DONALD TRUMP / PER ‘MAGA’ L’ATTENTATO DI BUTLER ERA UNA MESSISCENA. E ORA?

Da fine anno scorso e per i primi mesi del 2026, intensificandosi proprio negli ultimi 5 giorni, si sono moltiplicate in America, soprattutto nei super conservatori ambienti MAGA, storicamente di stretta osservanza trumpiana, le voci che l’attentato di Butler in Pennsylvania, nel 2024, sia stata una gigantesca messinscena per tirare la volata presidenziale al Tycoon.

Fuga dall’Hilton. In apertura il tavolo con Trump pochi istanti prima dell’attentato

Poche ore fa, guarda caso, il Nuovo Imperatore del Mondo è stato al centro di un’altra incredibile story a Washington, un attentato bis (o ter, e forse quater) in quel celebre Hilton Hotel dove uno dei suoi predecessori, Ronald Reagan, venne ferito in modo serio il 30 marzo 1981.

Casi di un destino cinico e baro?

Coincidenze fatali?

O cosa altro?

Il giallo di Washington è degno dei migliori thriller all’americana. E cerchiamo di prenderne al volo alcuni fili, visto che si sanno ancora poche cose. Partiamo perciò delle fresche news che stanno facendo il giro di mezzo mondo.

E’ ambientato nel celebre hotel, allestito a festa in occasione del Galà dei Media, l’incontro annuale dei vertici della Casa Bianca con i corrispondenti esteri, ben 2.600 accorsi da tutto il mondo. Forze dell’ordine, of course, in assetto di guerra.

Ma qualcuno, al solito riesce a rompere le fitte maglie della security, passa come un razzo eludendo la sorveglianza dei metal detector, si ode un boato e poi una raffica di 4-5 colpi. Tutto in pochi secondi. L’attentatore viene fermato e messo faccia a terra dalle forze di sicurezza.

Nella maxi sala è il caos. Il Tycoon viene sollevato a braccia dalla security a portato a destra, il suo vice Vance a sinistra, come da rituale. La gran parte degli invitati trova riparo sotto i tavoli, altri fuggono alla disperata. Un solo agente resta ferito: verrà ricoverato in ospedale e subito dimesso.

Ma la scena, dopo alcuni minuti, passa all’Imperatore che cerca di calmare gli animi e portare una parola di Amore e di Pace, come il Salvatore nel quale s’è spesso identificato. In primo luogo ringrazia il Secret Service per la sua tempestività e la moglie Melania per il grande coraggio mostrato. Ha anche la forza di promettere che la cerimonia è solo rimandata di un mese. E l’ironia per aggiungere che sarà meglio, in futuro, allestirla in quell’ala della Casa Bianca che da mesi intende trasformare in una Great Ballroom: “sarà molto più sicura”, già profetizza.

Smoking perfetto indosso, mentre intorno regna ancora la confusione, trova il modo di aggiungere: “L’individuo che ha cercato di colpirmi è una persona molto malata”, “era armato fino ai denti”, e ancheera un lupo solitario”. Diagnosi e analisi in tempo reale, da vero Mago. Perché solo un paio d’ore più tardi il procuratore di Washington, Janine Pirro, fa sapere che “il soggetto aveva un fucile a canna liscia, una pistola e un coltello”, e che “aveva l’intenzione di colpire alcuni membri dell’amministrazione Trump”, visto che erano presenti alla kermesse molti pezzi da novanta del governo a stelle e strisce.

Tomas Allen Cole

Ma eccoci alle frasi clou, che il Tycoon pronuncia con calma e lucidità (una volta tanto): “Non mi preoccupo per me ma per il Paese. Per chi fa questo mestiere sono cose che possono capitare”. E ancora: “Invito gli americani a risolvere tutte le differenze in modo pacifico”. La ciliegina finale: “Quanto è avvenuto non mi impedirà di vincere la guerra contro l’Iran”.

Poche note sull’attentatore, Tomas Allen Cole, 31 anni, ingegnere informatico specializzato alla prestigiosa ‘CalTech University’ californiana, docente, sviluppatore di videogiochi e nel 2022 proclamato ‘Insegnante modello’.

Non aggiungiamo altro. Solo tra giorni si potrà saperne di più.

Intanto, però, ecco le più che anomale coincidenze temporali.

Sono infatti di appena 5 giorni fa le ultime esternazioni degli ambienti MAGA che sottolineano: “L’attentato a Trump era tutta una messinscena”, con riferimento al giallo di Butler, in Pennsylvania, nel 2024, a pochi mesi dalle ultime presidenziali che hanno portato al trionfo di ‘The Donald’.

Uno dei podcaster più Maga d’America’ – come viene definito – ossia Tim Dillon,  afferma: “Credo che fosse tutta una farsa”. E arriva ad aggiungere: “ Il nostro presidente dovrebbe ammettere di aver organizzato l’attentato per mostrare agli americani quanto fosse importante la vittoria per lui e fin dove fosse disposto a spingersi per loro”.

Joe Kent

Già a novembre l’ex anchor man di ‘Fox News’, Tucker Carlson, ha lanciato forti sospetti sull’operato dell’FBI in merito all’attentato di Butler, affermando che “il Bureau ha mentito su alcuni dettagli”.

Perfino il direttore del Centro Nazionale Antiterrorismo Usa, Joe Kent, appena dimessosi in segno di protesta per la guerra all’Iran, nel corso di un podcast sottolinea che “le indagini sull’attentato sono state archiviate in fretta e furia, senza che l’amministrazione abbia mai fornito maggiori informazioni in materia”.

Un’ultimissima. Secondo ‘Wired’, la pista del finto attentato di Butler è sulla bocca di tutti i MAGA oltranzisti, che accusano il Tycoon di essere diventato un burattino nelle mani di Israele.

Un interrogativo tira l’altro – sul giallo dell’Hilton – a parte l’ovvio cui prodest.

Per gettar fumo su depistaggi di Butler?

Per sviare l’attenzione dall’Iran e anzi favorire un’escalation meno sotto i riflettori?

Per acquisir consenso in vista delle elezioni novembrine di midterm con sondaggi oggi più negativi che mai?

Forse il folle lupo davvero solitario?

O cosa altro ancora?

I misteri americani non finiscono mai…


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