Confesso, auspico, auspichiamo in tanti che Trump per iniziativa della magistratura o per qualunque altro evento liberi il mondo dalla sua megalomania patologica, dalla devastante ricaduta sulla convivenza pacifica globale brutalizzata da evidente vulnus per demenza senile. La speranza è stata finora vana, negata dalla iella che un esame approssimativo ha valutato come bersaglio fallito (la sagoma del tycoon sovrappeso), ovvero il tentativo di inetti attentatori. O c’è altro? Un’ attenta diagnosi del primo episodio ha riletto il presunto ferimento del presidente. Responsabile un tiratore scelto che avrebbe mancato fallito per incapacità balistica. Una ricostruzione non di parte sostiene che Trump ha messo in atto un finto attentato e che l’orecchio non sia stato mai colpito come attesterebbe l’immediata guarigione della ferita, il mistero del ‘cecchino’ individuato dai presenti e segnalato inutilmente alla polizia, altri dettagli convincenti. La tesi di una furba invenzione per fermare l’emorragia di consensi è plausibile per almeno due supposizioni ipotesi. Ieri sera il secondo maldestro caso di attentare alla vita dell’odiato presidente, giudicato all’unanimità il fallimento di un dilettante allo sbaraglio che ha sparato con un’arma non rilevata dal metal detector e la rinnovata sincronia dell’accaduto con il vistoso, attuale calo di like di Trump. E una dichiarazione preparata per tempo gli avrebbe permesso di legittimare lo scempio della sala da ballo ottenuta sfettando un’ala della Casa Bianca: “Ecco perché serve”, ovvero “consentirebbe massimo controllo e sicurezza”. Quel che alimenta il sospetto di finti attentati lo racconta la storia di quelli subiti da presidenti degli Stati Uniti, nonostante la protezione di imponenti servizi di sicurezza. Hanno dimostrato che assassinare chiunque, anche un capo di Stato, non è un’impossibile missione.
SI RESTA IN OSSERVAZIONE per capire se questo fallito attentato gioverà e in che misura alla sua declinante popolarità. Non a caso il “fatto”, per ottenere adeguata risonanza, è avvenuto alla presenza di giornalisti di tutto il mondo.
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