“NESSUNO LO PUÒ GIUDICARE…”. NEMMENO NOI?

Se davvero lassù, nello spazio infinito di cui sappiamo poco o nulla, il dio dei cattolici o di ogni altra religione del mondo gettasse un’occhiata alla Terra, si può star certi, dopo attenta selezione delegherebbe al più super arcangelo il mandato di impugnare un’affilata scimitarra e sfidare per un impari, non rusticano duello, la blasfemia di Trump che si è fatto immortalare come un Gesù nell’atto di risuscitare morti.

Papa Leone, in quanto rappresentante di Dio nel pianeta baciato dal sole, ha licenza di sollecitare la discesa in Terra del vendicatore divino. Il luogo dove incrociare le armi e concludere la ‘tenzone’ come avveniva un tempo con la soddisfazione totale dello sfidante: uno spiazzo nella striscia di Gaza liberato dalle macerie provocate dal disumano sodalizio Trump-Netanyahu. L’utopica proposta origina dall’ultimo scempio aggressivo del presidente psicopatico Usa che il cardinale Zuppi, poi con autorevole determinazione il Papa, hanno praticamente scomunicato. Ma la nostra anche se generosità democratica apre una parentesi anche se non totalmente assolutoria dell’antipapa ‘americano’.

Sul testone biondo da camomilla del tycoon grava il carico di bastonate ‘irrispettose’ ed è fallimentare il bilancio di promesse e minacce erga omnes: esecrata la complicità con il genocida Netanyhau, da  suicidio la velleità sfumata di annettere mezzo mondo, odiata la rapina dei dazi, condannata universalmente la violenza assassina della polizia personale, controproducenti gli insulti all’Europa, a  intellettuali, artisti americani e non dissidenti, da manicomio criminale la guerra all’Iran, clamoroso boomerang l’intrusione pre elettorale pro Orban e il conseguente discredito e da ultimo l’errore fatale di offendere un capo di Stato,  sommo leader religioso qual è Papa Leone. Ecco le possibili attenuanti per rendere meno devastante il verdetto sulla scelleratezza di Trump e ne manca una, la più accettabile. Quella testa sovrastata da un ciuffo posticcio di colore innaturale di Trump denuncia significative lacune intellettive, vistosi vulnus della materia grigia. Allora inversione di rotta da suggerire al pontefice: perdono cattolico per un “povero Cristo” e comunque foglio di via per gli Inferi danteschi.


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