CAMPOLARGO / AFFONDA NELLA LAGUNA. TRIONFA SOLO L’INDIPENDENTE DE LUCA

Clamorosa debacle del controsinistra alle amministrative. Non riesce neanche a raccogliere l’ondata referendaria e subisce una batosta che più sonora non si può nei due grandi centri che andavano al voto: Venezia e Reggio Calabria.

Nere prospettive (i tutti i sensi, sia per il Campolargo, sia per i Neri che se così van le cose rivinceranno agevolmente) per il voto politico fra meno di un anno: eppure lorsignori, i radical chic de noantri che spadroneggiano in questo ‘sinistro’ deserto, sono beati e tranquilli, sicuri di vincere anche se non hanno uno straccio di programma comune, zero idee, encefalogramma piatto, nessuna leadership: insomma una situazione che più disperata non si può. Ma se ne strafottono. Vergogna. Di certo il povero Enrico Berlinguer, l’ultimo leader degno di questo nome, farà la trottola nella sua tomba: e a perfetta ragione.

Un minimo di analisi del voto, a bocce ferme.

Il comizio di Elly Schlein a Venezia. Sopra, Vincenzo De Luca

Si diceva. Tutto (o molto) si gioca in Laguna, dove il centrosinistra ci ha messo la faccia, o meglio ci hanno messo le loro facce di bronzo Schlein e Conte, mentre la Meloni ha mandato in acqua i suoi luogotenenti. Bel risultato: l’erede dell’ex sindaco Brugnaro vince a mani base, senza neanche bisogno del ballottaggio. Una Waterloo per lo sgangherato Campolargo sempre più Camposanto, come lo abbiamo definito nella cover story di pochi giorni fa, messa in rete il 17 maggio scorso,

CAMPOLARGO O CAMPOSANTO / PERCHE’ LADY MELONI PUO’ OGGI DORMIRE SONNI SERENI…

Peggio che andar di notte a Catanzaro, anche qui non c’è bisogno di andare ad alcun ballottaggio, tanto è evidente il crac sempre più sinistro.

E sapete come si consola la sempre più improponibile Elly Schlein? “Ci siamo confermati a Prato e Pistoia”, da sempre a sinistra nella rossa Toscana. Ci mancavano anche quelle sconfitte! Comunque, Arezzo va al ballottaggio. E’ tutto dire. Da 113.

Note sparse.

Hanno votato il 60 per cento degli elettori, facendo registrare un meno 5 per cento netto. Perché, al solito, il vero partito vincente è sempre quello dell’astensionismo montante: più che giustificato del resto, sia alle politiche che alle amministrative. Per il profilo e la qualità sempre più bassi dei candidati, veri zombie a destra e a manca.

Stavolta, a non far precipitare la situazione del ‘non voto’ provvede più il Sud (grazie al traino De Luca): la maggior disaffezione, per la prima volta, si presenta in modo più marcato al centro-nord: una altro ceffone al Campolargo

Roberto Vannacci

Un’occhiata a Vigevano, dove si afferma senza infamia e senza lode il centrosinistra, ma il candidato del Futuro Nazionale griffato Vannacci sfiora addirittura il 15 per cento. Tanto che il generale esulta: “Una città apripista per le prossime politiche”. Sarà un grosso problema per il centrodestra, la mina Vannacci: ma il suo exploit lombardo la dice lunga sulla nera, nerissima aria che tira.

E neanche le comparsate tivvù a quanto pare tirano molto di questi tempi: l’ex avvocato di Andrea Sempio, Massino Lovati, si è presentato come candidato sindaco proprio a Vigevano e ha beccato il voto di parenti & amici, raccogliendo lo 0,94 per cento dei suffragi.

Altra nota di colore. A Raffadali, in provincia di Agrigento, viene eletta Ida Cuffaro, nipote del celebre Totò, alias ‘vasa vasa’.

In un comune storico del Carroccio, Cena in provincia di Bergamo, la Lega perde dopo 36 anni.

Passiamo a cose serie.

A Salerno trionfa, a 33 anni di distanza dalla sua prima elezione a sindaco, l’intramontabile Vincenzo De Luca. In passato etichettato come ‘sceriffo’ perché ha cercato di portare ordine e legalità nella sua città. Ha ben governato Salerno, così come per due mandati ha ben governato la Campania, una delle regioni più difficili della penisola. Con ogni probabilità una ‘colpa’ per questa sgarrupata sinistrucola salottiera.

De Luca ha quasi sfondato il tetto del 60 per cento, una percentuale bulgara, correndo da solo: senza alcun appoggio del PD né tantomeno del Campolargo. Il PD, addirittura, non ha avuto nemmeno il coraggio di presentare un suo candidato.

E’ una vittoria identitaria. Quel che manca totalmente al PD, ai 5 stelle e al Campolargo. Non hanno uno straccio minimo di IDENTITA’ POLITICA, la cosa peggiore in tutti i campi: come in quelli pallonari, dove una squadra senza alcuna identità (come lo è stato ad esempio il Milan di quest’anno) sprofonda nel baratro.

De Luca non solo ha dimostrato di saper ben amministrare la cosa pubblica, ma di avere una visione politica. Facciamo un solo esempio. Sul massacro dei palestinesi a Gaza, è stato uno dei rarissimi politici a denunciare in modo netto il GENOCIDIO dei palestinesi a Gaza, come abbiamo documentato nel pezzo del 28 marzo 2026,

VINCENZO DE LUCA / NETANYAHU E’ UN NAZISTA

 

Altrettanto significato il pezzo messo in rete più di due anni fa, il 7 febbraio 2024,

VINCENZO DE LUCA / FINALMENTE “QUALCOSA DI SINISTRA”!

 

Quindi, a nostro parere, l’unico candidato che potrebbe tentare nella MISSION quasi IMPOSSIBLE di dare un’identità – e quindi una chance di vittoria – a questo benedetto Campolargo è proprio lui.

Massimo Cacciari

C’è solo un’alternativa possibile. E per trovarla dobbiamo tornare in Laguna. Stiamo parlando di Massimo Cacciari (ma chissà se ne avrebbe mai voglia), che la Voce ebbe la fortuna di intervistare quando tanti anni fa fu un ottimo sindaco di Venezia. L’unico, ancor oggi, ad avere una chiara visione politica della situazione locale, nazionale e internazionale. Ma certo non va bene a ‘O Sistema, non è ‘funzionale’ alle reti di potere che purtroppo da anni uccidono la libertà e la democrazia, quelle vere, nell’ex Belpaese.

Altrimenti ci teniamo neri, sfascisti e meloniani per un altro bel ventennio!


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