la guarigione della paziente.
La Voce si è occupata più volte degli studiosi di Nocera e delle brillanti iniziative culturali sorte intorno alla Biblioteca dell’ex manicomio di Nocera Inferiore, vedi ad esempio l’articolo
La vita straordinaria di Marco Levi Bianchini – Giornata di studi a Nocera il 24 ottobre
Il Podcast di quest’anno può essere ascoltato dal 5 giugno sul sito di ARCHIVISSIMA.
DA NAPOLI IL “CARAVAGGIO CHE NON C’E'”
Nell’ambito della Notte degli Archivi 2026 si segnala l’apertura straordinaria del Museo Il Cartastorie presso la sede storica della Fondazione Banco di Napoli, in via dei Tribunali 213. Dopodomani, 5 giugno, a partire dalle ore 18,30, ingresso gratis (con prenotazione obbligatoria) per visitare uno dei Musei di maggiore fascino di tutto il Sud. L’occasione è data dall’evento “Il Caravaggio che non c’è”.
Il pubblico sarà accompagnato in un approfondimento dedicato alla “Pala Radolovich” di Michelangelo Merisi detto Caravaggio, interpretando il tema nazionale di questa edizione, “Quello che non c’è”.
Un enigma irrisolto della storia dell’arte seicentesca, un’opera commissionata e mai ritrovata. Mai completata, distrutta o dispersa, oggi sopravvive solo nella descrizione, tracciata in elegante grafia e conservata nei volumi dell’Archivio Storico del Banco di Napoli.
La visita condurrà i partecipanti attraverso le fonti archivistiche e le narrazioni che restituiscono tracce e suggestioni legate al passaggio del grande pittore nella città di Napoli.
Il percorso proporrà un focus sull’installazione del museo dedicata a Caravaggio, il documento del 1606 che restituisce le tracce archivistiche dell’opera e, infine, la proiezione del cortometraggio “Caravaggio e la Pala Radolovich” (5 min) con una ricostruzione artistica in forma di tableau vivant che, a partire dai suggerimenti dei documenti d’archivio, immagina la grande pala d’altare.
«Gli archivi custodiscono non solo ciò che è stato conservato, ma anche le tracce di ciò che non possiamo più vedere. La storia della Pala Radolovich racconta proprio questo: un’opera scomparsa che continua a vivere attraverso i documenti e la memoria» dichiara Marcello D’Aponte, Presidente della Fondazione Museo Archivio Storico Banco di Napoli.
Aggiunge Ciro Castaldo, Direttore Generale della Fondazione Banco di Napoli: «Il legame della Fondazione Banco di Napoli con Caravaggio è profondo e si rinnova nel tempo: oltre a custodirne le tracce documentarie, abbiamo anche ospitato un suo dipinto, confermando l’attenzione della Fondazione verso il grande maestro e la sua presenza nella storia di Napoli».
L’iniziativa intende riflettere sul valore dell’archivio come luogo in cui ciò che manca può essere interrogato, evocato e, in parte, ritrovato. Perchè “non sempre quello che appare – o che riusciamo a scorgere – è quello che conta o che definisce in modo esaustivo la realtà. Archivissima 2026 si spinge nel territorio rarefatto e potenzialmente fecondo di quello che manca.”
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