MACABRE GIRAVOLTE

Siamo in balia di scellerati. Di là dalla criminale apertura di guerre, di milioni di morti, Paesi rasi al suolo, sconcerta il gioco d’azzardo di “Hormuz”, il vinci e perdi Iran-Trump, l’apri e chiudi il canale che minaccia l’economia mondiale o la sua salvezza per decisioni opposte, per minacce e retromarce.  Come fidarsi dei dati di tracciamento che hanno mostrato per un tempo brevissimo la ripresa del traffico marittimo? Una ventina di navi (portacontainer, carghi, petroliere) si sono dirette all’uscita del Golfo attraverso lo stretto e l’Iran ha annunciato la riapertura di Hormuz, in risposta alla tregua in Libano, per il periodo del cessate il fuoco. Conferma di Trump, ma con riserva: “I controlli della Marina degli Stati Uniti sulle navi e sui porti iraniani rimarranno in vigore finché l’accordo con l’Iran non sarà concluso al 100%.”. Secondo il presidente Usa Teheran avrebbe accettato di non utilizzare più lo stretto come arma contro il mondo. E su cosa avrebbe ceduto il tycoon? L’Iran ha dichiarato che non consegnerà l’uranio agli Stati Uniti e ha ottenuto il cessate il fuoco israeliano sul Libano.

Comunque, non è facile capire chi vince e chi perde. Per un tempo minimo i mercati reagiscono positivamente, va giù il prezzo del petrolio, ma l’Iran minaccia che se il blocco navale Usa non sarà rimosso, lo stretto verrà richiuso. Trump, risponde che se Teheran non chiude la trattativa riprenderà a bombardarla e finge di prolungare la tregua (ma non aveva già vinto e conclusa l’aggressione all’Iran?). In risposta ottiene “Con l’America nessuna trattativa e niente uranio”. L’annunciato via libera nel canale dura pochissimo e nel mondo subiscono le conseguenze del blocco la produzione industriale, i beni di consumo, l’energia, l’agricoltura, il turismo, la sanità per il costo aumentato dei farmaci, mentre Trump prosegue a fare affari con la vendita del suo gas che l’Europa non acquista dalla Russia in ritorsione per l’aggressione dell’Ucraina e con una nuova giravolta ignora così di aver mentito ancora una volta sulla fine del conflitto: “Non abbiamo fretta, in Vietnam siamo rimasti 18 anni”. Già, ma da dove l’America è stata clamorosamente sconfitta e messa in fuga. Cosa aspetta il mondo a rendere inoffensivi i responsabili di tutto questo? Come? Con sanzioni talmente alte da mettere in ginocchio da subito l’economia degli Stati Uniti già in crisi per responsabilità di Trump e quella di Putin dissanguato dalla guerra all’Ucraina. Il presidente americano, il suo ricattatore Netanyahu e il non meno truce Putin (che il mondo lo capisca), non sono solo i nemici criminali di Teheran, Gaza, Kiev, ma di tutti e a tutti spetta fermarli.


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