Temperatura bollenTE? Volete un bagno rinfrescanTE?
Fujtevenne a Napule, come diceva un tempo il mitico Eduardo.
Perché, come sottolineava un’altra grande penna partenopea, Maria Ortese, “Il mare non bagna Napoli”.
L’abbiamo sottolineato anche negli anni scorsi: il degrado della prima città del Mezzogiorno è arrivato a un punto tale che neanche mentre scoppia la calura estiva ai cittadini è concesso di fare un tuffo nelle proprie acque.
Ai confini della realtà. Ma ben dentro i confini dell’area metropolitana gestita da uno dei personaggi che va per la maggiore nel nostro sgarrupato centrosinistra, al secolo Gaetano Manfredi. Di cui abbiamo scritto pochi giorni fa, come di uno dei possibili ‘Federatori’ del Campolargo-Camposanto. Un pezzo che trovate ancora in home page.
Preso da mille impegni come la presidenza ANCI, l’associazione nazionale dei comuni d’Italia e da mille altre beghe, anche giudiziarie, non ha evidentemente tempo, ‘O Sindaco, per dedicare un minuto a quello che può essere considerato uno ‘sfizio’ per la plebe partenopea. E che invece viene ritenuto un elementare diritto in ogni città degna di questo nome, a meno che non sia ridotta – proprio come Napoli – in stato totalmente comatoso. Nessuno muove un dito. E a livello nazionale nessuno osa alzare una protesta: perché ‘O Sindaco è ‘amato’ in modo bipartisan, dai meloniani (per l’affare Bagnoli) fino ai 5telle, mentre lui indossa la maglietta del PD.
A seguire vi facciamo leggere una mail che ci è arrivata calda calda, come una sfogliatella, da un cittadino super incazzato. E ad ottima ragione, secondo noi.
“Stamattina faceva un caldo di pazzi. E ho deciso di andarmene a fare il primo bagno sotto palazzo Donn’Anna a via Posillipo dove c’è sia un piccolo lido privato ‘Sirena’ con le sdraio e gli ombrelloni, che una bella spiaggia libera. Arrivato alle 10 ho trovato il portone d’accesso sbarrato, e nessun avviso. Forse per il terremoto di ieri? Me lo sono domandato con altri che stavano lì fuori. Una scena uguale era già successa tre anni fa, ma almeno c’era un avviso, ma stavolta niente. Nel gruppetto ci stava anche un avvocato che si occupa di cose amministrative. Di fronte c’erano due poliziotti della volante. Ci siamo andati a parlare. Non ne sapevano niente, stiamo qua come al solito, hanno detto. L’avvocata ha chiesto spiegazioni: dovete rivolgervi alla capitaneria di porto, noi non possiamo farci niente. Ma volete almeno avvisare qualcuno, i vostri capi o il comune che succede questo, e che non è possibile impedire l’accesso ad una spiaggia pubblica? Quando passa il capo glielo riferiamo ma non possiamo farci niente. Guardate, dice l’avvocato, un paio d’anni fa è successo lo stesso e alla fine dopo tre ore sotto il sole, non mi ricordo se poliziotti o carabinieri, hanno telefonato a Palazzo San Giacomo (sede del Comune, ndr) e poi si sono telefonati altri con altri, ma alla fine dopo tre ore la cosa è stata sbloccata e siamo entrati. Stamattina niente. Vuol dire che le cose invece di migliorare un poco, peggiorano sempre. E sempre a danno dei cittadini costretti a subire subire subire da questo comune che ormai non ci dà più niente, neanche il servizio più elementare. Per tornarmene a casa ci ho messo due ore, perché c’era anche un mezzo sciopero dei bus. Stiamo ridotti una vera schifezza”.
