“Quello che ho visto mi ricorda i racconti di mia madre durante l’Olocausto. Mi vergogno di essere israeliano”.
E’ il potente j’accuse pronunciato non da un uomo qualunque, ma da TAMIR PARDO, direttore del MOSSAD, il potentissimo servizio segreto di Tel Aviv, dal 2011 al 2016, nominato dallo stesso premier boia di oggi, Bibi Nentanyahu.
Parole che pesano come macigni e che legittimano pienamente l’accusa rivolta all’esecutivo di essere perfettamente in linea – nel suo GENOCIDIO del popolo palestinese – con la logica delle SS e della Gestapo di Adolf Hitler. E anche peggio: perché quella lezione di morte & di sterminio non ha di tutta evidenza insegnato niente, soprattutto a coloro che quel ‘sistema’ lo hanno sperimentato sulla propria pelle.
Pardo ha pronunciato quelle parole di fuoco nel corso di un’intervista al canale israeliano ‘Channell 13’ che ha meritoriamente realizzato un reportage in alcuni villaggi massacrati della Cisgiordania, come quelli di Barun e Hamra, documentato gli scempi perpetrati dai coloni abusivi e raccolto alcune testimoniane delle vittime. Al seguito della troupe c’erano anche alcuni ex ufficiali del Mossad, tra cui Pardo.
Nelle immagini, palestinesi picchiati e sangue e buttati fuori dalle loro case, abitazioni distrutte e date alle fiamme, acqua dispersa intenzionalmente e via massacrando. Operazioni condotte sia dalle truppe criminali dell’esercito di Tel Aviv (IDF) che dai coloni illegali.
Profetizza Pardo nella sua intervista: “Quello che vediamo oggi in Samaria e nella Giudea sarà il prossimo 7 ottobre. Avrà una forma diversa, più dolorosa, perché la ragione è molto più complessa. La Stato ha deciso di gettare le basi per il prossimo 7 ottobre. Questa è la scelta del governo israeliano”.
L’epicentro, quindi, si sposta da Gaza (già rasa al suolo e devastata) alla Cisgiordania, da anni in preda alla furia devastatrice dei coloni illegali israeliani e dei raid IDF.
L’ultimo rapporto delle Nazioni Unite (marzo 2026) sforna una serie di cifre da brividi.
Tra novembre 2024 e ottobre 2025 sono stati sfollati in modo forzato oltre 36 mila palestinesi che abitavano in Cisgiordania. Nel solo 2025 sono stati registrati 1.732 (le cifre sono sempre per difetto) episodi di violenze perpetrate da coloni o IDF, con vittime o feriti gravi e danni materiali soprattutto alla povere abitazioni. A far gelare il sangue nelle vene è l’aumento in percentuale degli atti di violenza rispetto all’anno precedente, il 2024: addirittura il 25 per cento in più.
Non è finita qui: oggi in Cisgiordania vivono oltre 700 mila coloni illegali, distribuiti in oltre 270 insediamenti, altrettanto illegali. Ottenuti cacciando con la forza illegalmente i palestinesi: spesso e volentieri ammazzandoli.
Eppure, nel solo tragico 2025, il governo nazista di Tel Aviv ha riconosciuto bel 22 insediamenti illegali di coloni: alla faccia del diritto internazionale e di ogni regola ONU (che ormai conta come i 2 di briscola).
La ciliegina sulla torta pochi mesi fa, a febbraio 2026: quando il governo killer israeliano, riesumando una legge del 1967, ha approvato la registrazione di vaste aree della Cisgiordania definendole “proprietà statale” e sottraendole ai legittimi residenti palestrinesi. Un ulteriore oltraggio alle norme internazionali, come è ormai prassi da parte del governo nazista di Tel Aviv.
Che ne ha combinata – gigantesca – un’altra solo un paio di mesi fa. Stabilendo per legge che per uno stesso reato è contemplata la morte di un palestinese e niente per un israeliano. Legge che più razziale, etnica e ultra nazista non si può. Ai confini della realtà.
Ed è in perfetta linea con tali metodi da SS la dedica dipinta sulla torta del cinquantesimo compleanno del super falco ITAMAR BEN GVIR, ministro per la Sicurezza Nazionale. La mogliettina Ayala infatti scrive con la panna le parole “Complimenti ministro Ben Gvir, a volte i sogni si avverano”. E, disegnato, un CAPPIO. Destinato, of course, ai luridi vermi palestinesi.
Finiamo con altre parole di Pardo, stavolta pronunciate nel 2023 durante un’intervista rilasciata alla ‘Associated Press’. In quella occasione l’ex direttore del Mossad paragonava la situazione in Cisgiordania a quella dell’apartheid un tempo in Sudafrica: “Due popolazioni che vivono sullo stesso territorio ma sono soggette a due sistemi opposti: legge militare per i palestinesi, legge civile per i coloni”. E la situazione, con l’ultimo provvedimento sulla pena di morte, è di gran lunga peggiorata.
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