“E IO PAGO”. TASSE, LA PACCHIA NON È FINITA”

I grandi patrimoni (dei super ricchi milionari-miliardari) si basano sulla rendita finanziaria tassata al 26% Il reddito da lavoro è tassato con scaglioni fino al 43%. L’aliquota effettiva pagata in percentuale da un miliardario risulta nettamente inferiore rispetto a quella di un lavoratore dipendente o di un libero professionista. L’Italia non applica una tassa generale sui grandi patrimoni e milionari-miliardari non pagano le tasse in base al reddito miliardario, ma con una percentuale bassa rispetto alla loro ricchezza complessiva. I super-ricchi che trasferiscono la residenza fiscale in Italia pagano un’imposta sostitutiva forfettaria di 200.000 euro all’anno sui redditi e capitali prodotti all’estero ed è una cifra indipendente dall’ammontare reale dei guadagni che rende il prelievo percentuale irrisorio. Il Meloni esclude categoricamente l’introduzione di una patrimoniale o di una tassa sui super-ricchi, in totale controtendenza rispetto al dibattito globale. Mentre organismi internazionali e altri Stati (Francia, Usa, Brasile) spingono per una maggiore equità fiscale, per l’imposizione di un’aliquota minima globale a carico dei miliardari sul modello di quanto già fatto per le multinazionali, e arginare l’elusione fiscale, i prelievi straordinari sui patrimoni ultra-milionari, per lo stop ai ‘paradisi fiscali’. Ne è estraneo l’esecutivo italiano, si oppone per favorire i super-ricchi a scapito del ceto medio, del lavoro dipendente e dei pensionati. La proposta dell’economista Gabriel Zucman prevede un prelievo annuale del 2% totale (somma di beni immobili, partecipazioni societarie, liquidità, titoli, ecc., al netto dei debiti) sui mega patrimoni (oltre i 100 milioni di euro).

La patrimoniale si pone l’obiettivo di evitare la fuga dei capitali, di colmare le scappatoie che permettono ai miliardari di eludere le imposte sul reddito. È uno strumento di giustizia sociale e redistribuzione della ricchezza. Il proposito: applicare un’imposta progressiva sul patrimonio accumulato (immobili, investimenti finanziari, liquidità), per ridurre le disuguaglianze e finanziare servizi pubblici come sanità e istruzione.  Meloni: “La patrimoniale con la destra al governo, non vedrà mai la luce”, ma la stragrande maggioranza degli elettori italiani, quasi l’84%, sarebbe favorevole all’introduzione di una imposta sui super patrimoni. AVS: “Meloni ha aumentato la pressione fiscale al 42,8%, super ricchi esclusi. Chi paga? Sempre gli stessi: lavoratori e pensionati. La destra difende i ricchi e ha abbandonato i poveri.” Antonio Tajani (Forza Italia): “La sinistra è unita solo quando vuole infilare le mani nelle tasche degli italiani (sic). Finché saremo al governo e in Parlamento non ci sarà mai la patrimoniale! La sinistra vuole più tasse per tutti!” (No Taiani, solo per gli straricchi). Incredibile, ma vero: in disaccordo con Pd e Avs, Conte e Renzi bocciano la richiesta di introdurre la patrimoniale.


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