Abbiamo cercato di approfondire in tempo reale. E a quanto pare la situazione, almeno a Napoli, ‘sarebbe’ questa. Tutti i lidi di Posillipo (ma certo non solo) dovevano da anni rinnovare la ‘concessione’ per adeguarsi alla normativa europea, la legge ‘Bolkestein’ proprio in tema di concessioni del demanio per la gestione di spiagge e lidi. Come al solito ci si è ridotti all’ultimo minuto. E quest’anno è scattata la mannaia, di cui ci si accorge solo ora, che è scoppiata l’estate. Racconta un burocrate di Palazzo San Giacomo: “La competenza per le concessioni spetta non solo al Comune, che deve firmare gli atti finali, ma in primo luogo alla Capitaneria di Porto. La quale non ha ‘ancora’ provveduto. Per cui si sta creando il caos, con i lidi privati che non possono far entrare a pagamento né ovviamente mettere sdraio e ombrelloni. Quelli che hanno un pezzo di spiaggia libera adiacente come dovrebbe essere sempre d’obbligo, dovrebbero lasciare aperto. Ma alcuni lo fanno, altri no”.
E quindi deregulation selvaggia. Alcuni lidi presi d’assalto per i ‘cancelli aperti’ e quindi centinaia di bagnanti con asciugamani e ombrelloni personali; altri lidi off limits. Come il lido ‘Sirena’ di cui parla il nostro lettore incazzato. Grave, la cosa, perché è stato chiuso il cancello che porta anche ad un condominio e, soprattutto, alla spiaggia libera. Ed il Comune se ne fotte.
Spiega l’abitante di un condominio vicino. “La situazione è davvero paradossale. C’è questo accesso comune che porta al condominio, al lido privato e alla spiaggia libera, il lido delle Monache. Non avendo ottenuto ancora l’ok per il rinnovo della concessione, il gestore del lido ha pensato bene di chiudere tutto, fregandosene di chi ha il sacrosanto diritto di farsi il bagno. Ha le sue ragioni, il gestore: perché non può mettere i suoi lettini a 15 euro e non può neanche lavorare con il ristorante che aveva messo da alcuni anni, anche se non a posto con i permessi. Lui dice: ma posso mantenere sei dipendenti solo con il bar che mi dà quattro lire? La cosa vergognosa, comunque, è il totale disinteresse della Capitaneria di Porto in primo luogo, ma anche del Comune che si disinteressa di sollecitarne l’ok. Sapendo che l’estate è ormai scoppiata”.
Ciliegina ‘politica’ sulla torta. A quanto pare (come afferma una ‘Associazione per la legalità a Napoli’ in un suo comunicato) alla gara per la concessione hanno partecipato solo due concorrenti: la vecchia società di gestione e la ‘Romeo Gestioni’, ossia la società pigliatutto sul fronte delle ‘super-gestioni’ a livello nazionale. Inciampata, anni fa, nel maxi scandalo CONSIP che ha portato ai domiciliari il suo numero uno, Alfredo Romeo. Un’inchiesta, come al solito, finita in flop. E quindi, mister Romeo è pienamente in campo del tutte le gestioni pubbliche possibili, essendo stato per anni l’asso pigliatutto a livello nazionale.
Questa, però, gli preme non poco, una questione di ‘core’. Perché il lido ‘Sirena’ è ubicato fianco a fianco con la sua super maison, un palazzotto da ben 5 piani, da gran feudatario. Peccato che il giardino tropicale antistante, anni fa, sia stato prelevato di netto dalle ruspe e traslocato all’Orto Botanico di Napoli perché totalmente abusivo. Ma l’occhio di Romeo è da tempo puntato sul lido delle Monache (la spiaggia pubblica a destra dal suo ‘castello’) e, soprattutto, sul maxi palazzo di proprietà della Curia di Napoli che su tre piani domina tutto il golfo di Napoli. Un vero gioiello: che potrebbe diventare un 5 stelle senza neanche dover scomodare San Gennaro per un miracolo: con tanto di spiaggia privata. Oggi ci abitano – si dice nella zona – 4 o 5 suore che non si vedono neanche più in giro. Questi fantasmi, per tornare ad Eduardo…
Scopri di più da La voce Delle Voci
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.


























