COSE DI CASA NOSTRA

[Ne ho consapevolezza, definire noia e disinteresse il racconto del calcio italiano in pieno default scandalizzerà i contagiati che patiscono la pandemia generata dal virus della nazionale emarginata dal gotha delle ‘big’. Ma fa niente, continuo a pensare che l’ossessione mediatica permanente nel raccontare lo sport più popolare, ricco e coinvolgente occupi una posizione dominate del capitolo “distrazione di massa”. Liquido in un rigo lo strascico del fallimentare tentativo di prenotare il volo degli azzurri per i mondiali negli Usa: dopo Gravina e Buffon ha dichiarato forfeit anche Rino Gattuso. Stop].

Oggi, ben altra attenzione richiedono il mondo preda di criminali come Trump, Putin, Netanyahu e, nonostante l’imparagonabile dimensione locale, il disumano disastro dell’Istituto romano Sant’Alessio, sotto controllo pubblico, trasformato di recente dalla Regione in Azienda di Servizi alla Persona, specializzato nella cura delle disabilità visive. Sono in evidenza le dimissioni del direttore Massimo Canu (nella foto), in quota Fratelli d’Italia, travolto dalle critiche dei genitori di piccoli utenti e dei lavoratori dell’ente. Canu ha rifiutato di rispondere alle domande di Fanpage relative all’inchiesta che ha ricostruito la cattiva gestione amministrativa del passato e i tagli del presente che pagano come sempre i ‘fragili’. Il Sant’Alessio è considerato un punto di riferimento, nel Lazio e non solo, per l’assistenza delle persone cieche o ipovedenti, per i bambini che devono imparare a convivere con la disabilità visiva, per giovani e adulti bisognosi di autonomia e anziani vittime di perdita della vista. Offre percorsi di terapia e riabilitazione personalizzati. I genitori dei piccoli pazienti denunciano il progressivo impoverimento dei servizi di cura e terapia offerti dall’ente in coincidenza con l’arrivo alla guida operativa dell’istituto dello psicoterapeuta Massimo Canu di chiara connotazione politica. È uno dei fondatori di Fratelli d’Italia, responsabile delle Politiche Sociali del partito, consulente del governo Meloni per le politiche antidroga. e marito della viceministra del Lavoro meloniana, Teresa Bellucci. In passato l’assistenza ai non vedenti era d’eccellenza, ma l’amministrazione finanziaria dell’istituto ha accumulato debiti e bilanci in rosso, nonostante i contributi erogati dalla Regione Lazio e l’imponente patrimonio immobiliare di oltre 200 milioni. Utenti e lavoratori dell’istituto sostengono che Canu per risparmiare ha deciso di tagliare drasticamente quantità e qualità dei servizi offerti dall’azienda pubblica. Sono peggiorate le condizioni retributive e di lavoro, si è verificato l’allontanamento di venti stimati sanitari: neuropsichiatri, assistenti sociali, oculisti, alcuni mai sostituiti. Continuo, deleterio è il turnover di addetti poco preparati alla riabilitazione di bambini ciechi o ipovedenti. Stop delle terapie in corso e conseguenze: gli ingressi di nuovi bambini sono quasi del tutto bloccati, le liste d’attesa si ingrossano, accoglienza deteriorata. C’è di più, molto di più. Disfunzioni di ogni tipo e conseguenze: attività collaterali eliminate o sospese, ad esempio l’ausilioteca, dove i piccoli utenti potevano provare e sperimentare i materiali didattici e tutti gli strumenti necessari ad affrontare la propria disabilità. Stop delle attività ricreative e sportive nel parco dell’istituto.  A latere: una dirigente ha ottenuto una consulenza da 20mila euro con il ministero della Disabilità, direttamente dalla presidenza del Consiglio. Di recente era in prima fila a manifestazioni per sostenere il Sì al referendum organizzate dalla viceministra Bellucci, moglie del direttore del Sant’Alessio. Insomma, emergono e sono contestati incarichi, consulenze e nomine, mentre si riducono i servizi essenziali, il personale qualificato viene mandato via, gli anziani versano in condizione molto lontane dalla dovuta dignità e la cura dei bambini disabili passa è trascurata.  Ovvero, una logica ben lontana dall’interesse pubblico. Con le dimissioni di Canu, famiglie e lavoratori del Sant’Alessio sperano di voltare pagina.Tanto altro, puntualmente dettagliato da Fanpage.


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