SÌ MA ‘CUM IUDICIO’

Tentativo maldestro, boomerang, sbandata a rischio caduta (puntualmente avvenuta) dei suggeritori che dettano alle Meloni e soci la strategia della comunicazione propagandista (Fazzolari, primus inter pares) illusi di portare alla destra tanti sì al referendum ‘Nordio’ impadronendosi senza licenza del fenomeno Sal Da Vinci, di “Per sempre sì”, universalmente adottata come accadde per ‘Volare’ di Modugno. Ce ne appropriamo con intenzioni opposte, per inglobare nella felice intuizione degli autori il riconosciuto attestato di eccellenza della ‘napoletanità’ e del magico momento dell’Italia sportiva dominante: nuoto, pallavolo, perfino il rugby per decenni in ombra, il talento di Antonelli, pilota di Formula 1 non ancora ventenne, e specialmente il colossale ‘Per sempre sì’ del mitico Jannik, fenomeno mondale del tennis, che ha riservato il lato ignoto della sua timidezza nel dialogare imbarazzato con il “signor Mattarella” subito dopo il trionfo degli internazionali d’Italia. “Per sempre sì” ha conquistato il quinto posto nella kermesse canora europea ma ha stravinto per meritata popolarità. Lo straripante, multinazionale pubblico di Vienna. all’apparire di Sal Da Vinci sul palco delle esibizioni è esploso in un boato carico di entusiasmo e in un collettivo “Viva l’Italia”.

La canzone che ha già ricevuto oltre trenta milioni visualizzazioni, ha tagliato il traguardo molto più significativo del quinto posto di Eurovision 2026 europeo. Ha trasformato la Wiener Stadthalle in una bolgia di emozioni, con il pubblico in piedi a cantare in coro e l’artista napoletano letteralmente travolto dalla commozione. A fine esibizione l’intera arena è esplosa in un’ovazione interminabile, con migliaia di persone in piedi a cantare il ritornello di ‘Per sempre sì’. L’evento racconta di un artista che ha saputo rappresentare l’Italia con autenticità, portando la sua napoletanità sul palco più importante d’Europa. L’Italia ricorderà il quinto posto conquistato contro ogni pronostico, ma di più, la standing ovation infinita e gli occhi lucidi di Sal Da Vinci che hanno commosso Vienna. Eccesso di enfasi campanilistica? Forse, forse la risposta alle becere contestazioni di italiani razzisti e sorprendentemente di Aldo Cazzullo.

POST SCRIPTUM. Seconda in classifica Israele, grazie a una valanga di voi on line. Confermerebbero l’indiscrezione sull’investimento di un milione di dollari stanziato da Netanyahu per “invogliare” Paesi ‘amici’ a votare per la canzone di Noam Bettan!


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