Si allarga a macchia d’olio la maxi inchiesta sulla sempre più dilagante corruzione nelle alte e altissime sfere ucraine.
Secondo il quotidiano ‘Ukrainska Pravda’ può coinvolgere perfino il fino ad oggi intoccato e intoccabile presidente-pupazzo Volodymyr Zelensky.
E’ cominciata circa un anno fa l’indagine ‘Re Mida’ portata avanti dalla Procura nazionale anticorruzione e dall’Ufficio speciale sempre anticorruzione, rispettivamente SAPO e NABU. Che nelle ultime settimane si è allargata all’affaire ‘Dinasty’.
Vediamo i fatti, più in dettaglio.
Due in particolare i filoni investigativi battuti.
Il primo riguarda le tangenti (un valore di circa 100 milioni di dollari) per commesse & appalti che hanno ruotato intorno a ‘ENERGATOM’, l’ente pubblico per l’energia. E le relative operazioni di riciclaggio di quel denaro sporco.
Il secondo vede sotto i riflettori la società ‘FIRE POINT’, produttrice di missili e droni, una delle ‘perle’ dell’industria bellica ucraina. A gestire le operazioni corruttive il Mazzarino di Kiev, alias Timur Mindich, amico di vecchia data di Zelensky e soprattutto vicino al presidente-guitto ai tempi del lancio tivvù (al suo Kvartal 95 Studio) come ‘comico’, una sorta di pessimo Grillo in salsa ucraina. Dentro fino al collo anche nel dirty business Energatom, Mindich ha trovato comodo riparo nella più che ospitale Tel Aviv, dove è fuggito alcuni mesi fa. Un dettaglio da novanta: nel consiglio d’amministrazione di FIRE POINT è presente nientepopodimeno che l’ex capo della CIA ed ex Segretario di Stato Usa Mike Pompeo!
Solo pochi giorni fa è stato arrestato il braccio destro del presidente-pupazzo, l’ex capo di Gabinetto Andreiy Yermak: a quanto pare il processo comincerà molto presto e si svolgerà a porte chiuse.
Altri elementi sull’affaire ‘Dinasty’. Un mega complesso residenziale da realizzare con le tangenti Energatom nella ridente cittadina fluviale di Kozyn, a sud di Kiev, bagnata dal Dnepr e dal suo affluente Kozinka.
Il progetto prevede 4 ville extralusso da 1000 metri ciascuna di superficie, e ognuna con piscina, sala benessere, palestra e ogni altro ben di Dio.
Le ville sono denominate R1, R2, R3 e R4. E sono riconducibili a 4 super oligarchi; la prima, a quanto pare, spetta al Capo.
Sorge in noi, però, un dubbio alto come un grattacielo. Una volta tanto spezziamo una lancia a favore di ‘VOVA’, il nick name che sta per Volodymyr, come compare nelle carte giudiziarie. Possibile mai che Vova vada ad impelagarsi in una dirty story da quattro spicci del genere (appena 2 milioni di euro il valore di ogni villa) e per di più a un tiro di schioppo da Kiev, quando può godersi una villa hollywoodiana a Miami, in Florida, da ben 34 milioni di dollari, e una più ‘modesta (solo 4 milioni di euro) da noi, ossia a Forte dei Marmi, in Versilia?
La Voce ha più volte dettagliato la storia dei due gentili cadeau del super faccendiere Ihor Kolomoisky: ecco il pezzo pubblicato a poche settimane dall’inizio del conflitto, il 27-3-2022,
HUNTER BIDEN, ZELENSKY & IL SUPER OLIGARCA / MOLTO ATTENTI A QUEI TRE
Così come, solo poche settimane fa, un altro acquisto eccellente sempre a casa nostra, stavolta sulle rive del lago di Como. E’ infatti del 17 aprile il pezzo messo in rete e titolato
UCRAINA / IL SINDACO DI DNIPRO COMPRA UNA VILLA DA 4 MILIONI SUL LAGO DI COMO
Passiamo alle fresche dichiarazioni roventi rilasciate dall’ex portavoce presidenziale (lo è stata dal 2019 al 2021) Yulia Mendel, che ha rilasciato un’intervista al noto anchorman americano Tucker Carlson.
“Zelensky chiedeva a noi portavoce di organizzare una propaganda alla Goebbels. Ciò in modo tale da dipingere un’Ucraina vincente e non far diminuire il consenso popolare verso la sua figura”.
“Abbiamo bisogno di mille portavoce, diceva. Se mille persone parlano di cose positive, allora le cose possono accadere e la gente di crede”.
“Non sopportava chi non lo appoggiava, soprattutto a livello mediatico. Infatti come punizione ha spedito al fronte non pochi suoi critici, soprattutto giornalisti. Era ossessionato dalla sua immagine pubblica”.
Secondo la Mendel, Zelensky ha intenzione di prolungare la guerra, cercando in tutti i modi di uscirne con una non-sconfitta. Anche per evitare i possibili processi per corruzione: proprio come sta facendo il premier boia di Tel Aviv Bibi Netanyahu.
Nella sua intervista, l’ex portavoce fa anche riferimento al frequente uso di droghe da parte di ‘Vova’: “Molti lo hanno visto far uso di stupefacenti in locali privati”. Ma questi sono fatti, appunto, ‘privati’: caso mai consigliabile un contesto più ‘accattivante’. Come la faraonica villa di Miami…
Scopri di più da La voce Delle Voci
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.


























