GAZA / BEN OLTRE IL GENOCIDIO

Un’anziana di 84 anni, insegnate di musica e residente nel quartiere al-Rimal di Gaza City, è stata prima ferita da un soldato dell’esercito di Tel Aviv, poi schiacciata deliberatamente sotto un tank quando era ancora, sanguinante, in vita. Ci sono testimoni oculari, oltre ai familiari: per il governo del boia Bibi Netanyahu ‘il fatto non sussiste’, quindi nessuna scusa.

Gli episodi della brutalità più criminale sono ormai una macabra routine nella martoriata Striscia di Gaza e ora anche nel Libano meridionale, così come in Cisgiordania soprattutto da parte dei coloni illegali. Alla faccia di ogni breve tregua o finto cessate il fuoco. Il GENOCIDIO, quindi, procede verso il rush finale. E l’Europa, l’ONUe gli altri organismi internazionali al solito stanno a guardare, continuano a spalleggiare quell’esecutivo che definire nazista è quasi un eufemismo. Ai confini della realtà.

La storia dell’anziana musicista passata viva sotto un carrarmato IDF(l’esercito criminale di Tel Aviv) è stata appena raccontata, per filo e per segno, da un ottimo sito di contro-informazione, ‘SA DEFENZA’ e da‘Vatican News’: è emblematica circa il totale abbrutimento – che non ha ormai più niente di umano – delle milizie e dell’esecutivo israeliani. E, va ribadito, le poche meritorie voci di dissenso (emblematizzate dal quotidiano Haaretz) trovano ben poco spazio e risonanza, visto che anche l’ultimo sondaggio dà un 75 per cento di gradimento alla politica governativa, sceso di un paio di punti negli ultimi giorni per la momentanea sospensione (si fa per dire, come visto) dei bombardamenti contro il Libano e l’Iran. Ai confini della realtà 2.

Qualche dettaglio in più sulla fresca storia da brividi.

La 84enne musicista si chiamava Elham Farah e suonava per la Congregazione battista di Gaza; proveniva da una delle più note famiglie cristiane della zona. Si trovava nel complesso ecclesiale della Sacra Famiglia da alcune ore; poi ha deciso di far rientro nella sua piccola casa, a poca distanza. Uscita, dopo pochi passi è stata colpita alla gamba da un tiratore IDF. Si è accasciata a terra, sanguinante, urlando di dolore Per diverse ore quelli che hanno cercato di soccorrerla sono stati minacciati e allontanati dai militari israeliani, che hanno addirittura sparato contro di loro. E’ scesa la notte, è riuscita a parlare via telefonino con i parenti, “Non riesco a muovermi…”, “non mi sento più le gambe”. Alle prime luci dell’alba, agonizzante, è stata deliberatamente maciullata da un tank di passaggio.

Nessuna nota dai vertici dall’esercito-Gestapo, né tantomeno dal governo nazista di Tel Aviv. Zitti e muti, come è ritualmente accaduto per stragi e massacri di donne, anziani e soprattutto bambini.

A questo punto pare ben strano che lo stesso nazi Bibi abbia definito come “contrario ai valori ebraici” l’episodio di qualche giorno prima. Quando un altro SS griffato IDF ha profanato e distrutto a martellate una statua di Gesù.

La statua di Cristo demolita a martellate da un soldato IDF. Sopra, Elham Farah

Ecco i fatti, che stanno girando in rete per mezzo mondo (mentre è ancora oscurato il passaggio sotto il carrarmato dell’anziana musicista). Succede a Debel, una delle decine di villaggi cristiani a sud della ‘linea gialla’ appena tracciata dal governo nel Libano meridionale. L’area è totalmente preclusa al rientro dei profughi. I suoi 400 abitanti non sono andati via, nonostante i combattimenti e l’occupazione di fatto delle milizie. Resistono e cercano di difendere le poche cose rimaste.

Ma non sono riusciti a salvare, gli eroici cittadini, l’altare in legno e pietra costruito nel giardino di una casetta della periferia. Un soldato IDF ha staccato la statua di Gesù dalla Croce, l’ha scaraventata a terra e l’ha demolita a martellate, La profanazione è stata ripresa da un soddisfatto commilitone, che voleva certo tramandarla alla storia. Per fortuna l’ha intercettata un giornalista palestinese, Younis al Tirawi, che l’ha postata e il ‘mondo’ è così venuto a conoscerla. Già in passato Tirani aveva documentato e messo in rete crimini & abusi perpetrati da SS-IDF a Gaza. Ai confini della realtà 3.

Le macerie della Moschea di Bint Jbeil

Negli stessi giorni – tanto per non farsi mancar niente – a Bint Jbeil, è stata distrutta la Grande moschea risalente all’epoca romana.

E non dimentichiamo che al Patriarca Latino di Gerusalemme, il Cardinal Pierbattista Pizzaballa, il 29 marzo scorso ossia nel giorno della Domenica delle Palme, è stato impedito dalle milizie IDF l’accesso al ‘Tempio, la Basilica del Santo Sepolcro, per celebrare come ogni anno la messa.

Ai confini della realtà 4.

Ma tutto è ok, per il nostro tanto democratico, liberale e cristiano Occidente.


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