IGNAZIO BENITO LA RUSSA / IL NAZISTA CHE OMAGGIA SALO’ E CALPESTA LA COSTITUZIONE

Possibile mai che a più di 80 anni dalla Liberazione, di questi NERI non ce ne siamo ancora liberati? Anzi, sono  loro a dettar la loro legge criminale in questo Stato capovolto! Tronfi, tracotanti quanto beceri e ignoranti, seduti sugli scranni ministeriali a sfasciare – da perfetti sfascisti – tutto quel che resta ancora da sfasciare

C’è forse da stupirsi di un ennesimo caso NORDIO – ora la ciliegina dell’affaire Nicole Minetti e la ‘Grazia’ regalata all’ex igienista dentale del Cavaliere truffando il povero Mattarella – che resta avvitato alla poltrona dopo la figuraccia del secolo con il NO al referendum? Così come è avvitata al suo scrannetto lady Giorgia cui non resta che pensare alle ridicole ‘mise’?

Ignazio La Russa. Sopra, la manifestazione del 25 aprile

L’emblema di tutto il marciume e delle macerie di questa nostra povera repubblica è rappresentato in modo che più plastico non si può – politicamente, moralmente e anche antropologicamente parlando – da IGNAZIO BENITO LA RUSSA.

Il quale, come un giglio candido, il 25 aprile ha rivendicato: “Come ho sempre fatto, commemoro i morti per la liberazione e allo stesso modo i martiri della Repubblica di Salò”. Da 113.

E ha la faccia tosta nell’aggiungere: “mi sono recato ad omaggiare i morti di Salò in forma privata”.

Non si rende conto di quel che dice, costui? Non sa di star seduto sulla seconda poltrona del nostro povero Stato ridotto in brandelli, occupando lo scranno più alto di palazzo Madama in quanto presidente del Senato? E non riesce neanche a capire che non esiste atto privato per una carica del genere? Che ogni sua iniziativa è per forza di cose pubblica? Ma ci è ci fa, Ignazio BENITO La Russa?

Viene da chiedersi: come mai non ha poi chiesto all’anagrafe di farsi aggiungere un ADOLFO? Visto che se gli mettiamo addosso una divisa da ufficiale della Gestapo, gli calza certo a pennello; e anche il viso – tornando a Lombroso – è ‘pittato’ quello di un SS di alto rango. Poco importa che all’ingresso di casa troneggi il busto di Mussolini: all’interno, statene certi, primeggiano quelli di Goebbels, Himmler & C.

Ha anche la faccia di bronzo per attaccare le violenze dei soliti ‘rossi’ alle manifestazioni del 25 aprile, seguito dai suoi scagnozzi di AN. Niente da dire se due poveri anziani dellAssociazione Nazionale Partigiani sono stati colpiti da un incappucciato nero in moto con una pistola ad aria compressa. E se altri neri, tra le fila della Brigata Ebraica, issavano il faccione del boia di Tel Aviv Netanyahu e la bandiera dello Stato genocida di Israele!

Tra parentesi c’è da rabbrividire alle parole di tale Luciano Belli Pace – figlio della senatrice a vita Liliana Segre – che continua con la litania dell’antisemitismo dilagante e non dice una parola su quel genocidio.

Roberto Fiore

Ma torniamo al NERO più NERO di tutti: il quale – non dimentichiamolo mai – se ‘succede’ qualcosa a Sergio Mattarella (caso mai un caffè corretto), diventa automaticamente il nostro capo dello Stato! Ma vi rendete conto, un nazista sul Colle più alto!!

Usciamo dall’incubo per rituffarci nella realtà. Che non è certo meno da incubo.

Ricordate la ristretta lista dei grandi camerati invitati da Ignazio Benito per festeggiare il suo insediamento a palazzo Madama? Tra le guest star primeggiava  ROBERTO FIORE, il leader di Forza Nuova, la formazione eversiva incredibilmente mai sciolta dal nostro Stato tanto ‘democratico’. Una criminal story più volte denunciata dalla Voce: perché quel candido Fiore NERO tanti anni fa venne condannato in via definitiva a 8 anni e mezzo per tentata strage. Non scontò neanche un giorno in gattabuia, perché se la svignò a Londra, dove investì e riciclò palate di soldi, anche una bella fetta del bottino di ‘Terza Posizione’, altra formazione di ultradestra. Dopo quella lunga e dorata latitanza, sbarcò a Fiumicino, accolto a braccia aperte dai camerati di AN.  

Ne ha infilate una dietro l’altra, nei primi mesi dopo l’insediamento a palazzo Madama, Ignazio Benito. Per dirne solo un’altra: ricordando le vittime delle fosse Ardeatine, la nostra seconda carica dello Stato disse che si trattava di una banda di musicanti anziani e un po’ brilli, calpestandone la memoria. Ai confini della realtà.

Gli episodi non si contano. La Voce li ha dettagliati nel corso degli ultimi anni. Basta andare alla casella CERCA che si trova in alto a destra della nostra home page e digitare IGNAZIO BENITO LA RUSSA per ritrovarli.

Infine. Questo governo sfascista ormai alla frutta (siamo al Melone) ne sta combinando davvero, ogni giorno, di tutti i colori, anche se il NERO è largamente predominante. Pensiamo solo al demenziale errore di semplice matematica commesso da uno che passa per i meno peggio, il Giorgetti: sbaglia di un 0,1 i calcoli, e adesso ci ritroviamo con la UE alle calcagna per infrazione e rischiamo la bancarotta.

Davvero sempre più ai confini della realtà.


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