Spesa per armi in continuo, esponenziale aumento nel corso del 2025, il 31° anno di fila, da vero Guinness dei primati nella storia del Pianeta.
E’ stato sfiorato il tetto record dei 3.000 miliardi di dollari. Una cifra mostruosa: basti pensare che per sconfiggere la fame nel mondo sarebbe necessario appena il 3 per cento di quella cifra, solo 93 miliardi.
Ma i governi, oggi, se ne fottono altamente della fame, della salute e dei problemi dei cittadini. E a dettar legge sono l’INDUSTRIA delle ARMI e quella FARMACEUTICA (impegnata quest’ultima, però, soprattutto nella produzione di medicine che non curano, ma uccidono, come i vaccini).
Passiamo quindi in rassegna le ultime, terrificanti cifre, appena calcolate dallo ‘Stockholm International Peace Research Institute’ (SIPRI).
La spesa militare del 2025, pari a 2887 miliardi di dollari, è in aumento del 2,9 per cento rispetto all’anno precedente, che aveva registrato un incremento ancor maggiore (9,7 per cento). Il relativo contenimento della crescita è dovuto soprattutto ai minori investimenti Usa per il conflitto in Ucraina, che comunque hanno raggiunto un totale che sfiora i 1.000 miliardi (per la precisione 954).
Il Congresso Usa, d’altra parte, continua a finanziare conflitti aperti in mezzo mondo, avendone ‘attizzati’ e alimentati nel corso degli ultimi anni addirittura una cinquantina, molti dei quali ignoti alla gran parte dell’opinione pubblica internazionale, del tutto oscurati dai media di regime regolarmente genuflessi davanti al Padrone del Mondo, la Casa Bianca di turno.
Da un anno ri-guidata dal sempre più folle Donald Trump. Il quale ora ‘vede’ la vittoria totale sull’Iran (è l’unico a vederla al mondo) e già annuncia che, terminata la ‘pratica’ di Teheran, passerà subito a Cuba, una preda ben più semplice da conquistare, un altro ‘sfizio’ per il sempre più ingordo Tycoon. E, chissà, poi la sarà la volta della tante agognata Groenlandia, caso mai in piena estate…
Per finire con gli Usa, secondo fonti attendibili, la Casa Bianca avrebbe intenzione di aumentare addirittura del 30 per cento il suo budget militare. Arrivando alla stratosferica quota da 1.500 miliardi dollari nel 2027: il bilancio di un’intera nazione di medie dimensioni! Ai confini della realtà
Torniamo ai freddi numeri delle spese militari a livello mondiale.
Se gli Stati Uniti sono sempre largamente in cima alla hit, cercano di tener teste le altre nazioni.
La Cina è attestata a quota 336 miliardi per la spesa 2025, facendo segnare un incremento per il 31° anno consecutivo.
La Russia è ben distanziata comunque: 190 miliardi di dollari per il 2025. Ma una percentuale altissima sul PIL, pari addirittura al 7,5 per cento.
Eccoci all’Europa ‘spendacciona’. I 29 paesi UE membri della NATO hanno ‘investito’ (sic) ben 559 miliardi di dollari in armi & missili per il solo 2025. Alla faccia di un’Europa che non collabora, che non spende in armi, come blatera Trump. Al contrario, i paesi UE hanno totalmente dimenticato il WELFARE, le spese sociali, tuffandosi nei business militari.
Incredibile ma vero.
Nella classifica internazionale l’Italia si piazza al 12° posto, con una spesa pari alla bellezza di 48,1 miliardi di dollari: fregandosene quindi di sotto-salariati, malati, pensionati minimi alla fame e via massacrando quel che resta del Belpaese, ridotto in miseria & macerie grazie al governo NERO e sfascista griffato Giorgia Meloni.
All’Italia viene dedicata una postilla del rapporto SIPRI. Che parla di nostra ‘contabilità creativa’: la quale, per centrare l’obiettivo NATO del 5 per cento di spesa miliare sul PIL entro il 2030, ha pensato bene di far rientrare tra le ‘spese militari’ anche quella per i maxi lavori sul ‘Ponte sullo Stretto’tanto vagheggiato dal vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini: opera totalmente inutile, geologicamente pericolosa e, soprattutto, un vero assist alle mafie.
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