GIALLO ZAPATERO  / LA ‘MANI PULITE’ SPAGNOLA ETERODIRETTA DAGLI USA

Sembra totalmente pazzo e invasato, il nuovo Imperatore del Mondo Donald Trump, ma scava scava non lo è. Con ogni probabilità una lucida (e criminale) follia, la sua: che segue un percorso ‘scientificamente’ programmato per far fuori tutto ciò che ingombra il Suo Cammino.

La prova del nove, adesso, arriva dalla Spagna, dove da alcune settimane è scoppiato il maxi scandalo corruttivo che ha investito il leader storico del partito socialista Luis Zapatero e rischia seriamente di far cader il governo del suo delfino, Pedro Sanchez.

L’Homeland Security. Sopra, Luis Zapatero

E sapete perché? Le prime indagini non sono partite in Spagna, ma negli Stati Uniti. Dove ha profuso tutte le sue energie per incastrare Zapatero il Dipartimento Usa per la Sicurezza Interna. Avete letto bene Interna, non Estera. Quell’Homeland Security che dovrebbe ficcare il naso solo nei dirty business a stelle e strisce e stavolta, invece, fa di tutto per svuotare il bidone della monnezza spagnola!

A questo punto ricostruiamo i passaggi della story.

Il Dipartimento per la Sicurezza Interna a stelle e strisce ha lavorato a fondo per trovare le prove delle corruzioni maturate all’ombra del salvataggio (da circa 50 milioni di euro) della compagnia aerea ‘Ultra Plus’. Raccolti documenti e materiali bollenti li ha inviati all’Unità Centrale Operativa (UCO) della Guardia Civil di Madrid. A questo punto si è scatenata, proprio all’interno della Guardia, una vera e propria ‘guerra civil’: perché un’altra sua direzione, DAO (acronimo di Direzione Aggiuntiva Operativa), ha fatto di tutto per insabbiare le indagini. Un vero putiferio.

Nella più che singolar tenzone alla fine ha prevalso UCO: che ha fatto perquisire gli uffici di Zapatero, scovando il malloppo tangentizio, composto da gioielli e liquidi, per la non disprezzabile somma di 200 mila euro.

Oscar Puente

Nel corso delle indagini, sono emersi i rapporti d’affari intercorsi tra l’ex premier e capo del partito socialista con un azionista di Ultra Plus, Julio Martinez Martinez, e con l’imprenditore venezuelano Rodolfo Josè Reyes Rojas, già condannato per attività finanziarie illecite.

ll ministro dei Trasporti del governo e uno dei fedelissimi di Sanchez, Oscar Puente, ha difeso a spada tratta il governo e parlato senza mezzi termini, un paio di giorni fa, di “ingerenze dall’estero per influenzare l’inchiesta della magistratura”. Più che evidente il riferimento allo zampino – o allo zampone – griffato Usa.

Ed infatti, non pochi analisti politici leggono la vicenda come un chiaro segnale, o meglio un vero e proprio ‘avvertimento’ lanciato dalla Casa Bianca all’Europa: ne colpiamo adesso uno, perché poi vi colpiremo tutti. Ricordate un tempo il motto delle bierre,  colpirne 1 per educarne 100? Siamo lì…

Ursula von der Leyen

E tutti i paesi UE, sul fronte della corruzione, sono facilissimamente attaccabili. A cominciare dal presidente della Commissione UE, la nazi Ursula von der Leyen, alle prese con la maxi corruzione per i contratti d’acquisto dei vaccini Covid di Pfizer, la stratosferica cifra di 71 miliardi (avete letto bene, miliardi) di euro. Un processo che attende il suo start davanti al Tribunale di Liegi, come la Voce ha documentato in tanti articoli e inchieste: basta andare alla casella CERCA che si trova in alto a destra della nostra home page e digitare URSULA VON DER LEYEN per ritrovarli. Ecco l’ultimo, messo in l’8 gennaio 2026

URSULA VON DER LEYEN /  PRENDE TANGENTI ANCHE DALLA LOBBY ARMATA

Last but non least. Tutta la story ricorda molto da vicino quella di Mani Pulite, l’Operazione eterodiretta dalla CIA e ‘guidata’ dal Pool di Milano, il cui ‘simbolo’ in quegli anni fu il pm senza macchia e senza paura Antonio Di Pietro. Ex poliziotto, indossata la toga è sempre stato in ottimi rapporti con gli ambienti dei Servizi Usa, come documentano anche alcune foto. Del resto, nei mesi che hanno preceduto lo ‘scoppio’ di Tangentopoli, don Tonino era solito andare almeno una volta al mese a trovare il console americano di Milano, Peter Semler: solo per un aperitivo?

Corsi e ricorsi storici: Milano allora, Madrid oggi.

Usa & Cia dettano sempre le regole del gioco…


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