SECONDO FREUD

Libido, patologia ricorrente nelle sedute psicanalitiche di Freud. Deviazione distorsiva di normali pulsioni del desiderio, visione narcisista dell’ego, impulso non inibito da istanze morali, desiderio sfrenato, bramosia, di potere, denaro, successo. Scavando solchi nel terreno scabroso del ‘minettismo’, dell’harem berlingueriano ricco di cosiddette olgettine (la più famosa è Ruby, spacciata per nipote di Mubarak), in automatico sono venuti alla ribalta dei processi associativi della mente nome e aspetto fisico del ministro della Giustizia, uno dei soggetti meno compatibili con la guida del Paese in circolazione. Provateci, provate a fornire un perché all’ingaggio di Nordio nell’esecutivo che di suo è fallimentare per la pochezza culturale, politica di gran parte di ministri e sottosegretari. Due ragionevoli risposte: Giorgia non aveva di meglio a cui attingere per garantirsi il ruolo di regina di un sodalizio fondato sulla gestione autocratica del potere e i prescelti manifestavano sintomi della libido disposta a subire le conseguenze della loro inadeguatezza pur di sedere alla tavola rotonda della notorietà, di incassare privilegi altrimenti negati dai loro limiti. Libido, stato di obnubilazione del sé? Sicuro è che la Meloni si è scoperta priva di antidoti e con mortificante cadenza ha perso pedine, costretta a ‘giocare’ con una scacchiera sguarnita, priva di torri e alfieri, a rischio di scacco matto.

Disarcionato dal cavallo, pezzo degli scacchi che muove a zig-zag, Nordio ha evitato una prima volta di allungare la lista dei ‘licenziati’, è sopravvissuto al ‘caso’Almasri’ (mancata esecuzione del mandato d’arresto del criminale e volo in aereo di Stato per tornare impunito in Libia) e poi alla ‘mazzata’ del referendum a sua firma bocciato dagli italiani. Ora è ora nella bufera per non aver verificato la carenza di motivazioni della richiesta di grazia per la Minetti, che il Fatto Quotidiano protagonista di un giro di neo olgettine ingaggiate per ‘festini’ in Uruguay paragonati al ‘caso Epstein’. Ranucci di ‘Report’ ha raccontato la presunta rivelazione di una ‘fonte’ da verificare e decisamente smentita dall’interessato che minaccia di ricorrere alle vie legali: Nordio, che contesta la corresponsabilità per la documentazione fuorviante che ha ingannato Mattarella (trappola politica?) a marzo sarebbe stato in Uruguay per ‘ragionare’ sulla richiesta della grazia. Sarebbe grave se Ranucci avesse fatto l’insinuazione senza prove, ma fosse tutto vero la signorina presidentessa del consiglio e sorella d’Italia potrebbe ancora evitare il benservito al suo ministro dell’‘ingiustizia’? Risponda. La domanda di grazia per la Minetti, ovviamente supervisionata dal ministro raccontata dall’inchiesta del Fatto Quotidiano, è stata istruita dall’ex capo di gabinetto di Nordio, la Bartolozzi: lei e lui hanno ignorato o ‘dimenticato’ le tante anomalie scovate dall’inchiesta del Fatto Quotidiano? Ci mancavano solo Nicole Minetti e Beatrice Venezi a far franare il governo Meloni.  A ricapitolare i fatti delle ultime ventiquattro ore, risulta evidente la frana post referendaria dell’esecutivo guidato dalla presidentessa. Si sgretola giorno dopo giorno la maggio


Scopri di più da La voce Delle Voci

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Lascia un commento