CI MANCAVA UN “VOLEMOSE BENE”

L’utopia, come la speranza, “nun costa niente” lo hanno raccontato in musica Vianello e Wilma Goich con “Semo gente de borgata” (testo in italiano-romanesco, lo stesso di cui la Meloni abusa per proporsi come ‘figlia del popolo’).

PER LIBERARE MENTE E CUORE dal vulnus dell’incubo sconvolgente del sovranismo non c’è rimedio più salvifico di un sogno proibito, della utopia terapeutica. Quella di cui qui si parla origina dal perder pezzi dell’esecutivo, dallo sgretolarsi del suo mito fasullo “siamo coesi” a cui si affida il melonismo nel tentativo di deviare l’attenzione dal governo del nulla della destra. Questa immersione nell’irrealtà virtuale ha fondamenta nella convinzione che l’intero planetario della politica patisca le conseguenze di una pandemia indotta dal un virus invasivo, propagatore di inverosimile compatibilità tra partitocrazia e bene comune, con un dovuto discrimine tra destra e sinistra. Nel copione dell’incubo si assegna pari protagonismo a Donald, Vladimir, Bibi, si propone per il ruolo di comparsa la filodrammatica Giorgia, non si trascurano per la parte di antagonisti, i soggetti del ‘campo largo’.

FISCHI E URLA INDIGNATE concludono la ‘prima’ dell’atto unico “Come salvare la Terra dal virus del fallimento inguaribile per carenza di reparti di terapia intensiva in grado di ospitare i responsabili del mondo contagiati”. Per lo spazio minore, localistico, del Bel Paese, il via all’antidoto dell’utopia sognata ha come incipit la sequenza seriale di dimissioni e licenziamenti che certifica lo sconquasso della destra, di quattro anni di inerzia, pasticci, antidemocrazia. Non si sottrae al ‘disegno’ neppure il ‘campo largo’, paralizzato dalla conflittualità per il rebus leadership e delle correnti, che bloccano l’urgenza di sottoporre agli elettori proposte concrete di governo.

IL SOGNO ANTITESI DELL’INCUBO propone di  promuovere la nascita di una nuova Corte Mondiale super partes, di bonificare destre e opposizioni nostrane ma, ovvio, anche i regni infami di Donald, Vladimir, Bibi, sottoposti a un gigantesco repulisti, all’operazione di  azzeramento dell’intero ceto dei partiti poi fondare una quarta Repubblica di politici non mestieranti, giudicati dai ‘probiviri’ della nuova Corte,  selezionati con   criteri di eccellenza in tema di onestà, lungimiranza, senso della giustizia e intransigenza per ogni deroga dal buon governo.

Brusco, destabilizzante risveglio, sconcerto per il rischio di un “volemose” Meloni-Schlein, su indebita sollecitazione di Marina Berlusconi (!) pontiera pro domo sua, di un accordo extraparlamentare sul successore di Mattarella (l’ex Dc Casini?). Incredibile Italia.


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