MA CHI LE CREDE…

La contabilità dell’ignobile presidenza trumpiana è talmente ampia e zeppa di varianti da richiedere la competenza di un laureato in economia e master specializzato in compilazione di bilanci. Le sue farneticazioni a sostegno di comportamenti disumani è anche l’effetto diretto, non collaterale di demenza senile, certificata dalla medicina geriatrica di eccellenza e dallo stesso tycoon, che sconnette, sparla e si macchia di crimini paragonabili solo al massacro genocida di Netanyahu. Non è segno di scompensi celebrali, ma di ossessione autoreferenziale la lucida scia di comportamenti funzionali all’estensione geopolitica del sovranismo, dell’onda tsunamica della destra che fino all’altro ieri ha allagato mezzo mondo e purtroppo anche il Bel Paese consegnato con ignominia all’arcipelago ‘ Fratelli d’Italia’, a gruppi della destra eversiva. “Yo soy Gorgia…” si è piegata in due ed è diventata socia onoraria della soggezione al carro della criminalità negazionista del diritto internazionale, supportato del massacro operato con le guerre di invasione accese per predare territori, risorse e domini economici.

La Meloni presuntuosamente illusa di assumere l’‘alto incarico’ di anello di congiunzione Usa-Europa ha corteggiato e si è lasciata corteggiare da Trump, fino al provocare la nausea di chi ha capito di assistere alla rappresentazione di una sceneggiata all’insegna del reciproco opportunismo. Il gioco perverso ha fallito con fragore inevitabile con l’aggressione all’Iran e l’altra, contestuale, di Netanyhau suo alleato ricattatore, dell’operazione di rapina del Libano. Il mondo si è liberato dell’ipnosi subita passivamente, l’America non compromessa ha decretato l’ostracismo al suo scellerato presidente, qua e là si è acquietato il vento della destra e la Meloni si è resa conto di essere a un niente dal fallimento. Non ha perso tempo. Si è fatta ingiuriare, ha reagito con un plateale tuffo carpiato alla Tania Cagnotto, con il divorzio, si è trincerata dietro una tardiva e molto poco credibile condivisione del “je crucifige” subito dall’impallinato Trump. Ma non mancano le smentite al nuovo corso dei rapporti Italia-Usa: il ministro della difesa Tajani e La Russa, alter ego della Meloni, hanno dichiarato che i rapporti storici tra Italia e Stati Uniti non possono essere incrinati da “divergenze d’opinione” e confermato “siamo sempre alleati degli Stati Uniti”.


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