UNA ‘DOMENICA NON BESTIALE: ANZI…

“Domenica è sempre domenica” (divertissement televisivo condotto da mister simpatia Mario Riva, anni ’60, “Il Musichiere” per chi lo ricorda). Domenica 15 marzo 2026, Rai in festa per il responso dell’auditel che premia o punisce gli ascolti dei network televisivi. Con l’esaltante punteggio di tre a zero la formazione messa in campo dal servizio pubblico ha vinto il match con Mediaset. A farne le spese, è intanto l’euforia di Gerry Scotti che per mesi ha esaltato la vittoria di “La ruota della Fortuna” su “I fatti vostri” di De Martino. Esito ribaltato: il ‘gioco d’azzardo’ del prossimo direttore artistico di Sanremo ha soggiogato più ascoltatori dell’antico programma riesumato dalla Tv berlusconiana, che è corsa ai ripari proponendo l’attraente aumento a trecentomila del premio maggiore al vincitore della puntata e di poter tornare a casa in Fiat 600 ibrida, con un buono spesa gratis per tutto l’anno offerto da un iper market e il vaucher per una crociera tutto pagato, per due persone.

E poi: in prima serata la fiction “Imma Tataranni” ha battuto “Chi vuol essere milionario”, secondo programma consecutivo di Gerry Scotti. Nell’orario preserale l’‘Eredità’ ha avuto la meglio su ‘Caduta Libera’. Delude il flop di ascolti della strepitosa inchiesta “Il caso Epstein” trasmessa in esclusiva da La7 (solo 401.000 spettatori). Il dato fa riflettere sulla qualità degli italiani teledipendenti e la deriva di programmi catalogati come “distrazione di massa”, tipo ‘Il grande fratello’, ‘Uomini e donne’, ‘La vita in diretta’, lo tsunami di gossip e “cronaca nera”, che trasformano gli studi in aule di tribunale, o peggio in virtuali sale stampa di polizia e carabinieri. Esempio limite è il fiume in piena, ossessivo, di parole e immagini per il delitto di Garlasco, la successione di fiction turche, che appassionano specialmente le donne e silenziano la televisione formativa, culturalmente di qualità. Non male Fazio, nonostante sia traslocato in una rete non popolare e ‘Presa Diretta’ di Iacona.

Sospiro di sollievo per i dati di un paio di programmi monopolizzati a dimensione bulgara dal melonismo: ‘Fuori dal coro’ solo 600 mila ascoltatori, più o meno come ‘4 di sera’, in calo nella seconda parte.  Italia 1, Studio Aperto: 577.000 utenti Mediaset (3,7%). In Rai, da chiudere,  Tg2 dossier che ha il misero seguito di 216.000 italiani

SODDISFAZIONE VICINA ALL’ENTUSIASMO per il flop (5,4 lo share) dello concertante “Due di picche”, programma di propaganda neofascista pagato da Rai2 con mille euro al minuto all’esagitato urlatore Tommaso Cerno, del quotidiano ‘Giornale’, uomo di fiducia di Angelucci, editore di giornali di destra. Protesta del comitato di redazione del Gr1 per il caso della collega Annalisa Chirico che in trasmissione si è dichiarata apertamente per il ‘sì’ al referendum sulla riforma Nordio.

E contestazione totale per lo squilibrio evidente dell’informazione televisiva di Rai e Mediaset sbilanciata a favore del sì.


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