Il mondo rischia la catastrofe, o meglio la terza guerra mondiale. Gli Stati Uniti non stanno vincendo l’illegale conflitto scatenato senza alcun motivo contro l’Iran; l’economia occidentale sta già subendo i primi colpi e c’è il forte rischio, a breve, di una disastrosa recessione internazionale. Un quadro che a tinte più NERE non si può.
A stilare una diagnosi impietosa sulla situazione in atto e, soprattutto, sui colossali errori strategico commessi dall’Imperatore del Mondo, Donald Trump, e dalla sua gang, sono due americani di grande autorevolezza, un economista e un politologo, Jeffrey Sachs e John Mearscheimer.
Partiamo dalle parole del primo che, non va dimenticato, è di famiglia ebraica. E’ stato direttore per un quindicennio – dal 2002 al 2016 – del prestigioso ‘Earth Institute’ della Columbia University, e Consigliere speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite, affiancando Kofi Annan, Ban Ki-moon e Antonio Guterrez.
Ecco il drammatico incipit: “Questa situazione è completamente fuori controllo, priva di logica, di razionalità, di qualsiasi giustificazione umana, morale o legale. Con questa piega che stiamo prendendo, si arriverà a una guerra mondiale, perché abbiamo due narcisisti malvagi, Netanyahu e Trump, che ci stanno conducendo al disastro”. Più chiari e lucidi di così, davvero non si può.
“Siamo di fronte ad una guerra di aggressione palese, una guerra di ‘scelta’ da parte di Israele e Stati Uniti che costituisce la più palese violazione della Carta delle Nazioni Unite e del suo principio cardine secondo cui le nazioni ‘si astengono nelle loro relazioni internazionali dalla minaccia o dall’uso della forza contro l’integrità territoriale e l’indipendenza politica di qualsiasi Stato’: punto e basta”.
“Ogni parola che dice Donald Trump è vile e ignorante. Possiamo affermare con certezza che ogni suo parola è una vile menzogna. Afferma ad esempio ‘Impedirò all’Iran di dotarsi di un’arma nucleare’. Quello che ha fatto è stato stracciare l’accordo preesistente, assassinare ripetutamente i leader iraniani e adesso uccidere il capo religioso che per decenni aveva affermato che un’arma nucleare sarebbe stata contraria alle leggi iraniane. E ora bombardano il paese a tappeto; e portano avanti una guerra regionale con Israele che si comporta, come al solito, nel suo modo completamente fascista e genocida, invadendo anche il Libano e costringendo allo sfollamento già oltre 1 milione di persone, distruggendo in modo indiscriminato università, scuole, ospedali”.
Con riferimento al Tycoon: “Potrà anche metter soldi nelle mani di alcune compagnie petrolifere che pagano i suoi conti, compagnie corrotte che finanziano le sue campagne, ma impoverirà gli americani e getterà il mondo intero in una profondissima crisi economica. E il mondo se ne ricorderà, e lo saprà molto presto. Tutto ciò che Trump scrive o dice è un mix di ignoranza, malevolenza e menzogne”.
Non le manda certo a dire, Sachs!
Potete leggere il testo del suo ultra significativo intervento scorrendo il pezzo messo in rete il 13 marzo da ‘Democracy Now!’, Economist Jeffrey Sachs: U.S.-Israeli War of Choice Assault on U.N. Charter could lead to WWIII
Passiamo alle meno furiose parole – nei toni, ma la sostanza non cambia – griffate Mearsheimer. Rammentiamo che si tratta di uno dei maggiori politologi viventi, per anni docente all’Università di Chicago, super esperto di relazioni internazionali, autore nel 2007 del più che istruttivo “La lobby israeliana e la politica estera degli Stati Uniti”.
L’esordio, comunque, è col botto. “Gli Stati Uniti hanno già perso la guerra”. Vediamo l’articolata analisi.
“Potremmo avere una depressione mondiale. O anche qualcosa di meno, per ora, come una recessione mondiale, che avrebbe comunque enormi conseguenze per le persone di tutto il pianeta, specie nei paesi in via di sviluppo”.
“E’ davvero naturale che nessuno dei predecessori di Trump abbia abboccato quando gli israeliani hanno cercato di indurci a dichiarare guerra all’Iran. E’ Trump il primo presidente a cadere nella trappola. Lo ha fatto già lo scorso giugno durante la Guerra dei dodici giorni. Sembrava finita lì e invece tutto è cambiato il 28 febbraio, quando Stati Uniti e Israele, insieme, hanno deciso di attaccare l’Iran e ora siamo ad una guerra di logoramento con gli iraniani dove è difficile prevedere come finirà”.
“Quindi Trump ha abboccato. Il primo ministro Netanyahu ha lavorato alacremente per decenni per convincere gli Stati Uniti ad attaccare l’Iran per conto di Israele: alla fine ci è riuscito con Trump, che si è buttato a capofitto nell’impresa”.
Circa l’illusione che eliminando la Guida Suprema iraniana, come era successo con Nicolas Maduro in Venezuela, tutto si sarebbe risolto in un baleno, osserva: “Penso sia il caso di Trump. Credo che questo sia stato l’argomento che Netanyahu ha venduto al Tycoon. E a Trump è piaciuto. Credo proprio che, visto quanto è appena successo in Venezuela, pensava di poter volare come una farfalla e pungere come un’ape. Invece…”
Ben più scaltro, “Netanyahu ha capito che il regime non sarebbe caduto rapidamente e anche che gli Stati Uniti, una volta iniziata la guerra, non avrebbero avuto altra scelta che continuarla”.
“Gli iraniani stanno perseguendo una strategia intelligente. Quando ascoltiamo Pete Hegseth (il Segretario della Difesa Usa, ndr) e Trump, parlano degli iraniani come se fossero un branco di bifolchi e noi fossimo i geni della strategia. Penso che non sia affatto così. Ci troviamo di fronte ad un avversario formidabile, preparatissimo. Hanno molte carte da giocare. Il punto chiave è che Teheran ha un enorme arsenale di missili balistici a corto raggio e droni che possono colpire gli Stati del Golfo, compresa l’Arabia Saudita. E anche Israele”.
“Rammentiamo che nella guerra dei 12 giorni l’Iran ha combattuto solo contro Israele, non ha preso di mira le basi militari americane nella regione né gli Stati del Golfo. Gli iraniani hanno la possibilità di colpire tutti questi paesi e le basi Usa per un lungo periodo. Col passare del tempo, la nostra possibilità di abbattere missili e droni nemici diminuisce, non è quindi una situazione stagnate. Gli iraniani hanno in mano potenti carte da giocare. E quindi noi ci troviamo in una situazione a dir poco terribile”.
Per saperne di più, ecco il significativo pezzo messo in rete da ‘Brave New Europe’ il 12 marzo, John Mearsheimer, Chris Hedges – Why America is Loosing the War in Iran
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