DONALD TRUMP 2 / DALL’ATOMICA ALLA RESA TOTALE A TEHERAN – TUTTO IN UNA NOTTE

La Montagna dell’Imperatore di mezzo mondo, al secolo Donald Trump, non è stata in grado di partorire neanche il più rachitico dei topolini. Anzi, dopo le epiche minacce delle ultime ore per distruggere la civiltà iraniana e farli ritornare all’era della pietra, ha accettato la proposta di tregua per 2 settimane elaborata dal Pakistan (su input della Cina) e definito PRATICABILE la proposta di Teheran in 10 punti che sancirebbero una trionfale vittoria per il governo iraniano, dato per morto e sepolto fino a qualche ora fa.

Folla in festa a Teheran dopo il ritiro dell’ultimatum

Incredibile ma vero.

La storia del mondo tutta in una notta: neanche, nel giro di un paio d’ore.

Ricostruiamo per sommi capi lo scenario che più fantapolitico non si può.

Tutti sappiamo dell’Ultimatum alla Terra (ricordate in mitico film?) scagliato dal Tycoon: se l’Iran non riapre immediatamente e senza alcuna condizione lo Stretto di Hormuz, entro la notte di martedì (le 2 ora italiana) la sua devastante furia si scatenerà sull’Iran, in modo dirompente e finale. Tutti hanno subito pensato all’atomica, of course: perché per far sparire in un baleno un intero Paese ci vuole solo una testata nucleare.

E stanotte, in mezzo mondo, la gente ha letteralmente fatto il countdown: il classico meno 10,9, 8….

Lo Stretto di Hormuz

Non è successo niente. Anzi, è successo letteralmente di tutto.

All’1 (di notte per noi), cioè 60 minuti prima dell’ora fatale, ‘The Donald’ ha postato sul suo social ‘Truth’ due lunghi messaggi, che paiono scritti da Bunny, il celebre coniglio disneyano dei cartoons.

Ma prima vogliamo proporvi gli ormai famosi 10 punti inviati un paio d’ore prima dai vertici iraniani alla Casa Bianca. Leggere per credere. Di una chiarezza e semplicità disarmanti.

  • Revoca totale delle sanzioni primarie e secondarie degli Stati Uniti contro l’Iran (in vigore da decenni, ndr)
  • Rilascio dei fondi iraniani congelati
  • Ritiro delle truppe statunitensi dal Medio Oriente
  • Fine degli attacchi contro l’Iran e i suoi alleati
  • Conclusione definitiva della guerra
  • Stop alle operazioni israeliane in Libano
  • Risoluzione vincolante del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite
  • Controllo iraniano dello Stretto di Hormuz
  • Garanzia di libero passaggio delle navi sotto supervisione dell’Iran

10) Possibilità di imporre pedaggi per il passaggio delle navi (fino a 2 milioni di dollari, ndr), per finanziare la ricostruzione in Iran

Eccoci ai due già ‘storici’ messaggi presidenziali.

Asim Munir

Sulla base delle conversazioni avute con il primo ministro Shehbaz Sharip e il Maresciallo di Campo (è in realtà il capo di Stato Maggiore dell’esercito, ndr) Asim Minir del Pakistan, e nelle quali mi è stato chiesto di sospendere l’invio di forze distruttive in Iran previsto per questa sera, e a condizione che la Repubblica Islamica dell’Iran acconsenta alla riapertura completa, immediata e sicura dello Stretto di Hormuz, acconsento a sospendere i bombardamenti e gli attacchi contro l’Iran per due settimane. Si tratterà di un cessate il fuoco bilaterale! Il motivo di questa decisione è che abbiamo già raggiunto tutti gli obiettivi militari e siamo a buon punto con un accordo definitivo riguardante la pace a lungo termine con l’Iran e la pace in Medio Oriente”.

Passiamo al secondo: “Abbiamo ricevuto una proposta in 10 punti dall’Iran e riteniamo sia una base praticabile su cui negoziare. Quasi tutti i vari punti della controversia passata sono stati concordati tra gli Stati Uniti e l’Iran, ma un periodo di 2 settimane consentirà di finalizzare e portare a compimento l’accordo. A nome degli Stati Uniti d’America, in qualità di Presidente, e anche in rappresentanza dei Paesi arabi del Medio Oriente, è un onore vedere questo problema di lunga data vicino alla risoluzione. Grazie per l’attenzione che ci avete dedicato!”.

Non resta che trasecolare. Esiste forse un gemello siamese di Trump, oppure un clone od altro che si alternano alla Casa Bianca? Oltre ad uno psichiatra, quindi, andranno presto chiesti lumi ad un genetista di grido.

Non è finita qui. Perché nel giro di alcuni minuti è arrivato anche il commento firmato dal boia di Tel Aviv Bibi Netanyahu. Anche in questo caso si tratta con tutta probabilità di un clone.

Il quale così scrive: “Israele sostiene la decisione del presidente Trump di sospendere gli attacchi contro l’Iran per 2 settimane, a condizione che l’Iran riapra immediatamente lo Stretto e cessi ogni attacco contro gli Stati Uniti, Israele e i Paesi della regione. Israele sostiene l’impegno degli Stati Uniti volto a garantire che l’Iran non rappresenti più una minaccia nucleare, missilistica e terroristica per l’America, Israele, i vicini paesi arabi e il mondo intero. Gli Stati Uniti hanno comunicato ad Israele il proprio impegno a raggiungere questi obiettivi condivisi da Stati Uniti, Israele e alleati regionali di Israele nei prossimi negoziati. Il cessate il fuoco di 2 settimane non include il Libano”.

Il clone di Bibi, in soldoni, torna in versione nazi solo sul fronte della guerra contro il Libano.

Senza parole. Solo per dire che i negoziati cominciano nella capitale del Pakistan, Islamabad, a spron battuto, addirittura venerdì prossimo, il 10 aprile.

Islamabad

A ottima ragione nelle piazze di Teheran la popolazione è scesa tutta per manifestare la propria incontenibile gioia per la schiacciante, imprevista e imprevedibile vittoria contro le due superpotenze criminali della Terra, Stati Uniti e Israele.

Un solo, piccolo Davide stravince contro 2 Golia.

E tutto successe allora nella valle di Elah, a una ventina di chilometri da Gerusalemme…

P.S. A proposito, se vi riesce di trovare e vedere ‘Nella Valle di Elah’, forse il più bel film contro la guerra senza mostrare una sola immagine di guerra, diretto da Paul Haggis e interpretato dai magnifici Tommy Lee Jones e Charlize Theron.


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