GENOCIDIO? MA NO, “GUERRA MODERNA” 

Politicamente impegnato, tempra di montanaro, cioè amante della montagna, scrittore, giornalista, traduttore e non esattamente riconosciuto come soggetto dotato di empatia. Molti ne hanno stima.  Ma come unirsi ai suoi followers, se sconcerta il suo esasperato, esasperante sionismo, l’inverosimile, assolutoria idea di quanto Israele ha commesso per impadronirsi di Gaza e predisporla per la Miami del Medio Oriente progettato dal tycoon immobiliarista Trump: sono molto più di settantamila i palestinesi uccisi, ventimila bambini, la Striscia è completamente rasa al suolo, in quel che resta della Palestrina si muore di fame, sete, mancanza di presidi medici, sono impunite le aggressioni disumane dei coloni in Cisgiordania e da ultimo, indignano le  violenze inflitte agli attivisti della flottilla.

De Luca: “Genocidio a Gaza? Una distorsione storica e verbale”. Si dichiara ‘sionista’, ed un suo inalienabile diritto, ma come legittimare esternazioni irricevibili del tipo “In Italia, e in gran parte dell’occidente, oggi sionista è una maledizione, un insulto che ti lanciano per segnare i confini di ciò che è inaccettabile. Per me il sionismo è il riconoscimento più semplice e basilare del diritto degli ebrei a una patria nazionale, a una difesa esistenziale e necessaria”. La frase ne richiama un’altra, in parallelo con l’autoproclamazione di Trump inviato di Gesù in Terra: “Non sono credente, ma non sono ateo (???), non escludo l’esistenza della divinità (contraddizione bis), ma non la considero presente nella vita degli altri” (suprematismo ebraico, ndr). Lo scrittore rivela di avere un rapporto diretto con Dio (!) ed ecco l’equivalenza con il tycoon americano.  La disistima per De Luca narratore del genocidio riceve conferma dal tentativo di assolvere Netanyhau e il suo governo nazista: “So benissimo cosa sia un genocidio. Ciò che è accaduto a Gaza è una guerra brutale e moderna (moderno il massacro di palestinesi? ndr), in cui il numero di vittime civili è enorme e terribile perché quando si combatte in uno spazio urbano denso, tra scuole e ospedali, la popolazione paga sempre il prezzo più alto (certo se li bombardi indiscriminatamente, nd), non solo a Gaza, ma in ogni luogo in cui si combatte una guerra da Mosul a Kharkiv. È terribile ma non è genocidio. Se l’obiettivo dell’esercito fosse lo sterminio di un popolo, aveva un bersaglio perfettamente immobile, dato che l’intera popolazione era concentrata dentro la città (e perché, non l’hanno fatto? ndr). Che Israele abbia ripetutamente spostato la popolazione civile, da nord a sud e da sud a nord, per allontanarla dalle zone di combattimento attivo, rende questa accusa vuota (e no, Israele non ha spostato niente, l’esodo interno dei palestinesi è avvenuto per salvarsi da missili, bombe e raid di terra, ndr). Dire genocidio non si basa su fatti o osservazioni (è vero si basa su quasi centomila morti e l’obiettivo di fare pulizia etnica nella Striscia, ndr), ma su un chiaro desiderio di insultare Israele e di ferirne la legittimità (legittimità? ndr). Per questo motivo ha ribadito De Luca non sono disposto a “Fare da ornamento intellettuale a gruppi che utilizzano queste parole”. Generoso consiglio a De Luca: si confronti con Gad Lerner (sionista) e con Anna Foa, storica ebrea.


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