GIORGIA, QUASI ALLA FRUTTA

Disperato tentativo di “Yo soy Giorgia” di sopravvivere ai giorni dell’Apocalisse che vive nel terrore di tornare borgatara della Garbatella: perde pezzi del suo regime abitato da incompetenti e soggetti alle prese con l’odiata magistratura, da ultimo il ministro Musumeci e presidenti della Sicilia. Per sviare l’attenzione negativa dell’elettorato, la signorina presidentessa chiede a Trump, amico universalmente odiato di disconoscerla ed estende l’invito a Netanyahu che non si fa pregare e si accoda al tycoon.  Ma Giorgia sottovaluta l’intelligenza ‘naturale’ degli italiani che sgamano la sua trovata, Piovono altre tegole sulla sua testolina senza casco di protezione. Deve evitarne di pesanti, da pronto soccorso: brutta aria a Palazzo Chigi, quasi più insidiosa degli strali dell’opposizione. L’agguato si sostanzia con gli effetti collaterali del caos provocato dalle guerre in corso, il rischio di recessione e certo, bordate destrutturanti per la sua traballante gestione, tensioni interne alla maggioranza. Sul futuro del melonismo incombe la minaccia dell’ingegneria in crescendo che sta progettando il protagonismo di un moderato centrismo equilibratore tra destra e sinistra. Sintomatica è l’irruzione nell’agone politico del berlusconismo risuscitato da Marina, figlia del ‘cavaliere’. Si profila con sempre maggior evidenza il rischio di uno scomodo antagonismo con Silvia Salis, empatica sindaca di Genova che ha charme e autorevolezza da leader. Ma Si consolidano anche il credito di Elly Schlein e i like per Conte. Non proprio   defilato, c’è Renzi in cabina di regia costruisce il progetto “Fine dell’era Meloni”, fa leva sulle tensioni che denuncia Forza Italia, baricentro della coalizione di governo. Il rischio, per la Meloni, è di trovarsi schiacciata tra la destra radicale e un centro e competitivo. Su tutto pesa l’incognita dei tempi che il Pd si appresta a definire per rispondere alla pressante urgenza di elaborare il programma condiviso dall’intero coagulo della sinistra e specialmente da Pd e Cinquestelle.


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