L’esaustivo elogio della satira è giornalisticamente ‘certificato’ dalla scelta dei quotidiani leader che collocano in prima pagina la vignetta dei loro autori geniali. Il privilegio di racchiudere in uno spazio minimo la sintesi di eventi “speciali” è pari alla creatività dei corsivi illuminanti racchiusi in poche, esaurienti righe. Se raccolte, come ha fatto con felice iniziativa editoriale la Repubblica, le vignette raccontano gli umori dei più avveduti osservatori di fatti e misfatti, in particolare della politica, dei politici, smascherano ipocrisie, incrinano le certezze del potere, sono la forma di libertà del pensiero non condizionato, indipendente, anticonformista. Con ironia e deformazione intelligente della realtà, mettono a nudo contraddizioni, abusi e fragilità del potere, si propongono come strumento critico capace di illuminare ciò che il linguaggio istituzionale tende a oscurare.
Da non perdere: la Repubblica rende omaggio ai narratori in forma di vignette, raccoglie il loro lavoro in agili volumi e ne fa omaggio ai lettori Già pubblicate le raccolte Altan e Bucchi, domani quelle del raffinato Biani. Lunedi, martedì e mercoledì prossimi i volumi di Forattini (antecedenti la sua sciagurata svolta a destra), di Ellekappa e il meglio di Satyricon. Segnalo di Altan: Lui: “Dobbiamo aprirci alla società civile” e lei: “”Vengono loro da noi, o andiamo noi da loro?”, ovvero i dubbi amletici della sinistra. Di Bucchi, uomo al volante intervistato: “Il ventennio non era poi tanto male…intanto c’erano molti meno fascisti di adesso”. Le citazioni sollecitano un riferimento al privilegio di arricchire i miei articoli con le graffianti vignette di Rino Schettini. Una che affianca questa riflessione sulla satira anticipa l’evento del 25 Aprile.
Scopri di più da La voce Delle Voci
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.






















