ILLECITO STOP

È la normalità: chi rompe paga, chi reca un danno economico a chicchessia deve risarcirlo e figuriamoci se ne è responsabile chi investito nel ruolo di ministro fa danni alla collettività e deve risponderne per il principio universalmente riconosciuto della legge uguale per tutti. Dunque, chi deve accollarsi l’onere di risarcire (e non è il primo caso) la nave ONG ‘Ionio’ che ha salvato la vita di uomini, donne, bambini, anche di un neonato nel Mare Nostrum sepolcro di migranti? Il Tribunale di Trapani ha bocciato il decreto Piantedosi, del regime di Palazzo Chigi e ha imposto che paghi le spese legali sostenute dalla nave: il fermo amministrativo è stato giudicato illegittimo. Il decreto del ministro degli interni, in questi giorni alle prese con la vicenda della sua relazione extraconiugale, è stato disapplicato più di una volta. Lo pagheremo noi, indirettamente, con soldi sottratti al budget della Giustizia? E la Meloni, di ritorno dalla furbizia di una missione-propaganda africana in cerca di petrolio e gas, che l’ha tenuta lontana dal disastro del governo in bilico, pensa forse che anche dietro questo scabroso episodio si nasconda l’intervento di una ‘manina’ per danneggiare il governo con la complicità della magistratura? Chi le crede se ormai è additata come bugiarda seriale? Per concludere la cronaca del Piantedosi combina-guai è perfetta l’accusa “continua a far danni”. Si dice che gongoli Salvini, che si fa strada la mal nascosta ambizione di disarcionare l’extraconiugale rivale per tornare ministro degli Interni. Il ‘caso’ della nave ‘Ionio’: salvò 69 persone e fece rotta verso l’Italia sottraendo il gommone alla Libia, Paese non sicuro che non ha ratificato la “Convenzione di Ginevra del 1951 sui rifugiati”: ingiustificato il fermo della Ong e il tribunale lo ha annullato. È la terza condanna dell’esecutivo Meloni e di Piantedosi, altri due processi sono in corso, in sospeso è la richiesta di dimissioni del ministro avanzata dalla ONG e figuriamoci se la stressata presidentessa del consiglio vi darà seguito, nonostante Palazzo Chigi sia protagonista dell’inedito “licenziamenti” salva governo.


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