LA REPUBBLICA / VA IN GRECIA A PREZZI DI SALDO

Un autentico, gigantesco saldo.

E’ il prezzo di vendita per il 100 per cento del gruppo GEDI, con la perla di ‘Repubblica’. Sapete qual è? 110 milioni di euro: quanto costa, sull’attuale mercato pallonaro, un calciatore di ottimo livello, neanche un campione.

A mettere a segno il colpo è la dinasty di ex armatori e oggi super editori greci Kyriakou, in sella ad ‘ANTENNA GROUP’. A svendere (anche un pezzo di storia editoriale e non solo del nostro Paese) EXXOR, la cassaforte di casa Agnelli che dopo cent’anni abbandona l’editoria.

Un diverso destino per ‘la Stampa’, lo storico quotidiano torinese che finisce nella rete del gruppo SAE, nato 6 anni fa proprio con l’intento di far incetta di testate locali, in primis quelle griffate Gedi.

Eugenio Scalfari. Sopra, Theodore Kyriakou e John Elkann

Vediamo, più in dettaglio, le tessere del mosaico: praticamente passate quasi sotto silenzio, oscurate dagli altri media e apparentemente snobbate dalla politica. A protestare è solo il comitato di redazione della testata fondata da Eugenio Scalfari, una voce praticamente nel deserto.

Largamente preannunciato – se ne parlava da mesi – il blitz va a segno  il secondo giorno del referendum, lo scorso lunedì 24 marzo. A segnalare l’anomalia è proprio il CdR, che così scrive in una nota: “Exor comunica la cessione proprio nelle ore in cui i giornalisti sono impegnati nel lavoro per raccontare la vittoria del NO al referendum. Scegliere un giorno del genere è la finale mancanza di rispetto verso il giornale dell’ormai ex editore di Repubblica. Non lo rimpiangeremo affatto”. Ma la redazione – viene aggiunto “continuerà a battersi, ricorrendo a qualsiasi strumento di lotta”.

Comincia proprio bene l’avventura ellenica, a bordo un comandante di stretta osservanza trumpiana, Theodore Kyriakou.

Tracciamone subito un breve profilo.

Cinquantaduenne, s’è laureato alla prestigiosa ‘Georgetown University’, l’ateneo più gettonato dai conservatori americani e non solo. Fa parte del prestigioso board dell’altrettanto ultraconservatore think tank a stelle e strisce ‘ATLANTIC COUNCIL’.

Con i fratelli Xenophon e Athina ha ereditato l’impero fondato dal padre Minos, il quale fece fortuna come armatore per poi dar la scalata all’editoria nel 1988, a bordo della sua prima stazione radiofonica Antenna FM, cui fece seguito l’anno dopo la prima Antenna TV. Man mano un acquisto dopo l’altro, fino ad un totale di ben 37 canali sparsi in mezzo mondo, 22 nazioni tra Europa, Nord America e Australia. Aveva la vista molto lunga, il patriarca Minos, che infatti fu i primi ad investire nei gioielli social Facebook, Twitter e Spotify.

Oggi i tre figli si dividono equamente, con un 33 per cento a testa, le quote della holding lussemburghese di famiglia ‘K Group’, in sella a ‘Praxi Global Investment’, ‘Altavista Global Holdings’ e ‘Globecast Holdings’.

Eccoci al primo incontro ‘fatale’ fra Theodore Kiriakou e John Elkan. Tutto avviene, a maggio 2025, sotto la protettiva ala del Nuovo Imperatore del Mondo, al secolo Donald Trump. Dal 12 al 16 maggio, infatti, si svolse la prima visita ufficiale del Tycoon negli Stati del Golfo Persico, con la benedizione del principe saudita Mohammed bin Salman. Alla super kermesse presero parte tutte le star mondiali delle imprese: da Elon Musk a Marc Zuckerberg, ai vertici di Amazon, Nvidia, Open Ai, Boeing e via macinando miliardi di dollari.  Fu una grande chance per mettere a segno big business: ad esempio, bin Salman decise di comprare il 30 per cento delle azioni di ‘Antenne Greece’; e fu l’occasione di cominciare a parlare della vendita di Gedi.

Mario Orfeo

Gedi che porta in dote non solo ‘La Repubblica’ ma una sfilza di altre testate e canali radio: come HuffPost Italia, Limes, la storica concessionaria pubblicitaria ‘Manzoni’; poi RadioDeejay e RadioCapital. Lady Mirja Cartia D’Asero sarà il nuovo Ceo dell’ex impero Gedi, mentre Mario Orfeo – ottimo per tutte le stagioni – è confermato come direttore di Repubblica.

Da maggio 2025 a maggio 2026 il passo è breve ed eccoci ad un altro sfarzoso, epocale evento. Si tratta dell’‘EUROPE-GULF FORUM’ che a breve verrà ospitato da Antenne Groupe ed organizzato in collaborazione con Atlantic Council. L’evento – secondo i promotori – “nasce con l’obiettivo i creare una piattaforma stabile di confronto tra Europa e Paesi del Golfo, due aree centrali negli equilibri geopolitici e nelle dinamiche internazionali di investimento”.

E’ stato annunciato qualche mese fa a New York, alla presenza, tra gli altri, dei vertici del Qatar e del primo ministro greco Mitsotakis; in video-collegamento – va rammentato – c’era la nostra premier Giorgia Meloni.

Alberto Leonardis

Ma ecco l’immancabile ciliegina sulla torta. L’epico evento potrà godere di un Senior Advisor d’eccezione: nientemeno che l’ex premier britannico Tony Blair, tra i più accesi promotori – con Trump – dell’altrettanto epico ‘BOARD of PEACE’ per Gaza, sparito dalla ribalta delle cronache per via della guerra scatenata dal Tycoon contro l’Iran: un eccidio tira l’altro.

Dulcis in fundo ‘La Stampa’ di Torino. Passa al gruppo SAE, fondato nel 2020 da Alberto Leonardis, costituito proprio per acquistare le testate locali made in Gedi. E così, via via, sono passate sotto il suo controllo la Gazzetta di Modena, la Gazzetta di Reggio, la Nuova Ferrara, la Nuova Sardegna, il Tirreno e nel 2025 anche Paese Sera, un tempo quotidiano d’area Pci. E tutto, a prezzi di saldo.

C’era una volta la carta stampata…


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