I venti di guerra che soffiano dal Medio Oriente all’Europa non hanno messo in crisi Napoli, che resta meta privilegiata per il turismo internazionale. Ne parliamo con l’avvocato Massimo Maione, che esamina il quadro attuale da uno dei luoghi più affascinanti del mondo: lo Sky Lounge, il super panoramico Solarium & Cocktail Bar affacciato sul Golfo al decimo piano del Grand Hotel Vesuvio, perla d’eccellenza del lungomare partenopeo.
Avvocato Maione, dal suo prestigioso osservatorio di presidente ed amministratore delegato del Grande Albergo Vesuvio, quali sono le previsioni sull’andamento turistico a Napoli per la prossima estate?
Nonostante i venti di guerra che stanno soffiando su Europa e Medio Oriente siano molto preoccupanti e siano arrivati a colpire anche paesi sinora considerati sicuri, al momento le proiezioni per la prossima estate restano positive, seppure accompagnate da una concreta dose di incertezza. I recenti aumenti del costo del carburante rischiano di travolgere l’industria turistica mondiale. Basti pensare alle enormi difficoltà delle compagnie aeree. Confido nella ripresa di attività diplomatiche incisive da parte dell’Unione Europea e quindi dell’Italia che contribuiscano a disinnescare la preoccupante escalation cui stiamo assistendo.
Qual è la nazionalità prevalente dei turisti che giungono a Napoli, considerando anche il turbolento contesto internazionale?
Nel segmento del Lusso il primo mercato rimane saldamente quello statunitense, sia in termini quantitativi che qualitativi, vantando in assoluto la più alta propensione di spesa. Per il momento il mercato sta reggendo e non stiamo ricevendo cancellazioni per i mesi a venire. Quindi restiamo ottimisti.
Sono state apportate negli ultimi tempi implementazioni alla vasta offerta ricettiva del Grand Hotel Vesuvio? Quali?
Al Vesuvio c’è sempre qualche nuovo progetto che “bolle in pentola”… ed anche quest’anno è così ma ne parleremo, per scaramanzia, nel 2027 quando i nostri ospiti potranno apprezzare personalmente le novità che stiamo realizzando per loro.
Gli albergatori e gli altri operatori turistici partenopei possono contare, o no, su incentivi efficaci per favorire l’incoming?
Se per incentivi per l’incoming intendiamo investimenti da parte delle istituzioni per qualificare l’offerta della città, comunque la si pensi, non credo sia possibile negare che la conquista dell’America’s Cup rappresenti un volano incredibile per Napoli. La visibilità e la percezione della nostra città ne usciranno straordinariamente valorizzati.
Possiamo affermare che è definitivamente archiviato, a Napoli, il turismo “mordi e fuggi” che negli anni passati aveva in parte caratterizzato la città?
Purtroppo no. I negozi continuano a chiudere, sostituiti da una miriade di punti vendita di street food, minimarket e scadentissimi souvenir shop. Così come affittacamere e pseudo b&b invadono i palazzi del centro città, spersonalizzando interi quartieri. In alcuni momenti dell’anno il traffico veicolare e pedonale è letteralmente paralizzato a causa del turismo “mordi e fuggi”. Un tipo di attività che costa ai cittadini napoletani molto più, in termini di traffico, ordine, igiene e vivibilità, di quanto effettivamente resti nelle casse del Comune. Un tipo di attività che rischia di allontanare il turismo più qualificato cui Napoli deve ambire. Laddove per qualificato, beninteso, non intendo “ricco”. Non solo almeno. Qualificato è il turismo che porta nella nostra città visitatori realmente interessati a conoscere le nostre più autentiche emergenze artistiche, naturali e socio-culturali. E per fare questo non servono tanti soldi ma serve tempo. Altro che mordi e fuggi.
L’annosa questione dell’arredo urbano a Napoli è stata avviata a soluzione? Sta migliorando?
Il nostro albergo è in pieno cantiere del lungomare. E progetti di riqualificazione urbana sono in corso in diversi punti della città. È innegabile che l’amministrazione si sia attivata per restituire decoro alle nostre strade. La stazione del Molo Beverello è una testimonianza validissima di quanto si sta facendo. Certo è una strada lunga ed impegnativa e soprattutto la vera sfida sarà manutenere efficientemente quanto ora si sta realizzando. Come già detto, il nostro mantra è: restiamo ottimisti.
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