A 43 anni da scomparsa, proliferano le piste sulla sparizione di Emanuela Orlandi. E proseguono da tre anni i lavori della Commissione bicamerale d’inchiesta, il cui vertice è stato appena rinnovato: dopo le dimissioni di Andrea De Priamo è stato infatti nominato presidente Fabio Roscani, entrambi di Fratelli d’Italia.
Ma è soprattutto la pista appena indicata dal vicepresidente della Commissione, il PD Roberto Morassut, a far rumore e a suscitare polemiche, sonoramente bocciata dal fratello di Emanuela, Piero Orlandi.
Vediamo di cosa si tratta.
Ecco il Verbo di Morassut: “La pista di Mister X potrà finalmente portare alla soluzione del mistero”.
Siamo ad un ottimo punto. Con un Mister Y e un Mister Z al seguito è risolto ogni ultradecennale problema.
Spreme le meningi, il prode Vice Presidente, e abbozza un identikit del misterioso nuovo-vecchio protagonista: “Si tratta di un apolide mezzo canadese e mezzo polacco. Andava in giro per Roma a cercar ragazze che avevano la faccia da cinema. Viveva in una pensione a Castro Pretorio e si accompagnava spesso ad una persona che aveva un appartamento vicino alla stazione Termini”.
I dettagli continuano: “Mister X chiedeva spesso in prestito l’alloggio al suo compare per portarci le ragazze reclutate per strada. Alcune lo confermarono e segnalarono, almeno a livello di testimonianza, dei provini che diventavano pesanti approcci al chiuso di una stanzetta. E prediligeva le minorenni”. Una pista chiaramente pedofila, su cui ha sempre battuto Morassut: e sulla quale gli inquirenti hanno indagato all’epoca, senza però cavarne un ragno dal buco.
Svariati dettagli, forniti dal numero due della Commissione, ma neanche un nome: e siamo a 43 anni dai fatti, lo ribadiamo.
Non è difficile farlo, perché negli ambienti è circolato e circola, ma senza aver mai trovato alcun riscontro né uno straccio di prova: si tratta di un certo Felix Welner, attorucolo di terza fascia, più noto all’epoca dei pornovideo per i suoi casting a luci rosse.
Attacca con veemenza, come accennato, Piero Orlandi, che ha sempre individuato tra le mura vaticane e, specificamente, in Enrico De Pedis, alias ‘Renatino’, un tempo uno degli esponenti di spicco della Banda della Magliana, la vera pista da seguire. Adesso tuona e bolla l’idea di Morassut come “imbarazzante”. E aggiunge, in modo significativo: “Rinuncio a commentare, non posso pensare che un vicepresidente di Commissione dopo tre anni di indagini (quelle della Commissione, ndr), dopo montagne di documenti letti e centinaia di audizioni abbia deciso che sia questa l’ipotesi più consolidata. Basterebbe leggere i verbali dell’epoca e informarsi un minimo per capire che così non è”.
E oggi Pietro conferma le sue posizioni: “Alcuni ex allievi della scuola di musica frequentata da Emanuela spesso vedevano De Pedis in quell’istituto perché Renatino era amico della direttrice, suor Dolores. Sono convinto che De Pedis, non la Banda della Magliana, ha avuto un ruolo di manovalanza nella storia”.
Stiamo parlando ancora di manovalanza: quando mai arriveremo ai mandanti, tra un altro mezzo secolo?
Non è certo finita qui con le news.
Perché poche settimane fa, per la precisione a fine marzo, si è registrata la più lunga audizione mai tenuta in questi tre anni dalla Commissione, un’ottantina. E’ durata addirittura dalle 13 alle 21. E ha riguardato la verbalizzazione resa da Marco Fassone Accetti, “il Joker della vicenda”, come lo ha subito etichettato il vulcanico Morassut. Si tratta di un personaggio entrato ed uscito decine e decine di volte dalla story, con denunce, autodenunce, confessioni, fino all’ammissione di aver rapito sia Emanuela che Mirella Gregori. Poi ritrattata e comunque risultata del tutto infondata. Il profilo di un mitomane, quindi: che però ‘sa’ qualcosa non da poco e che tiene ben stretta per sé.
Non si giustificherebbe, altrimenti, l’audizione record, per di più ‘secretata’ per espressa volontà di Fassone Accetti. Fino ad oggi ha subìto solo una condanna penale, per aver investito e ucciso il 13enne Josè Garramon. E’ poi indagato per una misteriosa vicenda: il furto, al Verano, della bara con il corpo di Katty Skerl, la 17enne ritrovata morta il 22 gennaio 1984 in una vigna di Grottaferrata.
Quali carte ha in mano il ‘Joker’?
Aspettiamo le prossime rivelazioni di 007 Morassut…
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