POST MORTEM DEL SÌ

ORGOGLIO DI GENTE DEL SUD, di campani, di napoletani che celebrano la nascita di Partenope avvenuta 2.500 anni fa, con il primato dei no al tentativo ‘eversivo’ di offendere la Costituzione e di soggiogare la magistratura al potere della partitocrazia. Se l’“Italia s’è desta” (la Repubblica) come Ellekappa titola la sua interpretazione satirica del voto, è più desto il Sud: Campania, 65,2% di NO, più ogni altra delle venti regioni, Napoli (magistrati e giovani in festa, spumante e ‘Bella ciao”) record assoluto di bocciatura della riforma con il 75,2%.

 FIATO SOSPESO nell’impero economico-televisivo Fininvest: licenziamenti in massa dei dipendenti, incubo della cassa integrazione per il giornalismo delle tre reti Mediaset? Pier Silvio a Marina, che si sono spesi per il SI’ puniranno gli infedeli che nel loro regno di Arcore hanno contribuito alla vittoria del NO? La certezza: uno smacco così era impossibile da pronosticare e lo sconcerto in casa Berlusconi è fragoroso. Nel comune simbolo del berlusconismo, dove sorge Villa San Martino, la riforma è stata bocciata. No al 50,25% contro il 49,75% dei Sì.

LO SHOCK PER IL TORNADO DI NO

Ha spento il sorriso ‘Colgate’ che la Meloni sfoggia d’abitudine nel tentativo   di ‘bucare gli schermo dei televisori’. Volto sofferente, e senza trucco per la fretta di commentare per prima il default del SÌ, Giorgia non ha dismesso la protervia del dispotismo che offende la democrazia e ha escluso passi indietro o di lato. Avvinta come tenace edera al governo del nulla ha deluso chi sperava che la valanga dei NO l’inducesse a liberarsi di nefasta zavorra con il benservito a Nordio, alla Bartolozzi, a Del Mastro e finalmente anche della Santanché. La loro difesa a oltranza, chissà se Giorgia lo capisce, peserà anche tra un anno sull’esito del voto per le politiche. Il sospetto: se non licenzia i suddetti è perché teme che si vendichino rivelando ‘cose politicamente ‘scomode’.

REFERENDUM, DOVE VINCE IL SÌ

Calabria: nei Comuni dell’Aspromonte storicamente associati alla presenza della ’ndrangheta, il Sì ha ottenuto percentuali molto elevate, in netta controtendenza rispetto al risultato regionale e nazionale.  Il Fatto Quotidiano denuncia la coincidenza tra il risultato del Sì e i Comuni con maggiore presenza mafiosa (Platì e San Luca) con   percentuali che sfiorano il 90%. Il tema è ripreso da LaC News24, che amplia il quadro, parla di “plebiscito” e include altri Comuni dell’Aspromonte (San Procopio e Sinopoli), dove il Sì supera appunto il 90%, da Calabria7 che evidenzia come “nelle roccaforti della ’ndrangheta” vince il Sì”. Siamo in attesa, temiamo invano, il commento della Meloni.

 

Cari amici

abbiamo condiviso giorno dopo giorno l’idea guida della difesa della Costituzione e non ci siamo risparmiati nel lavorare politicamente per demolire la sciagurata riforma di un ministro della giustizia inetto, condotto al guinzaglio dalla Meloni per ricambiare l’improvvida nomina di guardasigilli a lui proibita per incompetenza e fanatismo di neofascista. Il feeling della determinazione individuale tra amici di Facebook è diventato rapidamente collettivo, ha guidato l’impegno di trasferirlo, dalla convinzione di bocciare la protervia del complotto per soggiogare la magistratura al potere politico, al successo elettorale delle prossime politiche. Ha ragione Rino Schettini, compagno prezioso della cordata del NO con la straordinaria forza della satira, delle sue vignette: “tensione a mille” prima di conoscere la prima proiezione dell’exitpoll, poi in crescendo doppia euforia, per il dato dell’affluenza che segnala la riconciliazione degli italiani con la buona politica e l’inedito di una prima significativa erosione del consenso usurpato dalla destra. È subentrata, appagante, che purtroppo ho percepito solo idealmente, la reazione entusiasta di quanti di voi hanno condiviso, grazie a Facebook, la più che consistente vittoria del NO. Li abbraccio tutti, per il contributo pre ed elettorale riservato alla causa.

Per chi ha seguito lo speciale di La7 momenti di orgogliosa euforia per la notizia della travolgente affermazione del NO (con la cifra record del 75,49 percento) espresso da Napoli, che cumula riconoscimenti uno dopo l’altro.

Ora, per la coalizione vincente niente arzigogoli, dispersione di obiettivi, rivalità interne: il prossimo obiettivo è sfrattare la destra da Palazzo Chigi. Urge la concretezza di un progetto disegnato a più mani dalla coalizione di centrosinistra e perché no, l’ipotesi di realizzarlo in tandem da Schlein-Conte, con la partecipazione a latere di Landini prossimo alla pensione. Viva la Costituzione.


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