Nelle sale Maria Amalia e Maria Carolina dell’Archivio Storico di Stato presso la Reggia di Caserta è stata inaugurata il 13 marzo la mostra “Poesia Visiva”, un evento artistico di grande intensità culturale e simbolica.
La mostra nasce da una sinergia rara, quasi sorprendente, tra tre personalità fuori dagli schemi: Lello Agretti, promotore del progetto, la direttrice dell’Archivio Storico Fortunata Manzi, e il critico d’arte Giorgio Agnisola. In un momento storico complesso come quello che stiamo vivendo, riuscire a riunire tanti artisti in un’unica visione creativa non era affatto scontato. Eppure proprio da questo incontro è nata una iniziativa capace di trasformarsi in qualcosa di più di una semplice esposizione: quasi un’unica grande opera collettiva.
Il filo conduttore della mostra è la figura e l’eredità culturale di Stelio Maria Martini, protagonista della poesia visiva e figura centrale della sperimentazione artistica e letteraria del secondo Novecento. Alcuni degli artisti presenti hanno avuto modo di conoscerlo personalmente; altri ne hanno raccolto l’eredità intellettuale e poetica attraverso il dialogo con le sue opere.

In ogni lavoro esposto si percepisce infatti una traccia dell’universo creativo di Martini: la scrittura poetica, la contaminazione tra parola e immagine, la libertà linguistica che ha caratterizzato tutta la sua attività artistica e letteraria. Questa ispirazione comune ha prodotto un risultato quasi inatteso: la mostra appare come un unico grande racconto visivo, costruito da molte voci ma capace di esprimere una sorprendente unità.
L’iniziativa assume un valore ancora più significativo se si considera il recente salvataggio e recupero dell’immenso archivio di Stelio Maria Martini da parte del Mart – Museo di arte moderna e contemporanea di Rovereto. Con questa mostra, anche Caserta ha voluto rendere omaggio all’artista, ricordandone la straordinaria eredità culturale e il ruolo fondamentale nella storia della poesia visiva.
Espongono, oltre allo stesso S. M. Martini, gli artisti:
C. Bugli, E. Bugli, A. Caporaso, M. Esposito, G. Faiella, O. Faraone, A. Iorio, C. Lubrano, A. Marino, G. Moio, D. Mennillo, M. Persico, A. Raucci, A. Sparaco, I. Tufano,
V. Avella, M. D’Alterio, A. Di Grazia, V. Elefante, G. Ferraro, S. Gioielli, B. Marello, L. Marino, A. Martone, G. Muller, M. Petrella, F. Policastro, C. Posillipo, L. Riviello, G. Savio, A. Tagliafierro, G. Tariello, V. Toscano, V. Vanacore, P. Ventriglia.
Le loro opere hanno illuminato e animato le storiche sale della Reggia, trasformandole in uno spazio di dialogo tra linguaggi, generazioni e sensibilità artistiche.
L’occasione ha aperto anche una riflessione più ampia sul futuro: la possibilità, un giorno, di dare vita a Caserta a un museo o a un’istituzione permanente dedicata alla poesia visiva e alla sperimentazione artistica contemporanea. Una struttura che potrebbe non solo valorizzare l’eredità culturale lasciata da Stelio Maria Martini, ma anche custodire nel tempo le opere e gli archivi degli artisti che hanno partecipato a questa esperienza.
Così come Martini, grazie alla lungimiranza delle istituzioni, è riuscito a conservare e salvaguardare l’immenso lavoro di una vita, anche per gli artisti di oggi potrebbe nascere un luogo capace di accogliere, tutelare e tramandare le loro opere oltre il tempo, affinché il patrimonio creativo non vada disperso ma continui a parlare alle generazioni future.
La mostra resterà aperta nei prossimi due mesi.
ANTONIO GRAZIANO
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