GAFFE? MA NO, “ERRORE VERBALE”

L’ossessione del melonismo per la superiorità culturale della sinistra obnubila la lucidità degli incapaci che la ‘sorella d’Italia’ è stata costretta a ingaggiare per mettere insieme il suo governo del nulla. L’incarico di guidare il delicatissimo dicastero dell’istruzione è così toccato a Giuseppe Valditara, che ha dato iniziato ai suoi ‘salti politici ‘della quaglia’ da Alleanza Nazionale per approdare poi al Popolo della Libertà, a Futuro e Libertà di Fini, e al fin della licenza…alla corte di Salvini. Gli elettori della destra non hanno gradito questo deambulare di qua e di là e nel 2022 hanno bocciato la sua candidatura alle elezioni politiche, ma la Meloni ha rimediato al default e molto probabilmente su pressione di Salvini lo ha nominato ministro dell’Istruzione e del Merito. Non si è resa conto di aver allungato la lista di ministri gaffeur. L’ultimo incidente di percorso che Valditara ha tentato di spacciare come ‘lapsus’, ‘errore verbale’ (!), è un alibi insostenibile adottato anche da colleghi colti in fallo e per mascherare il grave esempio di ‘ignoranza’ ha ribaltato l’ondata di reazioni indignate, ha definito ‘sciacallaggio’ il clamoroso deficit di “mea culpa” che ha provocato il corto circuito tra memoria storica e comunicazione istituzionale. Durante l’inaugurazione in Irpinia di una scuola intitolata a Piersanti Mattarella, che fu ucciso da Cosa nostra, il ministro ha detto: “All’epoca avevo 18 anni e ricordo quella foto drammatica del presidente Sergio Mattarella che prendeva in braccio il fratello assassinato dalle Brigate Rosse e lo tirava fuori dalla macchina”. E la sua capa, la signorina presidentessa del consiglio, per non essere da meno ha esternato il seguente inciampo: “Fiera dell’alto tasso di disoccupazione femminile (!) raggiunto dal governo”. Valditara, in occasione della presentazione della Fondazione Giulia Cecchettin alla Camera: “L’immigrazione illegale è una delle principali cause della violenza sessuale…la lotta al patriarcato è una ‘lotta ideologica che non porta soluzioni’. Salvini, suo mentore, a dicembre non ha riconosciuto la colpevolezza di Filippo Turetta, condannato all’ergastolo per dell’assassinio premeditato dell’ex fidanzata Cecchettin, perché “ragazzo bianco (!) di una famiglia perbene” (!). Altra performance di Valditara, un errore grammaticale puntualmente condannato: “Se si concorda sul fatto che gli stranieri dovrebbero (e no, ministro“debbano”) assimilarsi ai valori fondamentali sanciti dalla Costituzione…”

FRASI CITATE DAL SITO AI OVERVIEW: “Soltanto lavorando per la collettività, umiliandosi anche – evviva l’umiliazione che è un fattore fondamentale nella crescita della personalità – di fronte ai suoi compagni, il ragazzo capisce che ha fatto qualcosa di male”. Sull’impegno scolastico (Maturità 2026): “Nessun traguardo, nessun obiettivo, nessun risultato può essere raggiunto senza l’impegno” (ma va? che felice intuizione). In altra occasione il ministro ha comunicato alle donne che “il patriarcato è finito nel 1975” (finito? e i femminicidi a cosa sono dovuti? ndr)


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