PECORE NERE

Dio, patria e famiglia, slogan di un regime che disconosceva tutti e tre questi simboli di un’ideologia smentita dai fatti e legittimava la definizione dispregiativa di “pecora nera” per soggetti dell’estesa famiglia fascista, ma non ne mancano all’Italia s-governata dalla destra. Fine del preambolo, ma non del tutto.

LA ‘FORZAITALIOTA’ RITA DALLA CHIESA scende in campo in difesa di Diaco, sì proprio di lui, che alla vigilia del voto sulla cosiddetta riforma Nordio con chiara allusione al referendum ha fatto cantare (sì cantare!) “Per sempre sì” di Sal Da Vinci a Cerno, direttore dichiarato neofascista del ‘Giornale’, ingaggiato da Viale Mazzini e giustamente oggetto di attacchi di indignati teleutenti della Rai non più servizio pubblico, perché filiale di Telemeloni, anche per aver dichiarato di votare “sì”, evandendo così l’obbligo dell’imparzialità e della ‘par condicio’. Reazione durissima dei social. Rita Dalla Chiesa scende in campo e invece di condividere l’indignazione per la scorrettezza di Cerno e Diaco (conduttore di Bellamà, Rai2, a sua volta apertamente sostenitore del “sì”), solidarizza con loro e si scaglia contro chi si è indignato per il reato previsto dalla legge elettorale. Risultato? Anche lei, non direttamente, disattende l’obbligo per i politici di non far propaganda alla vigilia del voto.

IN TEMA: Salvini pubblica ieri un post per il “sì” e la cronaca della prima giornata elettorale denuncia molti casi di propaganda a favore della riforma all’interno e nei pressi dei seggi, responsabili gli ‘inviati’ di Fratelli d’Italia


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