“E’ necessario porre fine alle pericolose ricerche sul ‘guadagno di funzione’ che minaccia la salute e il benessere del popolo americano e del mondo”.
Lo ha appena affermato la direttrice dell’Intelligence nazionale statunitense, TULSI GABBARD, nel corso della conferenza stampa che ha annunciato l’avvio di una maxi inchiesta sui bio-laboratori finanziati dagli Usa in tutto il mondo, almeno 120, di cui oltre 45 nella sola Ucraina. L’inchiesta verrà condotta di concerto con il Segretario alla Salute del governo Usa ROBERT KENNEDY Jr. e con il direttore del ‘National Institute of Health’ (NIH) JAY BHATTACHARYA.
L’inchiesta è soprattutto finalizzata a chiarire quali agenti patogeni siano stati studiati, quali programmi siano stati sostenuti con fondi pubblici americani e se siano state condotte ricerche non autorizzate sul famigerato ‘gain of function’, vere e proprie manipolazione genetiche in grado di rendere virus e batteri più trasmissibili e letali. Rammentiamo che il ‘guadagno di funzione’ è la chiave per decodificare le vere origini del Covid: perché quelle ricerche sempre vietate negli Usa, sono state illegalmente portate avanti e finanziate proprio dagli Usa in Ucraina e in Cina, in particolare all’Istituto di Virologia di Wuhan, consentendo il passaggio del virus dall’animale all’uomo. Quel Coronavirus, quindi, venne prodotto in laboratorio in modo artificiale, e non naturale, come ha sempre sostenuto Anthony Fauci, il gran regista dei successivi insabbiamenti e depistaggi delle indagini.
Da un regista all’altro eccoci a Victoria Nuland, alias ‘la Zarina’, per anni numero 2 al Dipartimento di Stato Usa. Fu lei, infatti, ad organizzare il golpe bianco di piazza Maidan, a Kiev, nel 2014; come fu poi lei a coordinare la localizzazione, la crescita e la proliferazione dei bio-laboratori in Ucraina, diventati addirittura 46 in tutto il territorio e impegnati nelle ricerche più spericolate e border line.
E la stessa Nuland, a poche settimane dallo scoppio del conflitto in Ucraina, per la precisione l’8 marzo 2022, durante un’audizione davanti al Senato Usa, non poté che ammettere l’esistenza di quei bio-laboratori, che stavano diventando delle vere e proprie bombe ad orologeria.
Pochi giorni dopo, il 22 marzo 2022, anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (ormai eterodiretta – come abbiamo più volte denunciato – da Bill Gates che ne è di gran lunga il più ‘generoso’ finanziatore-donatore) si vide costretta a smentire se stessa. Aveva infatti sempre sostenuto, l’OMS, di non essere a conoscenza di attività svolte in Ucraina in violazione della Convenzione internazionale sulle armi biologiche: ed invece, dopo lo scoppio del conflitto, ritenne opportuno di intervenire e raccomandare alle autorità di Kiev di distruggere tutti gli agenti patogeni ad altissimo rischio contenuti nei tanti laboratori, appunto per evitare letali fughe biologiche.
Torniamo alla fresca inchiesta. E alle parole di Tulsi Gabbard. “La pandemia di Covid-19 ha rivelato l’impatto catastrofico che la ricerca su agenti patogeni nei bio-laboratori può avere”.
Del resto, il ministro per la Salute Robert Kennedy, grazie all’impegno dell’Associazione da lui fondata e animata, ‘Children’s Health Defence’, ha da sempre denunciato le ricerche più che border line effettuate in quei laboratori e finanziate soprattutto dall’amministrazione guidata da JOE BIDEN. Al quale ha dato una grossa mano, sul campo, il figlio HUNTER BIDEN, che si è rimboccato le maniche sia sul fronte dei biolaboratori che su quello energetico, entrando addirittura nel board del colosso ‘Burisma’. Ecco un pezzo della Voce che vi racconta quelle dirty stories: è infatti 27 marzo 2022
HUNTER BIDEN, ZELENSKY & IL SUPER OLIGARCA / MOLTO ATTENTI A QUEI TRE
Secondo documenti trapelati dal Dipartimento della Difesa a stelle e strisce, Washington dal 2005 ha inviato oltre 200 milioni di dollari in quei 46 bio-laboratori dislocati in tutta l’Ucraina, ai quali si sono aggiunti 1 miliardo e 400 milioni di dollari tra il 2014 e il 2023. Tutto ciò nell’ambito del ‘Biological Threat Reduction Program’ che rientra in un altro programma, il ‘Cooperative Threat Reduction’, partorito dopo il crollo del Muro di Berlino e dell’Urss per “mettere in sicurezza (sic) materiali biologici e arsenali” dell’epoca sovietica. Non è finita qui: i progetti, a loro volta, erano coordinati dalla ‘Defence Threat Reduction Agency’ (DTRA), ossia l’Agenzia del Pentagono specializzata nella Riduzione (sic sic) delle minacce da armi non convenzionali.
Fra le strutture menzionate più spesso nei vari dossier griffati Pentagono, figura il laboratorio antipeste ‘Mechinov’ di Odessa, coinvolto in programmi di sorveglianza e biomonitoraggio epidemiologico su patogeni come antrace, tularemia e altre patologie ad alto rischio biologico. Secondo la autorità Usa – ma i dubbi in merito sono alti come grattacieli – tali strutture avevano finalità di biosicurezza e monitoraggio sanitario e prevenzione pandemica.
Mosca, dal canto suo, ha sempre puntato l’indice contro quelle bio-attività, sostenendo che fossero solo una copertura per portare avanti, invece, programmi biologici militari ad altissimo rischio e finanziati generosamente dagli Usa. Come si è dimostrato abbondantemente, anche attraverso l’ammissione della ‘Zarina’ davanti al Senato Usa.
La Voce, negli ultimi anni, ha scritto decine e decine di inchieste su questi temi. Basta andare alla casella CERCA che si trova in alto a destra della nostra home page e digitare, ad esempio, i nomi di VICTORIA NULAND, HUNTER BIDEN e ANTHONY FAUCI per rendersene conto e poterli rileggere.
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