Si chiama progetto “Casa M.I.A.”, nasce a Fuorigrotta ed è realizzato grazie al finanziamento del Trust Cover della Fondazione Banco di Napoli. I lavori di riqualificazione svolti permetteranno a tante persone con pluridisabilità sensoriale della Lega del Filo d’Oro di allenarsi all’autonomia, imparando a gestire la quotidianità in modo nuovo e indipendente.
La struttura è pensata per essere una vera e propria “palestra di vita” gestita dalla Lega del Filo d’Oro, ente che dal 1964 è punto di riferimento per chi non vede e non sente. Questo spazio offre a persone con pluridisabilità sensoriale un luogo dove imparare a gestire la quotidianità in modo nuovo, indipendente e sicuro. Infatti, grazie ai lavori di riqualificazione finanziati dalla Fondazione, l’appartamento è stato adattato alle esigenze degli utenti, permettendo loro di apprendere abilità domestiche e personali.
La collaborazione evidenzia la volontà dell’Ente guidato dal professor Orazio Abbamonte di intervenire in modo concreto sulle tematiche della disabilità, promuovendo percorsi di inclusione sociale e autonomia residenziale.
L’iniziativa rientra nelle attività programmate dalla Fondazione nell’ambito del programma innovativo della Fondazione Banco di Napoli che si ricollega all’attuazione della legge n. 112/2016 sul “Dopo di Noi”, provvedimento che crea una cornice normativa e gli strumenti giuridici finalizzati a garantire alle persone disabili una effettiva continuità nel percorso di vita. Un impegno concreto per i disabili e per le loro famiglie, con l’obiettivo di garantire un’esistenza dignitosa ai destinatari del programma e fornire loro un aiuto per l’autonomia e l’inclusione sociale. A tal fine, azioni di supporto e funzioni di vigilanza vengono messe a disposizione dalla Fondazione Banco di Napoli.
Il “Trust Cover” utilizzato per queste finalità agisce come una “rete” che garantisce la solvibilità di altri trust aderenti, con scopi sociali e non lucrativi. Un modello istituito per offrire una solida struttura di supporto.
«Il “trust cover” della Fondazione Banco di Napoli – ha spiegato in un saggio il professor Luca Ettore Perriello, docente all’Università Politecnica delle Marche – costituisce il centro di riferimento, ascolto ed evoluzione di una rete di trust locali (o vincoli di destinazione ex art. 2645 ter c.c. o contratti di affidamento fiduciario) per il “dopo di noi”, supportandoli sia nella fase istitutiva che durante il loro svolgimento, predisponendo progetti aggregativi e iniziative congiunte, e garantendo la loro solvibilità ove dovessero trovarsi in condizioni di difficoltà finanziaria, secondo le modalità stabilite nel patto di adesione».
Il richiamo alla legge di Jersey sul trust consente di inquadrarlo tra i trust di scopo, dove l’assenza di un beneficiario in senso tecnico è sopperita dalla presenza di un guardiano con funzioni di controllo e di integrazione dei poteri del trustee. «Lo scopo, non lucrativo ma solidaristico e sociale, perseguito dal trust cover appare pienamente meritevole di tutela e non realizzabile allo stesso modo con altri istituti del diritto interno», aggiunge il docente.
Scopri di più da La voce Delle Voci
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
























