TRUMP / LA SCENEGGIATA DEL VAFFA A NETANYAHU. MA IL LEGAME E’ PIU’ SALDO CHE MAI…

Il bue che dà del cornuto all’asino, come si diceva una volta.

Il pazzo che dà del pazzo al pazzo.

Il killer che dà del killer al killer.

Giratela e voltatela come volete, è questa la sostanza della conversazione calda calda – come una sfogliatella napoletana – tra Donald Trump e Bibi Netanyahu.

I media nostrani, al solito autocensurati, hanno parlato di una chiacchierata leggermente accesa che ha portato chiarezza, in cui ad un certo punto il capo della Casa Bianca avrebbe apostrofato il premier di Tel Aviv con l’epiteto di ‘pazzo’, ‘crazy’. Ma nulla più.

A fornire l’autentica versione dei fatti è il solitamente super informato sito AXIOS che così titola il suo esclusivo reportage: “‘You’re fucking crazy’: Trump fumes at Netanyahu in a call on Lebanon”, ossia “‘Sei un dannato pazzo’: Trump si scaglia contro Netanyahu in una telefonata sul Libano”.

Ecco i passaggi salienti del pezzo griffato AXIOS.

 

IL VAFFA DAY

Lunedì, durante una telefonata piena di insulti, Trump si è scagliato contro il primo ministro Netanyahu per l’escalation israeliana in Libano, secondo quanto riportato ad Axios da due funzionari statunitensi e da una terza fonte informata sulla conversazione”.

Trump e Netanyahu (che vediamo anche nella foto in alto al Board of Peace) così come raffigurati nell’articolo di Axios

Durante la telefonata Trump ha definito Netanyahu ‘pazzo’ e lo ha accusato di ingratitudine, secondo due fonti”.

Due delle fonti hanno affermato che Trump ha dichiarato di aver contribuito ad evitare l’arresto di Netanyahu, un riferimento al suo sostegno durante il processo per corruzione a carico di Netanyahu”.

Riassumendo le parole di Trump a Netanyahu, il funzionario statunitense ha affermato: ‘Sei completamente pazzo. Saresti in prigione se non fosse per me. Ti sto salvando il culo. Ora tutti ti odiano. E tutto odiano Israele per questo motivo’”.

Una seconda fonte informata della telefonata ha affermato che Trump era ‘furioso’ e ad un certo punto ha urlato a Netanyahu: ‘Ma che cazzo stai facendo?”.

Un altro funzionario dell’amministrazione ha affermato che Trump era preoccupato del fatto che Israele avesse ucciso così tanti civili in Libano e si opponesse al fatto che gli israeliani avessero abbattuto edifici civili per eliminare un singolo comandante di Hezbollah”.

Commenta Axios: “Trump e Netanyahu hanno avuto diverse telefonate tese in passato, ma hanno comunque coordinato strettamente le loro attività sull’Iran e su altre questioni (Genocidio a Gaza compreso, ndr). Un funzionario ha affermato che questa è stata una delle peggiori telefonate tra i due da quando Trump è tronato alla Casa Bianca. La rabbia di Trump è alimentata dal fatto che la decisione di Netanyahu di intensificare le ostilità in Libano minaccia seriamente di far fallire i negoziati con Teheran”.

Ecco cosa è successo dopo la telefonata  nella ricostruzione di Axios.

Bombardamenti su Beirut

Trump ha pubblicato sul suo social Truth che i colloqui con l’Iran stanno ‘continuando a ritmo serrato’. Mentre Netanyahu ha rilasciato una dichiarazione affermando di aver detto a Trump che Israele avrebbe attaccato obiettivi a Beirut se Hezbollah non avesse smesso di attaccare Israele e che, nel frattempo, Israele avrebbe continuato le sue operazioni nel Libano meridionale”. E avrebbe addirittura aggiunto, sempre secondo Axios: “La nostra posizione resta invariata”. Nonostante il vaffa trumpiano? Boh.

Non è finita. Aggiunge ancora Axios: “Il secondo funzionario statunitense ha affermato che, in realtà, Trump aveva ‘asfaltato’ Netanyahu durante la telefonata. ‘Bibi ha detto Ok, Ok, assicurati solo che sia tutto a posto’, secondo il funzionario”.

