Assalto Usa a Cuba. Si è appena mossa la super portaerei Nimitz, in perfetto copione golpe in Venezuela e ratto del presidente Nicolas Maduro.
Ora nel mirino c’è il 94enne Raul Casto, fratello di mitico Fidel, appena incriminato per un presunto reato di ben 30 anni fa suonati, quando nel 1996 era ministro della Difesa a L’Avana. Colpevole, secondo le autorità Usa, di aver fatto abbattere 2 Cessna Skymaster con 4 militari (3 americani) a bordo: in acque ‘internazionali’, per gli americani, in acque ‘cubane’ secondo i vertici di l’Avana.
Sorge spontanea la domanda alta come un grattacielo. Perché Washington ha aspettato trent’anni per spiccare questo mandato d’arresto del tutto campato – è il caso di dirlo – per aria
Proprio in queste ore abbiamo assistito agli abomini perpetrati dai vertici di Tel Aviv – in particolare il ministro della Sicurezza nazionale (sic), l’SS Itamar Ben Gvir – contro i componenti della Flotilla che navigavano in acque internazionali. Adesso i complici Usa tirano fuori una vecchissima storia con ogni probabilità successa in aree cubane per usarla come pretesto totalmente illegale per mettere le mani su Cuba: e come già programmato da un anno, al momento del Trump bis, che in rapida sequela rapisce Maduro e mette sotto scacco il Venezuela, co-massacra Gaza e l’Iran con l’eterno complice Bibi Netanyahu; e ora fa poker con Cuba. Ai confini della realtà: ma l’Europa tace, l’Occidente al solito zitto e muto, complice e colluso.
Partiamo dalle news.
Il 20 maggio il Southcom, responsabile delle operazioni militari a stelle e strisce in Centro e Sud America, annuncia la partenza della super portaerei a propulsione nucleare Nimitz in direzione acque caraibiche, obiettivo Cuba. E’ accompagnata da tre calibri da 90: il Carrier Air Wing 17, il cacciatorpediniere USS Gridley e la nave da rifornimento USS NS Patuxent. La stessa formazione mandata in campo per l’operazione di gennaio in Venezuela, solo che a capeggiare il team allora era la super corazzata Gerald Ford.
La difesa aerea cubana impiega il sistema S-125-2BM, molto moderno ma del tutto inefficace a contrastare la potenza d’urto delle forze militari aeree e navali statunitensi. Non c’è partita, al contrario di quanto è successo e succede contro l’Iran, ben attrezzato per resistere e contrattaccare.
Su Cuba, proprio come è successo per il Venezuela, pesano gli anni e anni di embargo, di sanzioni economiche, con una situazione sociale ed economica, appunto, sempre più pesante e ormai al limite del collasso. Facile far la voce grossa in un contesto simile.
Passiamo all’incredibile story dell’incriminazione contro Raul Castro. Ne ha dato l’annuncio il neo ministro (ad interim) per la Giustizia, Todd Blanche, dopo le dimissione di Pam Bondi, accusata da Trump di aver gestito male il caso dei bollenti Epstein files. Dovrà rispondere di omicidio e cospirazione per uccidere cittadini americani, che prevede l’ergastolo e addirittura la pena di morte. E a quanto parte le fumanti menti legali del Dipartimento della Giustizia hanno trovato il modo di scovare l’aggravante per rendere possibile la camera a gas o la sedia elettrica, fate voi: Raul Castro, infatti, è accusato anche di aver organizzato operazioni di infiltrazione dell’intelligence cubana nell’oscura sigla ‘Brothers for Rescue’ con sede a Miami (e proprietaria di quei due velivoli), al fine di ottenere informazioni utili circa tempi e rotte dei voli.
Insieme all’ex presidente cubano (lo è stato dal 2005 al 2018) sono stati incriminati gli allora piloti ed ufficiali dell’aviazione cubana, ben 5: Lorenzo Alberto Perez, Emilio Joe Palacio Blanco, Josè Fidel Gual Barraga, Raul Simenca Cardenaz, Luis Raul Gonzales.
L’abbattimento dei due velivoli civili sarebbe avvenuto, comunque, in acque internazionali. Velivoli che intendevano raggiungere l’Isla Granda per prelevare potenziali esuli che all’epoca intendevano lasciare Cuba, anche allora afflitta da gravi problemi economici: o comunque monitorare quelle aree per operazioni future.
Il quadro è chiaro: incriminazione di Castro in contemporanea con i maxi movimenti della US Navy, Nimitz in testa. E ovvio l’obiettivo: prelievo forzato di Castro – proprio come è successo per Maduro e consorte – e traduzione a Washington, affinché possa essere condannato all’ergastolo (ha 94 anni) o a morte. Nel frattempo, il trionfale sbarco delle truppe Usa per portare finalmente libertà & democrazia a Cuba…
Tutti sempre e solo a guardare, Nazioni Unite comprese?
Scopri di più da La voce Delle Voci
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.


























