Ormai non c’è più un argine né alcun limite alla follia del Nuovo Imperatore del Mondo (o almeno di una metà), alias Donald Trump.
Il culmine è stato toccato in piena Pasqua di Resurrezione, la quale purtroppo ha partorito un vero e proprio mostro, uno di quelli tipici degli horror movie, a sette teste e cento tentacoli pronti a vomitar fuoco a getto continuo.
Nelle ultime ore ne ha davvero vomitate di tutti i colori, parole mai pronunciate da alcun presidente nella storia del mondo moderno. A questo punto il paragone con Hitler diventa inevitabile, anche se la sagoma di Adolf è molto più somigliante a quella del premier boia di Tel Aviv Bibi Netanyahu: vera guerra fra titani.
Poche ore fa si è scatenato sul social personale ‘Truth’.
Tanto per far capire l’aria che tira, in perfetto stile british: “Aprite il fottuto Stretto, pazzi bastardi, o vivrete nell’inferno!”.
Pochi minuti dopo si è certo detto, ‘ma che vivete e vivete, dovete morire tutti, fino all’ultimo lurido iraniano!”.
E per questo ha sganciato la ‘bomba’. “Un’intera civiltà morirà stanotte (la notte di martedì, ndr), non potrà mai più essere riportata in vita; non voglio che accada, ma probabilmente succederà”.
S’é scatenato subito il finimondo, via social e non solo. E tutti con il fiato sospeso: ha deciso, Donald ‘O Pazzo, di sganciare l’atomica su Teheran? Un’altra Hiroshima?
Guarda caso, nel suo intervento alla Camera, il nostro ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha agitato proprio il fantasma degli olocausti nucleari di Hiroshima e Nagasaki.
E pensare che un paio di giorni fa, nel corso di una conferenza stampa, il Tycoon non aveva usato alcuna delle due armi odierne, un misto di volgarità e follia bellicista e distruttiva, ma ha blaterato poche e sconnesse parole, rivelando ancor più uno stato patologico di totale dissociazione mentale.
Ad una cronista, infatti, che gli ha chiesto in modo chiaro e netto, “La guerra sta finendo o si sta intensificando?”, lui ha farfugliato, “Non posso dirtelo, non lo so. Dipende da quello che faranno loro, è un periodo molto critico”. Parole, di tutta evidenza, senza alcun senso, antitetiche rispetto a quelle roboanti successive. Un Dottor Stranamore in versione tripla?
Passiamo agli ultimi siluramenti in campo militare, una vera strage di alti generali. Per licenziare chi osa dissentire un minimo dalla sua linea e piazzarci al posto degli yes manpluristellati e genuflessi al suo Verbo.
Nel giro di meno di due mesi un vero tsunami. Cominciato a febbraio con la destituzione del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Charlie ‘CQ’ Brown, sostituito con Dan Caine, un fedelissimo.
Sono seguiti, a raffica, cambi ai vertici della Marina militare, della Guardia Costiera, del Vice Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, di un ammiraglio della Marina assegnato alla NATO, e di ben tre importanti giuristi militari. E anche ai vertici della National Security Agency (NSA).
Passiamo agli ultimi di marzo, in clima pasquale. Uovo con sorpresa molto amara per il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito congiunto, Randy George, appena 61 anni ma già veterano di guerra in Iraq e in Afghanistan. Ciò vuol dire che nel giro di un mese esatto il Tycoon ha tagliato i due vertici assoluti delle Forze Armate a stelle e strisce, vale a dire prima Brown e poi George.
E’ bastata una laconicissima nota del portavoce del Pentagono, Sean Parnell, per liquidarlo: “George si ritirerà dal suo incarico con effetto immediato”. Aveva osato avanzare qualche dubbio sull’operazione in Iran, kaput. L’Altrettanto laconica motivazione fornita da Segretario della Guerra (prima Difesa) Usa, Pete Hegseth: “Ci vuole al suo posto un trumpiano di ferro”. Chiaro?
Il draconiano repulisti non è ancora finito. Perché sono saltate anche le teste di David Hodre, responsabile del Comando per le trasformazioni e l’addestramento dell’Esercito; e perfino quella di William Green junior, a capo del Corpo dei cappellani militari!
Non possiamo poi dimenticare un’altra testa da novanta segata: quella del Ministro della Giustizia Pam Bondi, una fedelissima del Presidente, accusata di aver gestito male il bollente caso Epstein e l’uscita prima a singhiozzo e poi a valanga delle esplosive mail, migliaia e migliaia, capaci di provocare un vero tsunami politico (e non solo) a livello internazionale.
‘Napocalisse, avrebbe colorito il nostro Enrico Montesano.
E stavolta siamo davvero a un passo da quella Apocalisse…
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