DISARMO

C’è affinità elettiva delle mamme italiane con la madre della piccola Ginevra che la sorella d’Italia stringe a sé nei selfie più volte postati e che a pochi anni d’età ha già volato in mezzo mondo al seguito di “Yo soy mujer, madre, cristiana”. È notizia di un tenero e unico caso al mondo di struggente amore materno, di bambina al seguito. E dagli occhi lucidi delle mamme italiane sgorgano lacrime di intensa commozione. Che dire, è un idillio da letteratura di Liala. Ma c’è chi lo contesta e chiede alla signorina presidentessa del governo del nulla, ma senza risposta se ha mai intervallato le manifestazioni di tenero affetto per la sua creatura con un moto di solidarietà umana per le migliaia d bambine vittime del genocidio a cui il suo governo ha contribuito con la fornitura di armi al genocida Netanyahu. Ha mai versato una lacrima per Noor (Luce), Mariam (Amata), Aisha (vitale), Salwa (consolazione), Laila (Notte), Amira, Yasmin, Farida… uccise da droni, missili, proiettili venduti dall’Italia a Israele? È riuscita a dormire, a sognare, se consapevole di condividere, avallare la vendita di armi al Paese stragista che arricchisce il colosso Leonardo e l’acquisto da Tel Aviv di bombe cosiddette intelligenti? Riesce a millantare sentimenti cristiani, sapendo che della strage di migliaia di bambini palestinesi uccisi dall’esercito israeliano è corresponsabile il governo italiano? Meloni e il suo esecutivo condannano le umiliazioni e violenze inflitte agli attivisti della Flotilla, ma in Europa si accodano all’estrema destra e bocciano l’emendamento che chiede l’embargo sulle armi europee a Israele, il divieto di vendita, trasferimento e transito di armi, munizioni, attrezzature militari, (emendamento approvato da Pd, M5stelle e AVS), il pieno accesso umanitario a Gaza e alla Cisgiordania. Dall’ottobre 2023, l’Italia ha mantenuto un flusso strategico e continuativo di equipaggiamenti militari e risorse energetiche verso Israele. Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia si sono mostrati compatti nel votare contro l’emendamento.

L’urgenza è lasciare Israele senza armi, riconoscere lo Stato di Palestina, consentire gli aiuti umanitari. Quella di Gaza non è una guerra è una mattanzaun genocidio unilaterale, il più grande crimine di questo secolo”. Annunciato dalla Meloni, l’Italia ha deciso di sospendere il rinnovo automatico (!!!) dell’accordo di cooperazione militare con Israele, ma non è chiaro quali saranno gli effetti della sospensione dell’accordo sul commercio di armi tra Italia e Israele. Fonti del Ministero degli Esteri Israeliano, sostengono che la decisione è molto generica e la sua sospensione non produrrà effetti concreti. Quel che è certo è che nel 2025 il governo Meloni ha continuato ad autorizzare le aziende italiane ad acquistare armamenti da Israele, per un valore complessivo di circa 85 milioni di euro e ha rilasciato autorizzazioni per vendere o acquistare armamenti, aerei, navi da guerra, veicoli terrestri, bombe, razzi e munizioni. Insomma, il governo ha continuato a consentire alle aziende italiane di comprare armi da Israele e la vendita a Tel Aviv.


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