VATICANO / LE CHIAVI DELLO IOR ALL’EX CEO DEI ROTHSCHILD

Golpe bianco in Vaticano.

Le chiavi dellIstituto per le Opere Religiose (IOR) sono state appena affidate alle cure di uno dei più grossi finanzieri europei, FRANCOIS PAULY, un pedigree di mezzo chilometro nel palazzi del Potere e – ciliegina sulla torta – un biennio al vertice del potentissimo gruppo ‘EDMOND DE ROTHSCHILD’, il cui nome fa capolino per ben 12 mila volte nei bollenti Epstein files.

A quanto pare la sempre potente banca vaticana ingrana con decisione la marcia indietro, tornando ai tempi della famigerata gestione Marcinkus.

Tutto ciò fa indignare non poco l’area vaticana progressista, ‘sinodale’, e rischia seriamente di spaccare a metà la Santa Sede. Chi l’avrebbe mai detto, a poco più di un anno dall’insediamento pontificio del mite e pacioso amerikano Prevost, che ora mostra le unghie di un vero Leone!

Notizie di un peso davvero ‘storico’, eppure fino a questo momento totalmente oscurate dai grandi media, sempre più cloroformizzati e genuflessi al Potere.

Ma partiamo dalle news.

 

PREVOST TRA VIP A MONACO, PIZZABALLA A GAZA CON GLI ULTIMI

Appena due giorni fa le autorità naziste di Tel Aviv hanno impedito al patriarca di Gerusalemme dei Latini, il cardinal Pierbattista Pizzaballa, di celebrare il rito della Domenica delle Palme a Gaza.

Papa Leone con i sovrani del Principato di Monaco

Un autentico oltraggio per i cristiani di tutto il mondo, un atto comunque perfettamente in linea con il Genocidio del popolo palestinese ordinato dal boia di Tel Aviv Bibi Netanyahu.

Avete udito parole significative pronunciate dal nostro leonino pontefice? Niente al di là della solita retorica e frasi che più scontate non si può, perfino lette, frasi che possono essere di certo meglio confezionate via intelligenza artificiale.

Del resto, Prevost era appena reduce dal faticoso viaggio nel Principato di Monaco, dove i fortunati cittadini hanno il più alto reddito al mondo! Ma fra tutti i paesi dove andare, non potevano i consiglieri papalini scegliere un meta meno indecente? Come dire: pensiamo ai super ricchi, ai Nababbi; i poveri, gli ultimi possono sempre rimanere ultimi.

E pensare che Pizzaballa è stato a lungo tra i candidati per la successione al sempre più rimpianto Bergoglio. Il segno, invece, che gli Stati Uniti vogliono essere sempre più i Padroni del Mondo: della Terra e anche del Cielo…

Ma veniamo alla notizia bomba.

 

SBARCA IN VATICANO IL SUPER CEO ROTHSCHILD

Il cardinale Pierbattista Pizzaballa in Terra Santa

E’ appena trapelato dagli ambienti vaticani che lo IOR verrà guidato dal finanziere lussemburghese FRANCOIS PAULY, che prende il posto di Jean Baptiste Douville de Franssu. Il passaggio delle consegne avverrà tra un mese esatto, fine aprile. Il 28 aprile, infatti, si siederà sulla poltrona di numero uno del Consiglio di Sorveglianza dello IOR; nella stessa occasione verrà approvata la relazione finanziaria per l’esercizio 2025.

La successione – spiegano i vaticanisti – viene presa di comune accordo tra lo stesso Consiglio di Sicurezze e la Commissione dei Cardinali, finalizzata a garantire la continuità nella governance dell’Istituto.

Difficile, in questa situazione, parlare di continuità, quando è evidente una nettissima discontinuità. A questo punto sarebbe interessante sapere se il voto è stato unanime oppure – come molto probabile – no.

Per la precisione, la prima proposta formale circa il nome del successore è stata presentata dal Consiglio il 12 dicembre scorso, ed approvata in totale segretezza il 28 gennaio, dopo il summit congiunto.

Adesso veniamo al clou. Chi è veramente Pauli?

Nasce nel 1964 a città del Lussemburgo e dopo gli studi universitari fa il suo ingresso nel mondo della finanza da una delle porte principali, il gruppo DEXIA. Nel 2001 viene nominato subito direttore della comunicazione e del marketing. Quindi passa a guidare il ‘Retail Banking’; poi nel 2003 diventa direttore del Private Banking per Dexia Lussemburgo, e fino al 2004 incarichi anche in Italia e – vedi il destino – nel principato di Monaco: da un granducato a un principato…

A giugno 2004 un’altra direzione generale, stavolta presso la banca privata ‘Sal.Oppenheim’; quindi anche direttore e membro del CdA delle filiali svizzera, austriaca e tedesca.

A settembre 2011 ennesima direzione, stavolta del comitato di gestione, alla Banca Internazionale in Lussemburgo (BIL). Vi rimane fino al 2016 e contemporaneamente è anche al vertice di ‘Luxair’.

