TRUMP, UN VERO DISASTRO

Come era già accaduto in Vietnam ed in Afghanistan, ancora una volta gli americani hanno abbandonato precipitosamente un campo di battaglia. È stato questo che ha fatto Trump, e si rivelato un vero disastro. Sembra proprio che, in questo secondo mandato, non ne abbia azzeccata una. Ha solo insistito nello scaricare la responsabilità dei suoi fallimenti sugli alleati, li ha aggrediti definendoli incapaci, ingrati e persino parassiti. Avrebbero tradito la sua generosità e quella dell’America senza nulla restituire. È arrivato a dire, quando ha parlato della NATO, che “non c’è mai stata per gli americani quando ne hanno avuto bisogno e che per questo l’America non ci sarà in futuro”. Ma ha dimenticato, o forse non gli interessa affatto, che guida un paese che vedrà anche stanotte, come ogni altra, oltre 600.000 senzatetto dormire per strada. Un paese nel quale oltre il 40% dei suoi cittadini non può affrontare un’emergenza da 400 dollari senza chiedere un prestito. Un paese nel quale l’insulina costa più di una rata dell’auto e dove la gente deve razionarla per sopravvivere, così come deve fare con i farmaci oncologici. Un paese nel quale, per curarsi, le famiglie sono costrette a indebitarsi e dove i debiti per motivi sanitari sono la prima causa di fallimento. Un paese dove le persone possono essere uccise per strada, senza motivo apparente, da una pseudo-polizia che sembra più una milizia privata e dove le donne possono morire in un parcheggio ospedaliero solo perché i medici non le vogliono ricoverare per paura delle leggi antiaborto che impediscono loro di trattare anche un aborto spontaneo. Un paese che ha più detenuti di qualsiasi altra nazione civile. Persino più della Cina, della Russia e della Corea del Nord, che considera paesi liberticidi, solo per i loro trascorsi comunisti. Tutti paesi a cui l’America, faro di civiltà, deve “esportare la democrazia” … con le buone o con le cattive.

L’America di Trump è quella che, ad oggi, ha oltre due milioni di detenuti, dei quali un quarto non è nemmeno stato giudicato, ma che sono costretti a rimanere in carcere perché troppo poveri per potersi pagare la cauzione.

L’aspettativa di vita americana sta andando indietro, ed è l’unico caso tra i paesi sviluppati. Il tasso di mortalità infantile è peggiore di quello di Cuba e di gran parte dei paesi sudamericani.

I bambini vanno a scuola e le loro famiglie vivono nel terrore, sono infatti obbligatorie esercitazioni per affrontare non solo emergenze ambientali, ma anche le sparatorie che sono sempre più frequenti e fanno decine e decine di vittime innocenti ogni anno. È il paese dove si vendono liberamente più armi al mondo e dove i produttori di queste armi sono rappresentati e influenzano persino i governi in carica, costituendo la più ricca delle lobby. Negli Stati Uniti gli insegnanti (e non solo), per sopravvivere, sono costretti a fare almeno due lavori e dove molti veterani, di ritorno dalle tante guerre che il loro paese ha volontariamente innescato in tutto il mondo, dormono sotto i ponti per mancanza di fondi a loro destinati, nonostante il loro paese abbia speso più di mille miliardi di dollari per radere al suolo un altro paese che non lo aveva attaccato, ma al quale il suo presidente intendeva sottrarre il petrolio lì presente in abbondanza.

Un paese che ha eletto alla presidenza quello stesso Trump, condannato per stupro, protettore di pedofili e amante di pornostar sulla famosa isola di Epstein. Un presidente istigatore di insurrezioni, persino nel suo stesso paese. Un uomo che mente spudoratamente su tutto. E poi quelle assurde pretese sulla Groenlandia, della quale ha detto spudoratamente che l’America l’aveva ceduta gratuitamente, dopo la guerra e che era stata mal governata dall’Europa. Lo ha detto senza nemmeno sapere che quello che aveva definito solo un “pezzo di ghiaccio” gode di una sanità e di un’istruzione gratuita, oltre che di uno stato sociale di stampo europeo. Un paese nel quale nessuno morirà mai in una sala d’attesa perché senza una assicurazione per coprire le spese di quel ricovero.

Il presidente ha dimenticato che l’11 settembre la NATO ha attivato in favore degli USA l’Articolo 5 per la prima e unica volta nella sua storia. Ha dimenticato i soldati di decine di paesi che sono stati schierati e sono morti in Afghanistan … e poi l’esercito americano se ne è andato nel cuore della notte senza avvisare nessuno, lasciando gli alleati a fare i conti con quel disastro. Esattamente come aveva forse pensato di fare nella guerra contro l’Iran o negli altri conflitti per i quali Trump lamenta di essere stato lasciato solo. Prima di dire ancora che altri paesi hanno tradito la sua fiducia sarebbe opportuno dare finalmente un’occhiata nel cortile di casa e smettere di saccheggiare risorse di altri per arricchire solo sé stesso.   

 


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