Per farvi ‘divertire’ – pur in una situazione tanto tragica – ecco il testo originale del reportage di Axios, firmato da Barack Revid e Marc Caputo,  ‘You’re fucking crazy’: Trump fumes at Netanyahu in a call on Lebanon

 

Sorge spontanea la domanda. Ma ha tirato fuori le palle, una buona volta, il Tycoon, fino ad oggi sempre genuflesso davanti ai diktat della potentissima lobby ebraica che detta legge anche negli Stati Uniti?

Oppure è solo una sceneggiata?

Staremo preso a vedere da quel che, drammaticamente, succede sui vari fronti di guerra. Ma molto può essere subito chiarito attraverso alcune news da brividi.

 

PARLA IL REAL COGLIONE

Come se niente fosse successo, anche via telefonata, il governo di Tel Aviv ha deciso subito una accelerazione degli attacchi non solo al Sud, ma anche nel cuore del Libano, ossia alla periferia meridionale di Beirut. Ecco una freschissima nota diramata da IDF, l’esercito criminale di Tel Aviv: “A seguito delle ripetute violazioni del cessate il fuoco in Libano da parte dell’organizzazione terroristica Hezbollah e degli attacchi contro le nostre città e i nostri cittadini, il primo ministro Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno ordinato alle Forze di Difesa israeliane di attaccare obiettivi nel quartiere Dahiya a Beirut”.

Un vero vaffa al vaffa di Trump!

Netanyahu con le pattuglie criminali dell’IDF

Il presidente libanese Aoun commenta: “Il nostro Paese sta affrontano una feroce aggressione da parte di Israele”. Ed ha ‘promesso’ (sic) di porre fine alle sofferenze del popolo libanese e della popolazione del Sud in modo particolare.

A gettare ulteriore benzina sul fuoco (caso mai ce ne fosse bisogno) arrivano le farneticanti dichiarazioni di Reza Pahlevi, l’ultimo principe ereditario dell’Iran, da decenni in esilio dorato negli Stati Uniti. Ha il coraggio di parlare, il coglione reale, intervenendo al ‘Black Sea Security Forum’ che si è appena svolto a Odessa: “L’asse del caos (un tempo si diceva del Male, ndr) Mosca-Teheran rappresenta l’allineamento conflittuale che definisce la nostra epoca e deve essere affrontato con la stessa coerenza, risolutezza e solidarietà  transatlantiche che definiscono il momento più bello dell’Occidente”.

E osa aggiungere: “Basta negoziati con l’Iran. Non bisogna lavorarci più diplomaticamente con la repubblica islamica: deve essere solo abbattuta”.

Ancora: “Diamo il benvenuto alle truppe israeliane perché ci aiutino con le molte sfide che il futuro Iran deve affrontare . A differenza di questo regime che vuole cancellare Israele dalle mappe del mondo, noi lo consideriamo un vero e proprio partner strategico”.

 

IL GRANDE ACCORDO CRIMINALE USA-ISRAELE

E, guarda caso, in tempo reale dal Congresso degli Stati Uniti arriva una significativa risposta: che, in sostanza, ridimensiona la telefonata tra Donald & Bibi a livello di sceneggiata.

Sentite infatti l’ultima ‘bomba’.

Il Congresso a stelle e  strisce ha appena elaborato e proposto un provvedimento arci miliardario tutto pro Tel Aviv all’interno del ‘National Defence Authorization Act’ (NDAA) per il 2027. Prevede, infatti, una totale integrazione tecnologico-militare con Israele. Ai confini della realtà.

Qualche dettaglio in più sulla notizia totalmente oscurata dai media occidentali, figuriamoci quelli, storicamente genuflessi agli Usa, nostrani.

L’accordo prevede una collaborazione a tutto campo – ben più estesa dell’attuale – tra le forze armate e le Intelligence dei due paesi, una joint-venture totale sotto il profilo tecnologico, strategico, nei settori della ricerca e dello sviluppo sul fronte della Difesa, a botte di Intelligenza Artificiale e High Tech da qui all’eternità.

Tutto quanto viene messo nero su bianco in una Sezione Speciale del NDAA, la numero 224, dove si scrive a ogni piè sospinto di ‘network integration’, di ‘data fusion’ e di ‘cyber wars’ del prossimo futuro

Questa è la vera sostanza dei rapporti tra Washington e Tel Aviv. Vaffa di colore a parte…


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