DISTRAZIONI DI MASSA

Un vizio permanente, quasi impossibile da emendare, come la dipendenza da droghe, fumo, alcolismo, narcisismo egocentrico, menzogne per sviare da verità scomode… è la seriale assuefazione di una quota consistente del giornalismo di modesta qualità che lavora ‘anima e corpo’ fino allo sfinimento di lettori e utenti radiotelevisivi propinando i cosiddetti tormentoni. Un caso sicuramente perfetto per soddisfare la ‘fame’ di nazional populismo ha poco  a che fare con la sana attenzione  per temi ‘nobili’ è il ‘prima, durante e dopo’ festival di Sanremo, perenne soggetto di priorità mediatica da quasi ottant’anni: anticipazioni, pronostici, giudizi, commenti, gossip, bilanci, repliche, polemiche, saccheggi sistematici delle teche Rai, materia di riesumazioni da “Vola colomba’ della Pizzi, a ‘Volare’ di Modugno, da Nunzio Filogamo, primo conductor a Pippo Baudo, eccetera, eccetera. Questo ‘caso’ molto esplicativo del tema “orgia mediatica’ precede esemplarmente l’accanimento del giornalismo in crisi d’identità che si appropria di fatti e misfatti ‘appetibili’ e li scandaglia, enfatizza, elegge a interesse popolare, con sproporzionata ampiezza di spazi. Sappiano i responsabili dei palinsesti televisivi, di agenzie di stampa, quotidiani e periodici, che non ne possiamo più dello tsunami ‘Garlasco’, che preoccupa molto la nostra incolumità di fruitori dell’informazione la nuova aggressione del guazzabuglio inventato per obnubilare l’attenzione dei guai del mondo con il caso Minetti, o peggio con il mondo malato del calcio, ricco di intrighi, affarismo e corruzione.

Trump, Putin, Netanyhau, quali nuove nefandezze dovranno commettere perché il mondo si liberi della loro disumana esistenza, quando i potenti della Terra capiranno che salvarla dal disastro ambientale è l’antidoto, anche egoistico per la sua sopravvivenza.? A dimensione degli italiani che per indolente rassegnazione e in retaggio dello scempio ideologico “benvenuto l’uomo forte al potere” (in questo caso la donna forte) hanno consegnato il Paese al neofascismo, la domanda finora inevasa al ‘campo largo’ è se deciderà di corrispondere con l’urgenza invocata alla richiesta di un progetto condiviso, nell’approssimarsi della scadenza elettorale delle politiche. Profitterà della destra in affanno per ripristinare la democrazia costituzionale aggredita dal melonismo?


Scopri di più da La voce Delle Voci

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Lascia un commento