Nell’ormai fitto calendario culturale napoletano, tra i numerosi eventi che celebrano la metropoli quale laboratorio, nonché crocevia storicamente e universalmente accreditato di linguaggi, culture e contraddizioni, il COMICON rappresenta, sul piano internazionale, una delle espressioni più coerenti di tale vocazione.
Sicché, da oggi a domenica (3 maggio), la Mostra d’Oltremare sarà epicentro fieristico dal quale si irradieranno, in maniera tentacolare, pure attraverso il programma COMICON OFF (partito il 10 aprile scorso) – che, in un gioco di parole racchiude, appunto, l’estensione spazio-temporale della manifestazione stessa – mostre ed iniziative parallele che toccheranno diversi luoghi della città.
Il Magister e l’identità artistica dell’edizione
Per l’edizione in corso, nume tutelare o, meglio, “magister” – adottando l’accezione della kermesse – sarà Leo Ortolani. Annoverato tra i più importanti e apprezzati fumettisti italiani, a lui sarà dedicata una delle 25 retrospettive (tra fumetto, animazione, fotografia e street art): “Leologia, stratigrafia di un fumettista”, che ripercorrerà le tappe fondamentali della sua carriera, attraverso quattro ere (un omaggio alla sua primordiale professione di geologo) narrate da vignette inedite.
Fumetto: il nucleo originario
Accanto al magister Ortolani – che sarà, pure, al centro di talk, incontri e iniziative speciali – si muoverà una costellazione di protagonisti internazionali: Kazuhiko Torishima, figura chiave dell’industria manga; Makoto Yukimura, tra i mangaka (autore di fumetti giapponesi; ndR) più influenti degli ultimi vent’anni; Don Rosa, erede spirituale del mito disneyano, Carl Barks, cui si deve Paperopoli (Duckburg, in inglese) e l’iconico Paperon de’ Paperoni (Scrooge McDuck).
Con loro, un ampio panorama di artisti italiani e stranieri, come Milo Manara, Tanino Liberatore, Simone Bianchi, Sara Pichelli, Igort, Mirka Andolfo.
A completare l’identità visiva dell’edizione è il poster firmato da Aurélien Predal, illustratore e production designer attivo nel cinema di animazione internazionale.
Asian Village e cultura globale
Uno degli spazi più dinamici, dedicato a manga, anime, cosplay e K-culture (cultura coreana; ndR) sarà quello dell’Asian Village. Qui si concentrano incontri con autori, live drawing, eventi dedicati al webtoon e alla scena asiatica contemporanea.
All’interno dell’area si sviluppa anche il Korean Village, con attività legate a musica, cucina e cultura coreana, oltre a competizioni e workshop.
Il cosplay resta uno degli elementi più partecipati, con competizioni articolate su più livelli e una forte presenza internazionale.
Cinema e serie TV
La sezione dedicata all’audiovisivo amplia ulteriormente il respiro cosmopolita del festival.
Tra gli ospiti spicca l’attore John C. McGinley (Platoon, Full Metal Jacket, Point Break, Wall Street, giusto per citarne alcuni), protagonista di un incontro pubblico e di sessioni con i fan. In programma anche l’anteprima della serie “From”, con la presenza degli interpreti principali.
Il calendario include, inoltre, proiezioni speciali, panel sul doppiaggio, incontri dedicati all’animazione e alle nuove forme di produzione audiovisiva, oltre a eventi legati all’universo Netflix e ad altre piattaforme.
Videogame e industria creativa
La sezione videogame rappresenta uno dei poli più rilevanti della manifestazione, dal punto di vista culturale e industriale.
Tra gli invitati, Troy Baker (doppiatore e attore statunitense), il compositore americano, Austin Wintory, e l’astronauta, Luca Parmitano, coinvolto in incontri sul rapporto tra tecnologia, simulazione e spazio.
In parallelo, via libera a tornei e competizioni eSports, tra cui le finali della eSerie A.
Gioco, musica e nuove aree
L’area “Gioco” continua a essere un punto di riferimento per gli appassionati di giochi da tavolo e di ruolo, con eventi dal vivo e attività immersive.
Per la musica, poi, riflettori puntati su uno dei fenomeni mediatici del momento, dalle sembianze parzialmente eclissate dietro la caratteristica maschera di Elvis Presley: TonyPitony che, con la sua immancabile squad, sarà protagonista di un imperdibile talk, dove svelerà segreti, retroscena e follie che si celano dietro le loro migliori invenzioni musicali e digitali.
Tra le novità dell’edizione 2026 spicca “Pizza Pop”, format dedicato alla pizza napoletana come elemento culturale e identitario, con la partecipazione di maestri pizzaioli.
Formazione e nuove prospettive
Una delle principali innovazioni della manifestazione è rappresentata dalla COMICON Academy: progetto trasversale che introduce attività formative e professionali, tra cui workshop, incontri, networking e portfolio review.
L’iniziativa coinvolge università, istituzioni culturali e aziende del settore, segnando un passaggio importante verso una dimensione sempre più strutturata del festival.
Iniziative speciali e dimensione sociale
Tra le proposte più significative figura il programma “Pop Wave – COMICON for Palestine”, che propone incontri, mostre e attività dedicate al contesto culturale palestinese.
E l’ “effetto COMICON” sul territorio?
Secondo uno studio del dipartimento di Scienze sociali della Federico II, il valore dell’impatto economico – stando, almeno agli esiti registrati nella passata edizione – è stimato in 43,1 milioni di euro, in crescita del 3,1% sul 2024 e si attesta al secondo posto nel ranking delle manifestazioni di settore più importanti in Italia (dopo Lucca Comics & Games), con oltre 183 mila visitatori.
Un evento in trasformazione
È difficile, davanti a questi dati, mettere in discussione il successo di un modello che ha saputo imporsi e consolidarsi nell’arco di 28 anni (la prima edizione nel ’98).
Eppure, proprio dentro questa crescita, si annida una trasformazione più sottile. Perché se è vero che il festival ha guadagnato in dimensione, struttura e capacità attrattiva, è altrettanto evidente che qualcosa si è, in maniera progressiva, smarrito lungo il percorso.
Le prime edizioni, tra Castel Sant’Elmo (ben 12) e Villa Pignatelli (una, nel 2000), erano immerse in un contesto non solo scenografico, ma parte integrante dell’esperienza. Il fumetto dialogava con la città, con la sua storia, con i suoi affacci. C’era una successione tra contenuto e luogo, tra immaginario e paesaggio.
Oggi, negli spazi della Mostra d’Oltremare, questa relazione si è fatta più tenue, più impersonale, più simile a un “non luogo” fieristico, replicabile altrove, meno riconoscibile come espressione specifica di Napoli.
Il segno, forse, più evidente del passaggio da comunità a sistema.
L’agenda di COMICON Napoli 2026, per orientarsi tra location, aree tematiche e date.
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