“POI DICE CHE UNO SI BUTTA A SINISTRA”

Disperatamente depressi, riflessi dallo specchio con il muso lungo per la consapevolezza di soffrire la patologia priva di antidoti del ‘complesso d’inferiorità’ e Giorgia, priva di alternative, costretta a elevare Sangiuliano al rango di numero uno della cultura di destra. Il prescelto, di là dal gossip della relazione politicamente scorretta con la Boccia, incappò in una serie di gaffe frutto di incultura. La più eclatante: Dante? Il sommo poeta era “Uno dei nostri, fondatore del pensiero di destra in Italia”.  Premio Strega 2023, Sangiuliano, elettore number one: “Ho votato i libri, ora proverò a leggerli” e Geppi Cucciari lo sputtana. Napoli celebra i suoi 2.500 anni di vita e lui: “Il Consiglio dei ministri vara il Comitato per celebrare due secoli e mezzo di Napoli”. In realtà, si tratta di 2500 anni, non di 250 e su “X” è replica del colossale errore. Sangiuliano storico: “Colombo voleva raggiungere le Indie circumnavigando la Terra sulla base delle teorie di Galileo Galilei”. Lo sentenzia parlando della scoperta dell’America avvenuta nel 1492, settanta anni prima della nascita di Galileo Galilei! Sangiuliano toponomastico confonde Londra con New York. “Se pensiamo a Parigi, pensiamo agli Champs-Élysées e all’Arco del Trionfo, se pensiamo a Londra pensiamo a Times Square”. Peccato, quest’ultima si trovi a New York. Marcello Veneziani, intellettuale di destra: “La cultura di destra vive a disagio nell’epoca dell’individualismo di massa; non ha una vocazione politica, anzi è tendenzialmente impolitica, e i suoi temi spirituali, le sue opere, hanno poca udienza nel tempo del primato globale della tecnica e della finanza”.

Michele Serra sulla repressione vendicativa del melonismo in tema di distribuzione dei fondi pubblici al cinema: “Bocciati Bertolucci, Archibugi, un film su Regeni in favore della fantomatica identità culturale italiana, ovvero di becero provincialismo. Finanzieranno film sullo stoccafisso e le fettuccine?  Ci si è chiesti il perché dell’accanimento pro direttrice Veneziani contestatissima (amica della premier!) degli innumerevoli flop di conduttori televisivi Rai (benemeriti fratelli d’Italia) del consistente presenzialismo di cantanti interessatamente schierati a destra (il redivivo Povia, Al Bano, la Zanicchi, Gigi d’Alessio, Anna Tatangelo, Enrico Ruggeri, Fausto Leali, Marco Masini, Max Pezzali, Laura Pasini, che ha rifiutato di cantare ‘Bella ciao’)? Tutti in quota della destra.  Come Pino Insegno e Pier Francesco Pingitore, Flavia Vento, Serena Grandi, Jerry Calà, Massimo Boldi, i registi Luca Barbareschi e Renzo Martinelli, Diaco, conduttore di “BellaMà, Salvo Sottile di Far West, Nunzia De Girolamo, Hoara Borselli, Laura Tecce e Vespa, guru immarcescibile di Rai 1. Se questo è il gotha melonista è assolutamente attendibile la previsione di un peggioramento del complesso d’inferiorità della destra e corre voce che Renato Zero intenda disconoscere il suo “Viva la Rai”.


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