Edmond de Rothschild

Il gran volo è di 10 anni fa esatti: nel 2016, è nominato vice presidente e membro del CdA della filiale lussenburghese del gruppo Edmond de Rothschild; pochi mesi dopo è anche presidente del comitato di audit e rischio della filiale svizzera del gruppo.

Un’ascesa ormai irresistibile, coronata a giugno 2021, quando diventa CEO di tutto il gruppo, il massimo. Due anni alla grande, nel corso dei quali le sue competenze si sono allargate in mezzo mondo: dal Regno Unito fino ad Israele, con una capatina nella solito principato di Monaco. Il periodo in cui ha guidato con mano salda il gruppo è stato uno dei più difficili, in seguito alla morte di Edmond: eppure, è riuscito ad aumentare in modo sensibile il volume d’affari e ad accrescere in modo altrettanto deciso il numero degli asset controllati. La sua uscita avviene a fine 2023.

Ha avuto anche il tempo per occupare la poltrona di presidente del gruppo mediatico ‘Sain-Paul Luxembourg’, tanto per una botta d’allegria.

E adesso è presidente del grosso gruppo assicurativo ‘La Luxembourgoise’.

Che lascia tra pochi giorni per entrare a vele spiegate in Vaticano.

Scorriamo subito – per capire l’aria che tira – una nota diramata proprio da un sito vicino alla Santa Sede, ‘InfoVaticano’: “La scelta di un direttore strettamente legato ai circoli della grande banca privata – e in particolare all’ambiente Rothschild – mette in evidenza il crescente peso di profili tecnocratici nella gestione economica della Santa Sede. In un ambito in cui le decisioni vengono prese in circoli ristretti e altamente specializzati, ci si può chiedere fino a che punto questi incarichi rispondano realmente a criteri di apertura o partecipazione. Almeno nel governo della banca vaticana, la tanto invocata ‘sinodalità’ sembra non aver ancora trovato il suo spazio. Quando sono in gioco il potere, il denaro e la reputazione internazionale, continuano a prevalere i criteri classici di governo – gerarchici, selettivi e tecnocratici – molto lontani dalla logica sinodale”.

Parole che pesano come macigni, e danno perfettamente l’idea di una epica frattura all’interno delle mura vaticane.

Che già conosce come le sue tasche, Pauly. Visto che, pur nel tourbillon di incarichi & poltrone, ha fatto capolino nel consiglio d’amministrazione del Fondo Pensioni del Vaticano dal 2017 al 2021. Inoltre ha sempre mantenuto e mantiene proficue relazioni con la chiesa nel suo paese d’origine; fa infatti parte della Commissione per gli Affari Economici dell’Arcidiocesi di Lussemburgo, un tassello chiave – secondo gli addetti ai lavori – nella gestione patrimoniale ecclesiale in Granducato.

Attualmente lo IOR intrattiene relazioni finanziarie con oltre 35 banche corrispondenti e fornisce servizi a più di 12 mila clienti sparsi in tutto il mondo, ovviamente incluse le istituzioni della Santa Sede e di tutti gli organismi legati alla Chiesa.

 

LE CONNECTION EPSTEIN-ROTHSCHILD

Finiamo il tour dettagliando meglio i rapporti intercorsi tra il super faccendiere e trafficante di minorenni, Jeffrey Epstein, e il gruppo Rothschild.

Jeffrey Epstein

Per anni il pedofilo miliardario ha lavorato non solo per il Mossad, ma anche per rappresentare nel mondo gli interessi della super dinasty. E ne ha tratto una serie di benefici, non solo diretti sotto il profilo economico, ma come conoscenze, relazioni, legami tutti finalizzati a nuovi business e a nuovo Potere.

Il suo punto di riferimento è sempre stata Ariane de Rothschild, con la quale sono intercorsi negli anni d’oro (tra il 2010 e il 2016) centinaia di mail e messaggi; e si sono anche svolti almeno una dozzina di incontri (alcuni anche dopo l’ordine di arresto a suo carico).

Ad ottobre 2015 il ‘Southern Trust Company Inc’, presieduto dal super faccendiere e con sede nelle Isole Vergini, ha stipulato un contratto da 25 milioni di dollari con la ‘Edmond de Rothschild Holdings S.A.’.

Non poco significativo uno dei messaggini inviati a lady Ariane nel 2014, appena andato in scena il golpe di piazza Maidan, a Kiev: “Il colpo di Stato in Ucraina potrebbe offrire molte opportunità”.

Aveva davvero un gran fiuto, mister Epstein…

P.S. La Voce ha pubblicato molti pezzi sul caso Epstein e sul gruppo Rothschild. Basta andare alla casella CERCA che si trova in alto a destra della nostra home page e digitare JEFFREY EPSTEIN e ROTHSCHILD per ritrovarli. Eccone comunque un paio. E’ del 15 febbraio 2026 

BOMBA EPSTEIN / IL CASO VA RIAPERTO: FU “SUICIDATO”. ANZI, STRANGOLATO

E del 13 maggio 2023

GIALLO EPSTEIN / IL MISTERO DEGLI INCONTRI CON IL CAPO CIA WILLIAM BURNS E LA SUPERBANCHIERA ARIANE DE ROTHSCHILD


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